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Congressi, fattura senza dettagli

del 05/10/2010
di: di Federico Gavioli* * www.commercialistatelematico.com
Congressi, fattura senza dettagli
Con la risoluzione n. 47/E del 28 maggio scorso l'Agenzia delle entrate ha chiarito, in materia di fatturazione delle spese alberghiere e di ristorazione, che la fattura dell'organizzatore del congresso può essere emessa senza il dettaglio dei servizi alberghieri e di ristorazione quando, per esempio, in caso di affidamento in appalto dell'organizzazione del convegno, il corrispettivo è determinato forfetariamente. In questa ipotesi, quindi, secondo l'interpretazione fornita dalle Entrate l'operatore congressuale può fatturare indicando soltanto il corrispettivo globale da assoggettare a Iva al 20% e non invece il dettaglio dei costi alberghieri e di ristorazione forniti al committente.

In precedenza con la risoluzione ministeriale del 4 giugno 2002, n. 168/E a una società organizzatrice di convegni, che acquistava la tipologia di servizi relativi all'organizzazione di un congresso per poi conglobarla nel pacchetto offerto ai propri clienti, i tecnici delle Entrate avevano chiarito che l'eccezione alla regola, vale a dire il diritto alla detrazione nel caso di riferibilità dell'acquisto all'attività propria, sussisteva nel caso in cui si potesse dimostrare che detti servizi rappresentassero lo strumento necessario per il compimento del fine economico della medesima (l'organizzazione di convegni, congressi e simili, e, in generale, lo sviluppo delle pubbliche relazioni delle aziende-clienti), avessero carattere abituale, non meramente accessorio, e fossero rilevanti ai fini del volume di affari della società organizzatrice.

Nel testo in vigore dal 22 agosto 2008, con effetto dall'1/9/2008, la lett. e), dell'art. 19-bis1, dpr 633/1972 non contiene più la preclusione oggettiva al diritto alla detrazione dell'Iva sugli acquisti di prestazioni alberghiere e di ristorazione, da chiunque effettuati (nel caso in esame, sia da parte dell'operatore del settore congressuale che del suo cliente), posto che, ovviamente, risultino rispettate le altre condizioni generali per la detrazione del tributo.

A fronte di tale novità l'Agenzia delle entrate con la citata risoluzione n. 47/E evidenzia, tuttavia, che nei casi in cui la fatturazione dettagliata dei servizi risulti incompatibile con le diverse modalità di organizzazione dell'attività congressuale, come nel caso in cui l'organizzazione di un congresso sia affidata mediante la stipula di un contratto di appalto e venga pattuito un corrispettivo forfetariamente determinato, l'operatore congressuale può emettere la fattura indicando il corrispettivo unitario da assoggettare a Iva con aliquota ordinaria.

In questo caso spetta al committente acquisire, ai fini della corretta deduzione dal proprio reddito dei costi relativi ai servizi alberghieri e di ristorazione, una documentazione recante il dettaglio delle spese relative ai singoli servizi forniti dall'operatore congressuale per l'organizzazione dell'evento che per esempio, può consistere in un prospetto dettagliato dei costi del servizio congressuale.

Il documento dell'Agenzia delle entrate fornisce, inoltre, un'ulteriore precisazione alla limitazione delle spese alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande agli ordinari criteri di inerenza che presiedono alla determinazione del reddito di impresa. Secondo le Entrate anche per gli operatori del settore congressuale, considerato che la loro attività è caratterizzata dalla fornitura ai propri clienti di servizi comprensivi di prestazioni alberghiere e di ristorazione, non avrebbe senso limitare la deducibilità dei costi relativi a prestazioni che rappresentano lo strumento necessario per il compimento del fine economico dell'impresa e che, perciò, possono considerarsi oggetto dell'attività congressuale. In sintesi per i tecnici delle Entrate se i ricavi sono interamente imponibili, i correlati costi di acquisizione dei servizi alberghieri e di ristorazione, dovrebbero essere dedotti interamente.

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