Standard di qualità ambientale. In base al decreto legislativo in itinere, nel Codice ambientale sarà espressamente introdotto un nuovo «standard di qualità » (meglio noto con l'acronimo «Sqa»), standard che dovrà concorrere al raggiungimento dell'accennato obiettivo finale del 2021, anno che dovrà vedere, in particolare, una riduzione a livelli di fondo naturale e l'eliminazione, rispettivamente, delle sostanze prioritarie e delle sostanze pericolose prioritarie, come imposto dalla direttiva 2000/60/Ce (la direttiva madre dalla quale derivano le citate due direttive 2008/105/Ce e 2009/90/Ce). Sempre trasposto nel dlgs 152/2006, anche l'obiettivo intermedio di stessa matrice comunitaria che impone di raggiungere entro il 2015 apprezzabili e propedeutici livelli di abbassamento del livello degli inquinanti in parola.
Inventario delle emissioni. Strumentale al raggiungimento degli obiettivi in parola, l'istituzione da parte del decreto legislativo in corso di approvazione di uno specifico l'inventario delle emissioni, degli scarichi e delle perdite delle sostanze inquinanti per ciascun distretto idrografico, inventario che permetterà una verifica dinamica della conformità della situazione delle acque agli standard di riduzione e di eliminazione previsti.
Metodi di analisi delle acque. Esordiranno infine nel dlgs 152/2006 nuove specifiche tecniche per l'analisi ed il monitoraggio della qualità delle acque in linea con quanto previsto dalla direttiva 2009/90/Ce. Sarà compito dell'Ispra (l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale istituito con la legge 133/2008) insieme a Regioni e Province autonome garantire i controlli di qualità sui laboratori di analisi.
