Consulenza o Preventivo Gratuito

Un nuovo slancio per la categoria

del 08/10/2010
di: La Redazione
Un nuovo slancio per la categoria
Definire con chiarezza ambiti e competenze del professionista tecnico, ribadire che l'esercizio della professione può avvenire solo ed esclusivamente attraverso due livelli e scansare, una volta per tutte, l'equivoco di chi vede nella formazione scolastica un titolo sufficiente per esercitare la professione. Perché questa, anche secondo le direttive europee, potrà essere svolta solo da chi ha in tasca una diploma di laurea triennale o equivalente.

Due strade che conducono tutte nella stessa direzione: la creazione dell'ordine dei tecnici laureati per l'ingegneria. Attorno a questo tema si concentrerà l'attenzione della 54esima Assemblea dei presidenti dei collegi provinciali di categoria in programma oggi a Roma nelle sede di Confcooperative. Un appuntamento di quelli da non perdere considerando la duplice congiuntura: l'attuale consiglio nazionale a metà del suo mandato e un governo traballante la cui tenuta condizionerà inevitabilmente anche le sorti dei professionisti italiani. Ecco perché, ora più che mai, i periti industriali hanno necessità di fare quadrato attorno alle scelte prese fino ad ora dalla rappresentanza di categoria, ma soprattutto rispetto alle strategie da prendere per l'immediato futuro. Del resto il panorama non è dei più rosei: c'è la necessità di restare a concorrere in un mercato che ha sicuramente il numero più elevato di professionisti tecnici rispetto a qualsiasi altro paese europeo, e di restarci evitando, come molti vorrebbero, di scivolare in un malaugurato terzo livello di competenze. E in questo senso basti pensare alle diverse interpretazioni che sono state date rispetto ai titoli rilasciati dai nuovi istituti tecnici: c'è chi ritiene che saranno sufficienti per l'esercizio della professioni, ma in realtà non è così. L'unico riferimento resta la formazione universitaria triennale o in alternativa l'Istruzione tecnica superiore che, però, dovrà essere articolata solo su un triennio.Va da sé che l'unica soluzione per sciogliere tutti i nodi irrisolti resta la casa comune per i laureati triennali: questo contenitore metterebbe finalmente chiarezza alla nuova posizione dei professionisti di I livello rispondendo anche efficacemente a quei principi di snellimento e razionalizzazione del sistema delle professioni tanto auspicato dal ministro della giustizia Angelino Alfano. Farebbe chiarezza anche rispetto alle competenze che suddivise in ambiti (otto o dieci) potranno garantire una piena e forte specializzazione tra le diverse aeree, con limiti di competenze verticali solo per opere straordinarie.Ovviamente se per tagliare questo traguardo l'azione della politica è fondamentale, non si può sottovalutare anche quella che può mettere in moto la categoria stessa, intensificando sempre più l'azione di questo nuovo corpo sociale creato con il Cogepapi, aprendo a confronti anche con i triennali aderenti al Cup 3 e insistendo ad oltranza in tutte le sedi opportune, dalla politica alle rappresentanze delle professioni.

vota