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Certificati online non per tutti

del 30/09/2010
di: di Daniele Cirioli
Certificati online non per tutti
Nessuna sanzione per i medici liberi professionisti che non inviano online i certificati di malattia dei lavoratori. Infatti, a differenza dei medici dipendenti del servizio sanitario nazionale (Ssn) e di quelli con esso convenzionati, la normativa non prevede alcuna sanzione a carico dei liberi professionisti. Lo precisa il ministro per la pubblica amministrazione, Renato Brunetta, nella circolare n. 2/2010 sulla trasmissione online dei certificati di malattia, in cui recepisce la richiesta della commissione tecnica sulla proroga del periodo di sperimentazione fino al 31 gennaio 2011 (si veda ItaliaOggi del 16 settembre).

Di prova, in prova. La trasmissione online dei certificati di malattia dei lavoratori è scattata quest'anno, con il rodaggio fino al 15 settembre. Nonostante molteplici difficoltà, spiega la circolare, l'apposita commissione costituita per la sperimentazione del nuovo obbligo a carico dei medici ha chiuso il collaudo (due le fasi), evidenziando la necessità di avviare una nuova fase di monitoraggio del sistema, della durata di circa quattro mesi (fino al 31 gennaio 2011).

Funzionalità del sistema. La circolare ricorda che per il medico è disponibile il numero verde 800013577 che consente di superare eventuali difficoltà temporanee dovute, per esempio, alla mancanza di un pc o di una connessione a internet. Per il lavoratore, segnala la possibilità di prendere visione di tutti i certificati a lui intestati, registrandosi al sito dell'Inps. Ai datori di lavoro, infine, ricorda che possono ricevere gli attestati di malattia sia accedendo al sistema (su internet) che per posta elettronica certificata, Pec (si veda ItaliaOggi dell'8 settembre).

Lavoratori interessati. La circolare precisa che l'obbligo di trasmissione delle certificazioni in via telematica sussiste per tutti i dipendenti pubblici con rapporto privatistico (soggetti cioè al dlgs n. 165/2001), mentre non riguarda il personale in regime di diritto pubblico (magistrati, professori universitari, forze armate ecc.). Questo, tuttavia, non significa che non sia utilizzabile il canale telematico ma, anzi, che esso è comunque raccomandato.

I medici obbligati e le sanzioni. Il nuovo regime di trasmissione online, precisa ancora il ministero, interessa i medici dipendenti del servizio sanitario nazionale (Ssn), quelli con esso convenzionati (medici di medicina generale, specialisti e pediatri di libera scelta), nonché i medici liberi professionisti. Un particolarità distingue le tre categorie. Infatti, mentre la violazione dell'obbligo dell'invio online è sanzionata dalla legge e dagli accordi collettivi per i medici dipendenti e quelli convenzionati, nulla è previsto (di sanzioni) a carico dei medici liberi professionisti. Ciò significa, pertanto, che qualora il dipendente si rivolga a un medico privato per certificare l'assenza, questi dovrà richiedere il certificato o un attestato in forma cartacea e recapitarlo al proprio datore di lavoro. Sempre in tema di sanzioni, considerando l'avvio del nuovo monitoraggio, il ministero invita le amministrazioni ad astenersi, sino al prossimo 31 gennaio, dal contestare addebiti ai medici.

Attestazioni e diagnosi.Quando il lavoratore (pubblico o privato) si ammala, il sistema di trasmissione online riceve la relativa certificazione dal medico e ne trasmette copia al datore di lavoro priva, però, dell'esplicitazione della diagnosi (si chiama attestato di malattia). In alcune situazioni, tuttavia, il datore di lavoro ha necessità di conoscere la diagnosi; per esempio per esentare il lavoratore dalla decurtazione dello stipendio o per evitare la visita fiscale. In questi casi, spiega il ministero, il medico deve procedere tradizionalmente all'invio del certificato online ma deve poi stamparne copia (completa) per il lavoratore che dovrà recapitarlo all'amministrazione secondo le tradizionali vie (fax, pec, raccomandata, consegna a mano).

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