Il provvedimento tocca direttamente anche i liberi professionisti i quali abbiano contribuito per un certo numero di anni negli istituti di previdenza del sistema pubblico (come l'Inps, l'Inail o l'Inpdap) oppure nella gestione separata Inps e che vogliano avvalersi della «totalizzazione» per ottenere una pensione unica senza perdere alcun contributo versato. Anch'essi dovranno attendere poiché di fatto gli istituti pubblici hanno bloccato i pensionamenti. Con un cortese eufemismo, l'Inps (circolare 126 del 24 settembre) fa sapere che le «finestre» per andare in pensione sono diventate uniche e sono bloccate un anno per tutti. Per i lavoratori autonomi, poi, la finestra pensionistica ritarderà di ancora 6 mesi ed i professionisti che vorranno totalizzare i contributi versati non in Eppi sono avvertiti: anche per loro la pensione si allontana.
Un caso comune
Del resto il caso dei professionisti che abbiano svolto più attività e che abbiano versato i contributi presso differenti sportelli è molto comune: ci sta che, prima della libera professione, un perito industriale abbia insegnato o sia stato dipendente presso uno studio, tanto più che l'Eppi è attivo solo dal 1996. Un professionista, ad esempio, potrebbe aver insegnato per 12 anni e aver versato i contributi all'Inpdap, essere stato iscritto all'Inps per altri 13 e poi avere contributo in Eppi per altri 11. Tenendo separate le gestioni, il nostro Mario Rossi accede solo alla pensione Eppi, mentre se totalizza i vari spezzoni, mette insieme tutti i periodi (36 anni) e riceve una unica pensione composta dalle quote di tutte e tre le gestioni. Fino a tutto il 2010, il nostro Mario Rossi poteva andare subito in pensione, dal 2011 occorrerà invece attendere fino ad un anno e mezzo.
Lavorare più a lungo
La finanziaria d'estate, in questo senso, non è intervenuta sulle norme generali della totalizzazione, ma è stata protagonista di una manovra con il fine di contrarre la spesa pubblica generale. Dunque ritardare l'uscita da lavoro significa poter mettere ancora in attivo nel bilancio dello Stato le quote pensionistiche che, al massimo entro un anno e mezzo, salteranno però alla voce passivo. D'altro canto, però, siamo alle prove tecniche di allungamento dell'attività lavorativa, perché il provvedimento temporaneo preso quest'estate ha tutta l'aria di preludere al provvedimento più strutturale, che scatterà a partire dal 1° gennaio 2016, e riguarda le previdenza pubblica: adeguare la finestra di uscita di ogni pensionato alla sua attesa di vita media. Più questa crescerà, più il lavoratore ritarderà l'uscita dal sistema produttivo.
