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Per i giovani altro che tariffe fisse

del 28/11/2009
di: di Ignazio Marino e Benedetta P. Pacelli
Per i giovani altro che tariffe fisse
Altro che tariffe fisse. I consulenti del lavoro applicheranno parcelle bassissime (il tariffario de riferimento è ancora quello del 1992) alle attività imprenditoriali costituite da giovani nella fase di avvio dei primi due anni. Un protocollo d'intesa, in questo senso, è stato stipulato tra il ministero delle politiche giovanili guidato da Giorgia Meloni e il Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro presieduto da Marina Calderone. La firma ieri presso l'Auditorium Parco della musica di Roma. L'intesa stabilisce infatti che la categoria si impegna ad applicare tariffe agevolate «per la consulenza della fase di start up dei primi due anni, a piccole e medie imprese individuali di giovani fino ai 35 anni di età e a società dove almeno il 51% dei soci sia costituito da giovani con età massima di 35 anni». Non solo, perché per agevolare la collaborazione i consulenti del lavoro metteranno a disposizione l'albo, diviso per provincia di competenza, affinché le associazioni di giovani under 35 costituite per la partecipazione ai bandi finanziati dallo stesso ministero attraverso il dipartimento della gioventù della presidenza del consiglio dei ministri, possano usufruire delle competenze dei consulenti, sia nella fase di creazione delle associazioni sia nella fase di rendicontazione finale. Il tutto, come si legge nel protocollo, perché per rendere il paese più competitivo «è opportuno predisporre politiche attive che favoriscano l'ingresso delle nuove generazioni in un mercato del lavoro competitivo e rivolto all'alta specializzazione». E anche a fronte degli ostacoli, sia dal punto di vista economico che burocratico, in cui le imprese incappano nella fase di avvio che spesso scoraggia le nuove generazioni ad investire il proprio capitale e la propria conoscenza. Consulenti e ministero poi predisporranno un documento «descrittivo delle varie forme contrattuali» che oggi caratterizzano il mercato del lavoro, affinché i giovani vengano a conoscenza dei diritti, ma anche dei doveri legati alla propria posizione lavorativa. E tutto concorrerà al sostegno dell'iniziativa: ricerche, conferenze o addirittura dossier statistici che le parti si impegnano si impegnano a mettere in atto sul tema della libera professione come scelta di lavoro per le giovani generazioni.

La firma del protocollo

Un'alleanza, questa, a cui tiene particolarmente il ministro delle politiche giovanili Giorgia Meloni che definisce i consulenti del lavoro «delle sentinelle della legalità, dei professionisti che possono favorire una cultura imprenditoriale sana e trasparente». E il protocollo va proprio in questa direzione, «nel trattare con un occhio di riguardo i giovani che vogliono avviare un'impresa e sono spesso scoraggiati anche solo dalla percezione delle difficoltà che incontreranno. E applicare tariffe agevolate a chi avvia un'attività considerando che il tariffario non viene aggiornato dal 1992 significa davvero tendere una mano in concreto le nuove generazioni. Siete una realtà importantissima», continua il ministro, «anche perché rappresentate una realtà giovane, ma soprattutto il vostro impegno ha un ruolo sociale fondamentale per coloro che si affacciano nel mondo del lavoro».

E non è da meno l'entusiasmo di Marina Calderone. Che dice: «Come categoria ci siamo attivando in un percorso di impegno sociale. Perché non si può non avere a cuore il destino del paese e della sua parte migliore, ossia i giovani. Li vogliamo accompagnare e sostenere nelle loro scelte».

Il premio

Dopo la firma del protocollo, alla presenza del ministro Meloni e di Marco Scurria, europarlamentare della commissione cultura e istruzione, si è tenuta la cerimonia per il conferimento del «Premio giovani 2009». Marina Calderone in merito al concorso «il ruolo deflattivo nel contenzioso» ha premiato tre giovani: al primo posto Debora Di Rosa dell'ordine di Ragusa, al secondo Daniele Conti (Roma), al terzo Riccardo Trimarco (Napoli). «Amate questa professione che avete scelto», ha detto il presidente del Cno, «e siate di esempio per gli altri giovani colleghi».

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