«Diminuire la conflittualità nei rapporti con i contribuenti mediante un diffuso ricorso agli istituti deflativi del contenzioso è uno degli obiettivi prioritari dell'Agenzia delle entrate per un miglioramento dell'efficacia dell'azione amministrativa», dichiara Patrizia Palma, direttore dell'Agenzia delle entrate di Caserta. «In tale ottica, l'Amministrazione ha previsto apposite procedure tese a definire bonariamente la lite, che si alternano e/o si affiancano alla proposizione del ricorso giurisdizionale. L'accertamento con adesione, l'adesione ai verbali di constatazione e agli inviti al contraddittorio oltre l'acquiescenza sono gli strumenti principi per definire la lite in modo bonario. Con l'accertamento con adesione (concordato) - continua - il contribuente chiede una nuova valutazione dell'operato dell'ufficio e, ove si addivenga ad una soluzione condivisa, beneficia della sanzione ridotta ad un quarto del minimo edittale, potendo anche avvalersi di un pagamento rateale di quanto dovuto. Di contro, con le adesioni ai verbali di constatazione e agli inviti al contraddittorio, il contribuente presta acquiescenza sui rilievi mossi dall'Amministrazione finanziaria beneficiando della sanzione ridotta ad un ottavo del minimo edittale nonché della possibilità di dilazionare l'intero importo dovuto in un numero massimo di rate trimestrali pari a 8 o a 12 a seconda che l'importo complessivo da pagare per effetto della definizione sia fino alla concorrenza di 51.645,69 euro o superiore». Inoltre, con l'acquiescenza, il contribuente beneficerà della sanzione ridotta ad un ottavo dell'importo irrogato, «salvo i casi in cui trattasi di atti conseguenti a processi verbali o ad inviti al contraddittorio non definiti precedentemente con l'adesione di cui sopra. Per il pagamento rateale, si applicano le medesime regole previste per l'accertamento con adesione». La strada alternativa da percorrere riguarda il ricorso giurisdizionale: «Qui il contribuente ricorre al giudice tributario per rappresentare i motivi di fatto e di diritto per i quali si impugna l'atto impositivo. In presenza di ricorso, l'Ufficio provvede all'iscrizione a ruolo a titolo provvisorio del 50% delle maggiori imposte accertate, ma anche in sede giurisdizionale è possibile adire ad una via conciliativa attraverso l'istituto della conciliazione giudiziale. La conciliazione può essere proposta in udienza o fuori udienza a seconda del momento in cui si forma la volontà delle parti di addivenire a un accordo e deve avvenire non oltre la prima udienza fissata dalla Commissione tributaria provinciale. Il contribuente beneficerà della sanzione ridotta ad un terzo delle somme irrogabili in rapporto all'ammontare delle maggiori imposte dovute a seguito della conciliazione. A differenza dell'accertamento con adesione, la conciliazione è più flessibile in quanto è possibile definire anche una sola una parte del contenzioso. Inoltre, ha il vantaggio di definire una parte della contesa e limitare al minimo le questioni innanzi al giudice tributario, di norma soprattutto afferenti questioni di diritto».
Franco Costanzo, presidente Unagraco Caserta, si sofferma invece sull'importanza dell'incontro: «Si tratta di un convegno cruciale per la nostra categoria professionale» spiega. «È un'occasione per certi versi storica, perché è il primo appuntamento che vede riunite le tre sigle sindacali attualmente presenti sul territorio della Provincia di Caserta: in Italia non è mai avvenuto». In questo modo, sarà possibile sviluppare il confronto all'interno della categoria, ma il ragionamento vale anche per le problematiche «esterne»? «Sì, penso ad esempio a quello che è il discorso riguardante l'unificazione delle Casse dei dottori commercialisti e dei ragionieri». Quello delle tecniche di difesa è un tema trattato già in passato dalle stesse sigle sindacali, «perché spesso i professionisti hanno una cognizione delle procedure civili non simile a quelle degli avvocati. Ma questa volta ne parleremo tutti insieme, in maniera unitaria: sarà tutto diverso, si tratta di un passo avanti importante. Interverrà anche un cassazionista, che darà nuove idee ai professionisti. Il futuro? Vorremmo spaziare su temi differenti», conclude Costanzo, «chissà che Caserta non diventi la capofila per sviluppare nuovi progetti per i professionisti, sempre con la massima collaborazione di tutti i sindacati».
«L'idea nasce dalla volontà di dare maggiore forza ai sindacati di categoria: essere uniti non potrà che favorire ogni singola sigla. A dimostrarlo ci sono le attività organizzate negli ultimi mesi con i giovani avvocati e i giovani imprenditori. Adesso confidiamo nell'ennesimo successo». Francesco Pierro, presidente Ugdcec di Caserta, non vuole porre limiti: «Lo scorso aprile si è tenuto un seminario, durante il quale abbiamo presentato ai giovani commercialisti i vari aspetti e le varie difficoltà della professione. Adesso facciamo un ulteriore passo avanti, tutti insieme. L'obiettivo», continua, «è sviluppare una nuova figura di professionista che sia specializzata sul commercio nel Mediterraneo. Nella Provincia di Caserta è carente, siamo convinti di poter portare avanti un buon lavoro anche perché è una specializzazione cruciale in ottica futura. Per i prossimi mesi», conclude Pierro, «stiamo anche ragionando sulla realizzazione di alcuni momenti di confronto su quella che è la funzione del professionista sul territorio nel rapporto con gli imprenditori».
Infine, l'opinione di Giuseppe Balbi, presidente Adc - sindacato unitario nazionale - di Caserta, che entra nel dettaglio: «Il contenzioso tributario va diminuito, facendo in modo che non si produca continuamente quello inutile: una collaborazione con l'Agenzia delle entrate per eliminare gli accertamenti da parte dell'ufficio può essere importante. Allo stesso tempo», spiega, «puntiamo sulla formazione (magari proprio insieme a chi controlla) dei giovani professionisti in materia di contenzioso tributario». Infine, una piccola critica: «I budget fanno perdere il senso del diritto tributario e aumentare il contenzioso inutile, forse andrebbe fatta una seria riflessione. Inoltre, chiediamo che ci sia una categoria specializzata di giudici tributari, la nostra associazione è già pronta». Balbi sottolinea anche l'importanza del convegno in un territorio «difficile» come quello casertano: «Molte imprese sono sul punto di chiudere, e spesso proprio in queste situazioni il contenzioso tributario è più forte, a tratti oppressivo. Ma sono certo che insieme si potranno trovare le giuste soluzioni».
