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Gli 007 del Fisco nelle cooperative

del 29/09/2010
di: di Luigi Chiarello e Fabrizio G. Poggiani
Gli 007 del Fisco nelle cooperative
Gli 007 del fisco e dello sviluppo economico scendono in campo per saggiare l'effettiva mutualità prevalente delle cooperative e, di conseguenza, verificare quale coop abbia diritto alle relative agevolazioni tributarie e quale no.

Ieri, una nota del ministero dello sviluppo economico, ha reso nota la stipula di una convenzione tra la direzione generale pmi ed enti cooperativi dello stesso dicastero e l'Agenzia delle entrate. Obiettivo dell'accordo tra amministrazioni avviare una collaborazione per l'attività di controllo delle società cooperative, così da «verificare il rispetto dei requisiti di mutualità previsti dagli artt. 2511 e seguenti del codice civile e accertare, conseguentemente, la spettanza o meno delle agevolazioni fiscali previste dalle norme tributarie». La convenzione, inoltre, disciplina i rapporti tra le parti (cioè ministero dello sviluppo economico e agenzia delle entrate, ndr) per «regolare le modalità di accesso alle rispettive banche dati». L'intento dichiarato è quello di «ottimizzare lo svolgimento dei rispettivi compiti istituzionali». Ma c'è di più: la convenzione, infatti, prevede visite ispettive presso le società cooperative, a cui parteciperanno anche gli ispettori dell'Agenzia delle entrate. Questi andranno in affiancamento agli ispettori Mse, ma dovranno essere «preventivamente abilitati all'attività di vigilanza sulle cooperative», che attualmente rientra nei compiti esclusivi di via Veneto.

La tassazione agevolata. Come disposto la penultimo comma dell'art. 223-duodecies delle novellate disposizioni di attuazione del codice civile, di cui al regio decreto n. 318/1942, le disposizioni fiscali di carattere agevolativo disposte dalle leggi speciali si applicano solo ed esclusivamente alle cooperative a mutualità prevalente.

In via generale, le agevolazioni a cui ci si riferisce consistono in una imposizione contenuta sul reddito. Meglio, in una tassazione parziale del reddito ai fini Ires. Lo sgravio è variabile a seconda della tipologia delle cooperative interessata. Per esempio:

- le cooperative agricole portano a tassazione il 20% degli utili netti annuali,

- le cooperative di consumo il 55% degli utili netti annuali,

- le restanti cooperative il 30% degli utili netti annuali,

- le coop di lavoro, poi, sulla base delle retribuzioni effettivamente corrisposte ai soci, portano in deduzione ai fini Ires il 50% o il 100% della quota Irap iscritta a conto economico dell'esercizio.

Le banche di credito cooperativo. Nell'alveo di competenza della task force mista Entrate-Mse potrebbero rientrare anche le banche di credito cooperativo, anch'esse destinatarie di norme agevolative in quanto considerate, ex lege, cooperative a mutualità prevalente (dall'art. 223-terdecies del riformato regio decreto 318/1942). La mutualità prevalente, in questo caso, scatta solo se tali banche sono rispettose delle leggi speciali riferite agli istituti di credito cooperativo. Queste banche, in particolare, hanno una tassazione ridotta ai fini Ires, pari al 27% degli utili netti annuali, dovendo destinare a riserve indisponibili il 73% degli utili realizzati. Inoltre, questa tipologia di enti sono vigilati da Bankitalia, in quanto istituti di credito, e dalle federazioni a cui aderiscono, delegate a loro volte dalle centrali cooperative prescelte. Per esempio, nel caso di una banca cooperativa toscana aderente a Confcooperative, la revisione è effettuata dalla Federazione toscana delle banche di credito cooperativo. Quest'ultima è delegata ad effettuare la revisione dalla centrale cooperativa scelta dalla banca, in questo caso Confcooperative. Sull'operato della centrale cooperativa, però, vegliano gli ispettori del ministero dello sviluppo economico. In alcuni casi, addirittura, è la stessa federazione delle banche di credito cooperativo a essere riconosciuta come titolare della revisione da un decreto dello Sviluppo economico. È il caso di Federasse. Di conseguenza, la task force mista di ispettori delle Entrate e dello Sviluppo economico potrebbe arrivare anche a verificare la sussistenza della mutualità prevalente nelle banche di credito cooperativo. Anche se aderenti a centrali cooperative.

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