Consulenza o Preventivo Gratuito

Il collegato lavoro taglia il settimo traguardo

del 30/09/2010
di: Simona D'Alessio
Il collegato lavoro taglia il settimo traguardo
Il disegno di legge sul lavoro, il cosiddetto collegato, torna all'esame della camera dopo il via libera di ieri, al senato. Al suo settimo passaggio parlamentare, la norma verrà esaminata dai deputati con un'importante modifica sull'arbitrato: il lavoratore deciderà preventivamente se avvalersi di questa forma di ricomposizione delle controversie (e non, quindi, di volta in volta, qualora dovesse insorgere una lite, come prevedeva l'emendamento del Pd, approvato a Montecitorio con un solo voto di scarto); la scelta se ricorrere allo strumento non potrà avvenire prima della conclusione del periodo di prova, ove sia previsto, oppure se non siano trascorsi almeno 30 giorni dalla stipula del contratto. E non riguarderà il licenziamento, per il quale rimane l'obbligo di fare riferimento al giudice del lavoro; nei casi di invalidità del licenziamento, si prevede che la misura dovrà essere impugnata entro 60 giorni dalla ricezione della comunicazione in forma scritta. Soddisfatto uno dei relatori del provvedimento a Palazzo Madama, Maurizio Castro (Pdl), convinto che l'arbitrato sia «un vero strumento di modernizzazione del sistema di risoluzione del contenzioso e di valorizzazione dell'autonomia delle parti sociali», poiché spetterà a loro avviare «intese per far girare questa innovazione giuridica sul campo». Oggi, dichiara il senatore veneto a ItaliaOggi, «un processo dura in media sei anni e mezzo, e ha esiti incerti. Con questa innovazione in tre mesi si può ottenere un esito inappellabile». Quanto al percorso accidentato del ddl fra le due camere in oltre due anni, Castro osserva come «l'arena del lavoro è scelta dalle parti politiche per alimentare il conflitto sociale. Basti pensare», chiude, «alla bufala, circolata al senato, di voler reintrodurre il licenziamento orale». Il collegato, però, contiene altri capitoli interessanti: c'è la possibilità di assolvere l'ultimo anno di obbligo scolastico, fissato a 16 anni, attraverso l'apprendistato, ma c'è anche una clausola di salvaguardia per il pensionamento anticipato (con un minimo di 57 anni di età e 35 di contributi) degli impiegati in attività usuranti, fra cui coloro che effettuano turni notturni o gli addetti alle catene di montaggio. Spazio, poi, a una revisione degli ammortizzatori, poiché dopo 24 mesi dall'entrata in vigore della legge il governo eserciterà le deleghe sulla riforma per il riordino degli strumenti a sostegno del reddito, così come dei servizi per l'impiego, degli incentivi all'occupazione e, più in particolare, di quella femminile; il ddl stabilisce un rafforzamento della Borsa nazionale del lavoro (la creatura online del ministero del Welfare e delle regioni) e l'efficacia delle domande d'iscrizione e cancellazione dall'albo delle imprese artigiane da comunicare all'Inps passa da due a tre anni. A sorpresa, rientra l'articolo di Filippo Saltamartini (Pdl) sul risarcimento ai lavoratori dei navigli di stato esposti all'amianto: non solo arrivano 5 milioni annui per i risarcimenti, ma questo personale viene assimilato alle vittime del dovere.

vota