Consulenza o Preventivo Gratuito

Riscossione, fallimenti off limits

del 09/10/2010
di: di Fabrizio G. Poggiani
Riscossione, fallimenti off limits
Senza la formale autorizzazione dell'ente impositore, l'agente per la riscossione deve sempre esprimere il proprio dissenso alla proposta di concordato fallimentare, dovendo comunque evidenziare errori di fatto e/o di diritto in sede di trasmissione del documento allo stesso ente impositore.

Questa una delle indicazioni fornite dalla direzione operativa di Equitalia Polis spa con la circolare 1/10/2010 n. 1086 (che riporta i chiarimenti forniti da Equitalia spa), concernente gli adempimenti posti a carico del concessionario, in tema di riscossione nell'ambito di procedure concorsuali, di cui al rd n. 267/1942.

Società trasferite. Per quanto concerne la problematica inerente alle società trasferite all'estero senza contestuale cancellazione delle stesse al registro delle imprese, il concessionario istante riteneva che il reato di sottrazione fraudolenta, di cui all'art. 331 cpp, rappresentasse il passaggio prodromico ed indispensabile per la presentazione delle istanze di fallimento a carico di dette società. Sul tema, la capogruppo conferma che la presentazione dell'istanza di fallimento prescinde dalla presentazione del rapporto richiesto dalla norma appena richiamata, non essendo condizionata neppure dalla situazione indicata dall'art. 11, dlgs n. 74/2000 (sottrazione al pagamento delle imposte) che non può costituire una condizione di procedibilità, con la conseguenza che l'istanza può essere presentata anche al fine di «riaffermare» la giurisdizione italiana, anche ai fini della constatazione della fittizietà del trasferimento.

Peraltro, detta indicazione deve applicarsi anche nei casi in cui la società, trasferita all'estro, abbia proceduto a cancellarsi dal registro delle imprese.

Concordato fallimentare. Numerosi i questi posti alla capogruppo in tema di concordato fallimentare, soprattutto dopo l'intervento del dl n. 78/2010 che, con il comma 3, dell'art. 29, ha comportato introduzione del comma 2-bis, all'articolo 87, del dpr n. 602/1973, con decorrenza dal 31 maggio scorso, e dopo i recenti chiarimenti della circolare n. 1070.

Il primo quesito inerisce il problema se l'agente della riscossione deve sempre esimersi dall'esprimere il proprio giudizio alla proposta concordataria, come comunicata dal curatore nel rispetto del comma 2, dell'art. 125 della legge fallimentare, che generalmente contiene tutti gli elementi necessari alla relativa valutazione.

Sul punto, la capogruppo evidenzia che, anche nel rispetto del novellato art. 87, dpr n. 602/1973, il concessionario deve procedere nell'inoltro della proposta all'ente impositore, evidenziando a propria cura l'eventuale presenza di errori (manifesti) di fatto e/o di diritto, corredando la detta proposta con tutta la documentazione necessaria reperita nel rispetto della procedura, di cui al comma 2, dell'art. 125 della legge fallimentare.

Sempre in tema di concordato, un ulteriore quesito concerne l'obbligo di presentazione dell'istanza di insinuazione a cura del concessionario in presenza della clausola, di cui al comma 4, art. 124, l.fall., che prevede il rispetto impegni assunti in sede di concordato, limitatamente ai creditori ammessi al passivo.

La capogruppo conferma che l'istanza deve essere sempre presentata, e con immediatezza, stante il fatto che lo stesso concordato non potrebbe perfezionarsi anche per mancata omologazione a seguito di opposizioni o per inadempimento, con la conseguenza che la mancata presentazione precluderebbe, in tali casi, la partecipazione al concorso.

Espressione di voto. I quesiti sul tema sono stati quelli più numerosi e riguardano, soprattutto, il concordato e l'esercizio del voto, ai sensi dell'articolo 127 della legge fallimentare, con particolare riferimento all'indicazione fornita con la precedente circolare n. 1070.

Il primo quesito si poneva, infatti, in relazione alla necessità di esprimere il dissenso o l'assenso alla sola parte del credito privilegiato non soddisfatto o alla parte di credito in chirografo; la capogruppo conferma che la dichiarazione di dissenso non può che riferirsi, in via esclusiva, ai crediti chirografari e a quelli privilegiati declassati, con l'eccezione del caso in cui si sia in presenza di una formale rinuncia da parte dell'ente impositore per i crediti privilegiati.

La seconda situazione riguarda quella in cui, nell'ambito di un concordato fallimentare, il credito privilegiato sia interamente pagato mentre quello in chirografo sia liquidato in percentuale e l'ente impositore non formalizzi il suo parere; in tal caso, il concessionario è obbligato ad esprimere il dissenso, evitando anche l'opposizione all'omologa del concordato, fatto salvo il caso in cui lo stesso ente impositore formuli una specifica e motivata richiesta, seppure tardiva (a posteriori).

Infine, in presenza di specifiche situazioni nelle quali il concessionario si trovi nella situazione di dover depositare espressioni di voto, ci si chiedeva se lo stesso potesse (o dovesse) coltivare il giudizio di opposizione, ma sul punto la capogruppo ha confermato che l'agente è un mero mandatario («nuncius») e che l'espressione di voto è condizionato dalle indicazioni fornite da ogni ente impositore.

vota