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Frodi, pagano in due

del 02/10/2010
di: Pagina a cura di Debora Alberici
Frodi, pagano in due
Rischia una condanna penale il commercialista che, insieme al cliente, emette fatture false. È quanto sancito dalla suprema corte di cassazione che, con la sentenza n. 35453 del 1° ottobre 2010, ha confermato la condanna a oltre un anno di reclusione nei confronti di una commercialista e di suo marito, anche suo cliente, perché avevano emesso una serie di fatture false (con una cosiddetta cartiera) per permettere a un terzo di dedurre illecitamente le imposte. Ma non basta. Da questa interessante sentenze emerge inoltre che l'emissione di fatture false, anche se sono più di una ma relative allo stesso periodo di imposta, è sempre un solo reato. Sul punto la terza sezione penale ha infatti chiarito che «ai sensi del comma 2 dell'art. 8 dlgs 74/2000 è da considerarsi unitario il reato di emissione di fatture inesistenti anche in presenza della emissione, nel corso del medesimo periodo di imposta, di una pluralità di fatture per operazioni inesistenti». Il caso ha come protagonisti mogie e marito. Lei una commercialista e lui un cliente. Nello studio erano state trovate delle fatture false e il timbro normalmente usato dal titolare dell'azienda. Va subito premesso che né i giudici di merito né la cassazione hanno ravvisato un concorso nel reato solo perché i due erano coniugi. È prevalso, invece, il rapporto professionale. Sul punto il collegio di legittimità ha infatti chiarito che «l'art. 9 dlgs 74/2000, mentre esclude il concorso tra chi ha emesso la fattura e chi l'ha utilizzata non esclude invece il concorso nella emissione della fattura o del documento per operazioni inesistenti secondo le regole ordinarie del concorso di persone nel reato ex art.110 c.p.». Questo perché «una diversa interpretazione, determinerebbe una situazione di irrilevanza penale nei confronti di chi abbia posto in essere comportamenti riconducibili alla previsione concorsuale in relazione alla emissione della documentazione fittizia e che non abbia poi utilizzato le fatture per un mero accidente (accertamenti effettuati prima della scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione). In tal caso infatti il soggetto, pur avendo concorso nella emissione delle fatture inesistenti con un ruolo di primaria rilevanza (per esempio, come istigatore) non verrebbe sanzionato né ex art. 8 dlgs (a titolo di concorso), né ex art. 2 medesimo dlgs a titolo di tentativo (essendo questo escluso espressamente dall'art. 6)». La Procura generale di Piazza Cavour aveva chiesto alla terza sezione del Palazzaccio di dichiarare inammissibile il ricorso dei due e quindi di confermare le condanne fissate dalla corte d'appello di Caltanissetta.
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