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Costi black list senza eccezioni

del 08/10/2010
di: di Duilio Liburdi
Costi black list senza eccezioni
L'indeducibilità dei costi black list opera con riferimento a qualunque tipo di transazione effettuata anche se la stessa, ad esempio, è finalizzata all'acquisizione di beni strumentali. Pertanto, il componente negativo che non potrà essere dedotto, fatta salva la prova contraria, sarà costituito dalla quota di ammortamento del bene. Questo a meno che non si provi che il soggetto estero non svolga una effettiva attività commerciale nello stato o nel territorio in cui è collocato ovvero si dimostri che l'operazione effettuata con quel soggetto sia economicamente profittevole. Sono queste alcune delle indicazioni fornite dall'agenzia delle entrate nella circolare n. 51/E delle Entrate (si veda ItaliaOggi di ieri) in merito alle disposizioni contenute nell'articolo 110 del Tuir che, come noto, limitano la deducibilità dei componenti negativi derivanti da operazioni intrattenute con soggetti non residenti che non sono Cfc e che sono situati in stati o territori a fiscalità privilegiata.

L'ambito soggettivo di applicazione della norma. Il documento di prassi emanato dall'agenzia delle entrate precisa, in linea con il dettato letterale della norma, che le disposizioni di cui all'articolo 110, comma 10 del Tuir si applicano a tutti i soggetti residenti che producono reddito di impresa, indipendentemente dalla natura giuridica nonché alle stabili organizzazioni in Italia di società estere. Specularmente, nei confronti del soggetto estero con il quale viene intrattenuto il rapporto di natura commerciale nessuna esclusione è prevista, sia in relazione al reddito di impresa che in relazione al reddito di natura professionale. Sotto questo aspetto, peraltro, non costituisce elemento essenziale la residenza del soggetto che vende un bene o presta un servizio al soggetto residente ma potrà essere decisivo il fatto della disponibilità di una base fissa in uno Stato o territorio black list.

L'ambito oggettivo della norma. La formulazione delle disposizioni di cui all'articolo 110 del Tuir afferma che sono indeducibili le spese e gli altri componenti negativi. Anche in questo caso, muovendo dalla formulazione letterale della norma, la circolare dell'Agenzia delle entrate afferma che nel campo di applicazione della indeducibilità rientra qualunque componente negativo che concorre alla determinazione del reddito di impresa comprese, ad esempio, le quote di ammortamento che vengono stanziate in ogni periodo di imposta. Si afferma, infatti, che ammortamenti, svalutazioni, perdite, minusvalenze e ogni altro componente negativo derivano da operazioni intercorse con soggetti black list e che, anche in periodi di imposta successivi a quello in cui è intervenuta la transazione, comportano la diminuzione di reddito imponibile. Traducendo da un punto di vista operativo l'affermazione contenuta nella circolare, la conseguenza è che, in ogni dichiarazione dei redditi relativa a ogni esercizio in cui viene dedotta la quota di ammortamento di un macchinario acquistato da un soggetto sito in black list, il contribuente dovrà ricordarsi di effettuare la variazione in aumento ed in diminuzione nella dichiarazione dei redditi. Ciò a meno che, visto che tale indicazione è di pari ammontare, si possa sostenere che l'intero ammontare della transazione possa formare oggetto di una unica indicazione nel periodo di imposta in cui la stessa viene effettuata, il che, evidentemente, darebbe una semplificazione degli adempimenti operativi. Nel primo caso, evidentemente, andrà tenuta memoria dell'operazione anche al momento della compilazione del modello Unico considerando come la mancata evidenziazione in Unico comporta l'applicazione di una sanzione proporzionale

La disapplicazione della norma. Le norme in materia di costi black list non si dirigono ai soggetti residenti che controllano soggetti esteri ma, in generale, a rapporti ordinariamente tenuti ad esempio con fornitori esteri. Dunque, appare più semplice procedere alla dimostrazione dell'esimente legata alla dimostrazione dell'effettivo interesse economico insito nell'operazione ed al fatto che la stessa è stata concretamente effettuata. A tale fine la circolare afferma come si dovrà tenere conto di una serie di fattori che vanno dal prezzo puro della transazione alla modalità di effettuazione dell'operazione nonché alla possibilità di acquistare il prodotto presso altri fornitori. Peraltro, il fatto che il costo sostenuto sia stato più elevato rispetto a quello mediamente praticato sul mercato non è elemento che da solo giustifica in assoluto l'applicazione della norma in quanto, tale circostanza apparentemente anomala potrebbe essere bilanciata da altre condizioni legate all'operazione ed in base alle quali è conservato l'interesse economico dell'operazione medesima. Naturalmente, in caso di congiunta applicazione della normativa Cfc, l'eventuale imputazione del reddito per trasparenza in capo al soggetto residente, comporta l'inapplicabilità della ulteriore disposizione in materia di indeducibilità dei costi black list in quanto, evidentemente, si genererebbe una doppia limitazione in capo allo stesso soggetto.

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