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Rimborsi post-contenzioso veloci

del 02/10/2010
di: di Duilio Liburdi
Rimborsi post-contenzioso veloci
Rimborsi sprint dopo le sentenze favorevoli al contribuente: gli stessi, devono essere effettuati prioritariamente rispetto alle altre tipologie di restituzione. Questo principio vale sia nell'ipotesi in cui la vicenda sia legata all'opposizione rispetto ad un atto impositivo che nel caso in cui vi sia stata una richiesta di restituzione di somme da parte del contribuente. Sono queste le indicazioni che l'agenzia delle entrate ha fornito nella circolare n. 49 di ieri con la quale l'amministrazione finanziaria ha voluto ribadire alcuni precisi concetti interpretativi delle disposizioni di cui agli articoli 68 e 69 del decreto legislativo che regola il contenzioso tributario. Probabilmente, il documento di prassi è stato diramato anche in relazione alle recenti vicende che sono state segnalate da contribuenti che, invece, non sono riusciti ad ottenere quanto dovuto dopo un giudizio favorevole dinanzi al giudice tributario.

Le norme di riferimento ed i principi di priorità dei rimborsi. Nella prima parte della circolare, l'amministrazione finanziaria ricorda il contenuto degli articoli 68 e 69 del decreto legislativo n. 546 del 1992 norme nelle quali si regola, in sostanza, il diritto del contribuente alla restituzione delle somme sulla scorta di un giudizio favorevole. Ulteriore precisazione contenuta nella circolare riguarda il fatto che i rimborsi da effettuare ai sensi dell'articolo 68, comma 2, che quelli spettanti ai sensi dell'articolo 69 del dlgs n. 546 del 1992, in quanto derivanti da provvedimenti dell'Autorità giudiziaria, dovranno essere eseguiti in via prioritaria rispetto ad altre tipologie di rimborsi spettanti ai contribuenti a diverso titolo. In linea di principio, dunque, si afferma l'esistenza di una sorta di corsia preferenziale per la restituzione delle somme dovute.

Il termine per il rimborso. Il richiamo all'articolo 68, comma 2, del dlgs 546 del 1992 viene effettuato per rammentare come il rimborso debba essere effettuato d'ufficio entro 90 giorni dalla notifica della sentenza. La circolare afferma che poter procedere al rimborso non occorre attendere la notifica della sentenza favorevole al contribuente né alcuna specifica richiesta o sollecito. Si sollecitano le strutture dell'agenzia delle entrate che si occupano di contenzioso tributario, a provvedere alla restituzione delle somme versate in eccedenza subito dopo la comunicazione del dispositivo della sentenza da parte della segreteria della commissione tributaria, a condizione che lo stesso contenga tutti gli elementi per la determinazione delle somme che devono formare oggetto di rimborso. Pertanto, al rimborso si dovrà provvedere tutte le volte in cui si abbia conoscenza certa, anche se informale, di una pronuncia favorevole al contribuente, senza attendere la notifica della sentenza e senza che sia necessario alcun sollecito da parte del contribuente. In merito all'ambito di applicazione giurisdizionale della norma, la circolare ricorda che, nonostante il dettato dell' 68, comma 2, del dlgs n. 546 del 1992, si riferisca alle sentenze delle Commissioni tributarie provinciali, in base ad un'interpretazione logico sistematica della norma, analoga previsione deve applicarsi anche alle sentenze favorevoli al contribuente emesse dalla Commissioni tributarie regionali. Stessa indicazione viene fornita in relazione alle sentenze della commissione tributaria centrale

I rimborsi sulle sentenze relative alle richieste dei contribuenti. Mentre l'articolo 68 del dlgs 546 del 1992 delinea i casi in cui vi sia stato un atto impositivo avverso il quale il contribuente ha intrapreso la strada del contenzioso, il successivo articolo 69 regola le ipotesi di quelle controversie relative al diniego espresso o tacito alla restituzione di tributi e relativi accessori pagati spontaneamente. La norma obbliga l'amministrazione ad effettuare il rimborso soltanto in esecuzione di sentenze passate in giudicato. Sul punto, la circolare afferma che qualora la Direzione provinciale o regionale abbia riconosciuto, in pendenza di causa, la spettanza del rimborso deve provvedervi sollecitamente, con conseguente abbandono del contenzioso in ogni stato e grado del giudizio, anche in assenza di sentenza. Questo anche al fine di evitare giudizi di ottemperanza o procedure di esecuzione forzata della sentenza sia di ridurre gli oneri per interessi. Indicazione comune a questa fattispecie contenuta nella circolare riguarda la necessità di procedere in via prioritaria e con ogni sollecitudine ai rimborsi, senza attendere eventuali legittime azioni del contribuente

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