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La litigiosità fiscale è in crescita

del 08/10/2010
di: di Valerio Stroppa
La litigiosità fiscale è in crescita
Cresce la litigiosità fiscale e con essa il numero di ricorsi pendenti davanti alle commissioni tributarie nazionali. Nel corso del 2009 i ricorsi complessivamente presentati dai contribuenti sono stati circa 360 mila, 10 mila in più di quelli definiti dai giudici tributari. Alla fine dello scorso anno, il carico di lavoro gravante sulle commissioni era pari a 945 mila ricorsi, a fronte dei 936 mila pendenti al 31 dicembre 2008. Nel Meridione si ricorre maggiormente (53% del totale), mentre l'ente impositore contro cui ci si oppone di più è ovviamente l'Agenzia delle entrate (61% dei casi). Per quanto riguarda gli esiti dei verdetti, l'amministrazione finanziaria vince più del contribuente in primo grado (39% contro 36%), ma non in secondo (42% contro 44%). Sono solo alcuni dei dati che emergono dalla relazione di monitoraggio sullo stato del contenzioso tributario e sull'attività delle commissioni tributarie diffusa ieri dal Dipartimento delle finanze.

Andamento dei ricorsi. A consuntivo del 2009, la giacenza di fine anno presso Ctp e Ctr risulta aumentata del 6,22%, con 683 mila ricorsi pendenti contro i 643 mila di fine 2008. Ricomprendendo nell'analisi anche la Ctc, che ha visto i gravami pendenti scendere del 10%, in totale le cause in essere sono circa un milione. Un dato positivo se paragonato ai 2,9 milioni di ricorsi pendenti alla fine del 1996, ma che allo stesso tempo conferma l'inversione di tendenza già registrata nel 2008. L'ammontare dei ricorsi giacenti a fine anno, infatti, è costantemente diminuito fino al 2007 (quando erano 930 mila), per poi iniziare a crescere negli ultimi due anni. La pendenza al 31 dicembre 2009 ha registrato un incremento pari all'8,87% rispetto alla giacenza al 31 dicembre 2007.

Enti impositori. Con riguardo alle singole agenzie fiscali, il contenzioso instaurato nel 2009 davanti alle commissioni provinciali coinvolge nella netta maggioranza dei casi l'Agenzia delle entrate (62%), seguita da Territorio e Dogane, che risultano coinvolte complessivamente per circa il 3%. Il 9% dei ricorsi sono stati indirizzati contro Equitalia, la società che gestisce la riscossione, mentre il restante 15% riguarda comuni, province e regioni (compresi i rispettivi concessionari).

Status ricorrenti. La maggior parte dei ricorsi inoltrati nel 2009 è stata presentata da persone fisiche (74% in Ctp e 65% in Ctr); i restanti, rispettivamente 26 e 35%, sono stati proposti da società ed enti non commerciali.

Oggetto dei ricorsi. Suddividendo i ricorsi presentati nel 2009 per tipologia di tributi, emerge che il 18% dei procedimenti ha riguardato l'Irpef (comprese le addizionali), e quindi le persone fisiche, mentre solo il 2% l'Ires gravante sul reddito delle società. L'Iva, presa anche in combinazione con altre imposte, è stata oggetto di ricorso in circa il 7% dei casi, mentre non trascurabili sono le opposizioni ad accertamenti in tema di imposta di registro (8%) e Irap (6%). Tra i tributi locali, invece, le controversie più frequenti hanno riguardato l'Ici e i tributi per lo smaltimento dei rifiuti (entrambi 8%), nonché le tasse auto (7%).

Durata procedimenti. Un dato piuttosto interessante tra quelli presenti della relazione del Dipartimento è quello relativo all'anzianità media dei ricorsi definiti. Si tratta della statistica che misura la sommatoria dei giorni intercorrenti tra la data di presentazione di un ricorso e la data della rispettiva sentenza. L'anzianità media dei definiti nel 2009 presso le Ctp è stata pari a due anni e nove mesi, mentre per il secondo grado di giudizio i tempi si accorciano a un anno e dieci mesi.

I verdetti. Per quanto attiene agli esiti dei procedimenti, presso le Ctp nel 2009 gli enti impositori hanno vinto nel 39,17% dei casi, contro il 35,63% di successi dei contribuenti. Una causa su quattro si è invece conclusa con altri verdetti (9,48% giudizio intermedio, 0,9% conciliazione, 14,82% altri esiti). La situazione, però, si ribalta in secondo grado. Davanti alle Ctr, infatti, il contribuente ha vinto più dell'amministrazione finanziaria (44,21% contro 42,07%), mentre nell'8,3% dei casi si è registrato un giudizio intermedio. Dall'incrocio tra tali verdetti e la tipologia di imposte oggetto del contenzioso, emerge che la maggiore percentuale di successo degli enti impositori in Ctp si verifica in materia doganale (49% contro 35%) e sull'Ici (40% contro 27%). Viceversa, i contribuenti mostrano percentuali di successo superiori a quelle degli uffici nelle controversie relative a Irap (44% contro 40%), Irpef (36,87% contro 35,73%) e tasse auto (46% contro 37%).

Sospensive. Altro tema da considerare è quello inerente alla richiesta di sospensiva degli atti impugnati. Nel 2009 le istanze di sospensione presentate alle Ctp italiane sono state poco più di 97 mila, mentre quelle decise oltre 103 mila. Nel merito, c'è una sostanziale parità di accoglimenti e rigetti: il 49,02% delle istanze sono state accolte favorevolmente, il 50,98% respinte.

Tasso di litigiosità. La relazione del Df analizza anche il tasso di litigiosità registrato nelle diverse zone d'Italia. Il dato si ottiene rapportando il totale dei ricorsi presentati in una regione (Ctp+Ctr) con la popolazione residente (secondo i dati Istat). I risultati evidenziano come, in linea con il trend nazionale, il tasso di litigiosità sia in crescita in 12 regioni su 20. La litigiosità è maggiormente concentrata nel Centrosud: Sicilia (nel 2009 quasi 12 ricorsi ogni 1.000 abitanti), Campania (9,32 ricorsi) e Calabria (8,65 ricorsi). Tra le regioni del Nord, il tasso maggiore è rilevabile in Liguria (cinque ricorsi ogni 1.000 abitanti), mentre le altre regioni settentrionali sono tutte ben al di sotto della media nazionale. Tra le regioni del centro, il tasso maggiore è rilevabile nel Lazio (8,23), mentre l'Umbria presenta il più alto incremento del tasso di litigiosità, passando da 2,99 del 2007 a 8,32 del 2009.

Magistrati tributari. Al 31 dicembre 2009 risultavano operativi 4.193 giudici tributari, di cui 2.914 presso le Ctp e 1.279 presso le Ctr. Un organico che, rispetto alla consistenza registrata al 31 dicembre 2008, pari a 4.517 giudici, risulta diminuito del 7%.

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