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Campioni senza Iva

del 01/10/2010
di: di Franco Ricca
Campioni senza Iva
No alle restrizioni sui campioni gratuiti ai fini dell'esclusione dall'Iva. Il “campione” è un esemplare del bene idoneo a permettere di valutarne le caratteristiche e le qualità per promuoverne le vendite. Pertanto gli stati membri non possono circoscrivere tale nozione, in generale, agli esemplari forniti in una forma diversa da quella in vendita, oppure ad uno soltanto di più esemplari identici distribuiti allo stesso destinatario, senza tenere conto della natura del prodotto e del contesto commerciale. In altri termini, l'esclusione dall'Iva prevista per le cessioni di campioni gratuiti non destinati al consumo è applicabile anche se l'esemplare è identico al bene commercializzato e anche se, in relazione alle circostanze, siano ceduti allo stesso soggetto numerosi esemplari del bene stesso.

Il discorso è diverso, invece, per i regali di scarso valore: in tal caso, infatti, gli stati membri hanno la facoltà di imporre un limite di valore e di sommare, ai fini della verifica del limite, i vari omaggi fatti allo stesso beneficiario nel corso di un certo periodo di tempo. Non possono, tuttavia, considerare come un beneficiario unico persone diverse che siano dipendenti del medesimo datore di lavoro.

Queste le precisazioni rese dalla corte di giustizia Ue nella sentenza 30 settembre 2010, causa C-581/08, in un procedimento pregiudiziale concernente la corretta interpretazione della normativa comunitaria sull'Iva. In particolare, la sentenza riguarda l'art. 5, n. 6, della sesta direttiva, che assimila ad una cessione di beni a titolo oneroso il prelievo di un bene dall'impresa per l'uso privato, per il trasferimento gratuito o, in generale, per finalità estranee all'impresa, eccettuati i prelievi ad uso dell'impresa per effettuare regali di scarso valore e campioni.

Il caso che ha originato l'intervento della corte è quello di una società inglese operante nel settore della produzione e vendita di registrazioni musicali, che per ragioni promozionali distribuisce copie gratuite di compact disc a giornalisti, emittenti radiofoniche e televisive, agenzie pubblicitarie, punti vendita e cinema. La società, inoltre, si avvale di operatori che sono in grado di promuovere i prodotti nei media, ai quali fornisce gratuitamente, per la successiva divulgazione promozionale, numerosi esemplari del prodotto. Essendo sorta una controversia sul trattamento fiscale delle cessioni di tali campioni, il giudice nazionale decideva di sospendere la causa e di porre alla corte di giustizia una serie di questioni, dirette sostanzialmente a chiarire quali siano le caratteristiche di un “campione” ai sensi della disposizione sopra riportata e se uno stato membro possa limitare tale nozione.

Nell'articolata sentenza, dopo avere ricordato le finalità della norma in esame, la corte ha osservato anzitutto che l'obiettivo dell'esclusione dall'Iva delle cessioni di campioni gratuiti riflette la realtà commerciale secondo cui la distribuzione di campioni è effettuata al fine di promuovere il prodotto, consentendo la valutazione della qualità e la verifica delle proprietà ricercate da un acquirente potenziale o effettivo. Sotto altro profilo, è vero che i campioni che siano identici al prodotto definitivo possono costituire oggetto di un consumo finale, ma questa circostanza non può portare a ritenere che solo gli esemplari diversi dal prodotto finale possano essere considerati campioni. Infatti, per consentire ai destinatari di valutare i beni forniti come campioni, è necessario che questi abbiano tutte le caratteristiche essenziali del prodotto definitivo. Ora, anche se in alcuni casi gli esemplari possono essere idonei alla valutazione senza assumere la forma definitiva del prodotto, in altri può essere necessario, in funzione della natura del prodotto, che i campioni corrispondano esattamente al prodotto definitivo, come nel caso dei compact disc. Destinatario del campione gratuito, chiarisce inoltre la corte, potrà essere anche un soggetto diverso dal potenziale acquirente, qualora ciò sia giustificato da ragioni promozionali. Deve inoltre ammettersi la possibilità che, in determinate circostanze, si renda necessario fornire allo stesso destinatario, ad esempio un intermediario nella promozione, una quantità considerevole di campioni.

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