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Una direttiva ad hoc per le pmi

del 28/11/2009
di: di Andrea Bongi
Una direttiva ad hoc per le pmi
Piccole e medie imprese, il rilancio arriva con una direttiva. Grazie a tale intervento normativo, varato ieri dal governo in attuazione dello Small Business Act europeo, verranno infatti introdotte, tra le altre misure: una legge annuale sulle pmi, una serie di semplificazioni amministrative, lo sportello unico e la telematizzazione nei rapporti con la pubblica amministrazione, il rafforzamento del fondo di garanzia e la creazione di nuovi strumenti finanziari ad hoc, il sostegno all'innovazione e all'internazionalizzazione.

«L'approvazione della direttiva», ha commentato ieri il ministro Claudio Scajola, promotore dell'iniziativa, «è il frutto del lavoro svolto dal tavolo di iniziativa per le Pmi istituito presso il ministero dello sviluppo economico». «L'Italia», ha proseguito il ministro, «è il primo paese della Ue ad approvare norme e direttive alla pubblica amministrazione per favorire l'attività delle piccole e medie imprese in questa fase di difficoltà dell'economia».

Anche il segretario generale della Cna, Sergio Silvestrini, si è mostrato euforico per il varo della direttiva che recepisce lo Small Business Act. «Oggi è una buona giornata per le piccole e medie imprese», ha affermato Silvestrini, il varo della direttiva rappresenta infatti secondo il segretario della Cna «un primo importante passo per porre le pmi al centro della politica economica del Paese». Ciò detto vediamo come si articola in concreto il provvedimento varato ieri dal governo. In sintesi, lo stesso si compone di dieci linee programmatiche di azione che l'esecutivo si è impegnato a promuovere presso tutte le pubbliche amministrazioni, a partire proprio da quelle statali. Vediamole brevemente.

Imprenditorialità. Per favorire la nascita e la crescita delle piccole e medie imprese l'obiettivo prioritario è quello di dare vita ad un appropriato contesto normativo ed economico. In tal senso dovranno essere adottati provvedimenti in grado di: rimuovere il gap oggi esistente fra imprenditori uomini e donne, favorire l'integrazione della popolazione immigrata nel tessuto economico del Paese, sostenere e promuovere i processi di aggregazione e crescita dimensionale delle imprese, investire nella formazione di nuove generazioni di imprenditori a partire dai percorsi scolastici, favorendo e sostenendo l'imprenditoria giovanile.

Seconda possibilità. Occorre concedere agli imprenditori onesti che siano incappati in un'insolvenza, una seconda opportunità che consenta agli stessi di poter tornare a fare impresa.

Pensare in piccolo. I futuri testi normativi che avranno riflessi sulle Pmi non potranno non tener conto delle particolari realtà alle quali si rivolgano. In tal senso dovranno essere redatti attraverso una tecnica legislativa chiara e facilmente comprensibile.

Amministrazione ricettiva. Le pubbliche amministrazioni dovranno essere il più possibile recettive rispetto alle esigenze delle pmi. In tal senso occorre ridurre il livello dei costi e delle spese per registrare e far nascere un'impresa, per il rilascio di licenze e permessi, per la consultazione ed il rilascio di atti o documenti. In particolare si dovrà puntare su strumenti deflattivi del contenzioso quali la mediazione e la conciliazione, allo scopo di ridurre i costi delle imprese coinvolte in controversie civili e commerciali.

Appalti pubblici e aiuti. Occorre rendere più facile e meno costoso l'accesso delle pmi agli appalti pubblici migliorando al tempo stesso la possibilità per queste imprese di ottenere degli aiuti di stato.

Finanza. Altra misura prioritaria sarà quella destinata a favorire le possibilità di accesso delle Pmi al credito bancario. Allo stesso tempo sarà necessario sviluppare un contesto giuridico ed economico che favorisca la puntualità dei pagamenti relativi alla transazioni i commerciali.

Mercato unico. Le pmi italiane dovranno essere aiutate e supportate al fine di consentire alle stesse di poter beneficiare delle opportunità offerte dal mercato unico europeo.

Competenze e innovazione. Occorre fornire agli imprenditori una sorta di apertura mentale per consentire loro di aggiornare e implementare, continuamente, le loro competenze aprendoli ad ogni forma di innovazione sia gestionale che tecnologica

Ambiente. Sarà fondamentale permettere alle pmi di trasformare le sfide ambientali attuali e future in vere e proprie opportunità di business.

Internazionalizzazione. In questa ottica sarà necessario incoraggiare e sostenere la penetrazione delle pmi italiane sui mercati extra Ue. In tale ottica saranno coinvolte sia le grandi imprese che dovranno svolgere un ruolo trainante e la stessa pubblica amministrazione. Destinatari del provvedimento approvato ieri dall'esecutivo sono sia le amministrazioni pubbliche centrali e quelli periferiche. La direttiva prevede inoltre un apposito monitoraggio degli effetti concreti di tali linee di azione.

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