Ieri la camera dei deputati ha detto si, all'unanimità, al disegno di legge sull'etichettatura d'origine dei prodotti agro-alimentari. Il testo, ora, passa al senato, per il via libera definitivo. Si tratta del ddl n. 2260, recante «disposizioni per il rafforzamento della competitività del settore agroalimentare». Una normativa che, avverte Coldiretti, «prevede anche uno stop alle pratiche commerciali sleali nella presentazione degli alimenti relativa alla reale origine geografica degli ingredienti utilizzati». Il sì al provvedimento trova, comunque, la soddisfazione del ministro alle politiche agricole, Giancarlo Galan. Per il ministro, ora, «i prodotti italiani saranno garantiti dal campo alla tavola». Galan, però, aggiunge: «Il percorso non si conclude oggi, né in Italia né in Europa, ma se mostreremo la stessa capacità di fare sistema-paese che abbiamo mostrato in aula, riusciremo a vincere questa battaglia di civiltà». Infatti, nonostante il voto bipartisan a Montecitorio, il ministro non può ignorare che non spetta al parlamento italiano decidere in fatto di etichettatura d'origine degli alimenti. Perchè, in materia, la competenza è devoluta a Bruxelles. Ed è alla commissione europea, che spetta l'ultima parola; specie quando vincoli di etichettatura generalizzati rischiano di violare le regole europee sulla concorrenza. Un aspetto, questo che la stessa Confagricoltura sottolinea. Secondo palazzo Della Valle «rimane il forte pregiudizio che grava su questo testo in merito alla sua compatibilità rispetto al diritto comunitario».