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Continua e aumenta la protesta dei lavoratori Inps

del 07/10/2010
di: La Redazione
Continua e aumenta la protesta dei lavoratori Inps
«L'Inps è anche tuo, difendiamolo insieme». Questa lo slogan scritto su tutti i manifesti e sulle magliette indossate da circa 1.500 dipendenti arrivati da tutta Italia, a Roma, davanti agli uffici del presidente e del direttore generale dell'Inps, venerdì scorso 1° ottobre. «Stiamo protestando per il rilancio della previdenza pubblica e dello stato sociale, seriamente compromessi dalle scelte gestionali effettuate sia internamente che esternamente all'Istituto», afferma Arturo Giambelli, coordinatore generale del sindacato Fialp Cisal dell'Inps, che insieme a Cgil, Uil e RdB hanno organizzato la manifestazione di protesta. «La riorganizzazione che si sta attuando unilateralmente all'Inps», prosegue Giambelli, «è tesa a favorire l'ingresso dei privati nelle attività e nei servizi dell'Istituto, ciò allo scopo di ridimensionarne le funzioni. La politica è quella di provocare inefficienze laddove c'è addirittura eccellenza come all'Inps, in modo tale da far nascere le condizioni per una facile e generosa svendita ai privati. Il disegno è ormai fin troppo chiaro. Ma la lotta contiene anche il rispetto dei contratti integrativi sottoscritti, censurati da parte dei ministeri vigilanti». Questi i principali obiettivi della protesta, avviata a luglio a seguito della mancata certificazione del contratto integrativo 2009 e della firma di un accordo integrativo per il 2010 da parte di una minoranza sindacale, accordo respinto dagli oltre 15 mila dipendenti Inps che hanno partecipato alla consultazione promossa lo scorso 15 settembre dai quattro sindacati. Conclude Giambelli: «Mentre i lavoratori erano impegnati a protestare contro la riorganizzazione, l'Amministrazione emanava una circolare applicativa proprio sulla materia oggetto di protesta. La cosa va letta come una autentica e arrogante provocazione che respingiamo con sdegno ed alla quale i lavoratori non potranno più sottostare. È l'amministrazione stessa che vuole alzare i toni della protesta e ci sta chiamando allo scontro.
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