Consulenza o Preventivo Gratuito

Enasarco sia assorbita dall'Inps

del 28/09/2010
di: La Redazione
Enasarco sia assorbita dall'Inps
Cosa avverrà per agli agenti di commercio? Si può ritenere che la pensione Enasarco, qualificata da più parti come integrativa della pensione Inps, tuteli la categoria e le garantisca un futuro migliore? Questi sono gli interrogativi che la delegazione della Federagenti ha posto nell'audizione del 15 settembre scorso alla commissione parlamentare di controllo degli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie, precisando quanto segue

«La fondazione, dopo la privatizzazione, ha effettuato nel 1998 e nel 2004 due pesanti riforme pensionistiche aumentando i contributi e l'età pensionabile e passando al sistema contributivo per il calcolo della pensione. Ciò, peraltro, senza minimamente allinearsi ai parametri di garanzia trentennali voluti dal legislatore in tema di previdenza, tant'è vero che l'attuale consiglio di amministrazione per rispettare la norma ha di recente deliberato di:

1) sterilizzare al 3% il rendimento dei contributi versati sui singoli conti individuali (montanti contributivi);

2) introdurre coefficienti di trasformazione dei montanti contributivi in rendita meno favorevoli di quelli applicati alla generalità dei pensionati italiani dall'Inps;

3) individuare nella dismissione di tutti gli immobili l'unico rimedio che, stando alle indicazioni degli attuari, consentirebbe di avvicinare i bilanci ai dettami legislativi, a condizione che il rendimento di quanto ricavato dalla vendita (ipotizzati 4 miliardi e 400 milioni di euro) si avvicini al 5% netto medio. Rendimento che, fino a oggi, non sarebbe stato mai realizzato e messo fortemente in discussione dalle bufere che hanno investito i mercati finanziari. Ma la cosa allarmante è che, comunque, l'insieme degli interventi non garantirebbe affatto la copertura voluta dalla legge tant'è vero che già nel cda, in sede di approvazione del bilancio 2009, si è fatto cenno ad altri interventi correttivi tesi presumibilmente ad aumentare i contributi e a tagliare le prestazioni. La questione è assai delicata e assume maggiore pregnanza perché gli agenti di commercio sono gli unici ad avere due previdenze obbligatorie, una presso l'Inps, analoga a quella dei commercianti (versata dagli stessi agenti), e una presso la Fondazione Enasarco (versata in pari misura da agenti e ditte mandanti), mentre gli altri professionisti hanno un'unica previdenza obbligatoria gestita da una cassa privata che, naturalmente, è sostitutiva della previdenza Inps ed, eventualmente, una previdenza integrativa cui sono liberi di accedere».

Ma come si presenta oggi la previdenza enasarco secondo la Federagenti? Viene definita integrativa di quella Inps, ma in realtà dopo le riforme seguite alla privatizzazione, non svolge più alcuna funzione di supplenza. Esiste, infatti, solo la pensione di vecchiaia Enasarco al raggiungimento dei 65 anni (uomini) e 60 (donne) e non quella di anzianità che invece nell'Inps consente di anticipare il pensionamento. Prima della privatizzazione, invece, il pensionamento presso l'Enasarco era possibile a 60 anni per gli uomini e 55 per le donne e, quindi, era in linea anche con le regole della pensione di anzianità dell'Inps e soprattutto veniva incontro all'esigenza della categoria che nel momento in cui è espulsa dal lavoro, difficilmente riesce a ricollocarsi dopo i 60 anni di età. A ciò si aggiunga che mentre l'Inps con l'entrata in vigore del sistema contributivo prevede la corresponsione di prestazioni anche con soli cinque anni di versamento (come avviene anche in molte altre casse privatizzate) la fondazione Enasarco, pur avendo adottato l'identico sistema contributivo, nulla riconosce a chi abbia versato meno di 20 anni. La realtà è che il sistema Enasarco ha ormai perso quel carattere di solidarietà, proprio dei sistemi previdenziali, volendosi configurare, fallendo però clamorosamente l'obiettivo, come un fondo di risparmio gestito senza averne la professionalità e l'esperienza.

Eroga pensioni di vecchiaia che mediamente sono pari a 538 euro lorde mensili (ma per l'83% dei pensionati sono pari a 442 ) e che con l'attuale sistema contributivo sono destinate a dimezzarsi nel breve periodo. Offre, come detto, tassi di rendimento dei montanti contributivi più bassi di quelli garantiti dagli altri fondi di previdenza complementare volontaria e dall'Inps avendo valutato di riconoscere un tasso massimo del 3%. Va ad adottare coefficienti di trasformazione dei contributi in rendita più sfavorevoli di quelli Inps.

Incamera in modo iniquo tutti i soldi versati dagli iscritti (500 mila sono le posizioni denunciate dall'ex commissario Pollastrini di cui ben 100 mila con versamenti superiori a cinque anni) nel caso non venga raggiunto il requisito dei 20 anni di contribuzione (cd. «Silenti»). Gestisce il patrimonio immobiliare in modo assai discutibile non effettuando sempre la manutenzione necessaria e non applicando canoni di mercato neanche ai numerosi stabili di pregio di cui è proprietaria. Stabili che, ben amministrati, darebbero un rendimento certamente superiore ai Bot e ad altri investimenti sicuri.

Deroga alla disciplina della previdenza complementare perché 1) obbliga gli agenti di commercio ad un doppio versamento che rappresenta una eccezione nel panorama previdenziale italiano ed europeo, ponendo seri problemi di compatibilità rispetto alla normativa comunitaria; 2) vieta la portabilità dei contributi in altra previdenza facoltativa, pur in presenza di rendimenti migliori. Disattende il principio della libera concorrenza dei mercati imponendo un vincolo in favore del fondo Enasarco.

Duplica di fatto le prestazioni dell'Inps facendo pagare alla categoria i costi di una gestione superflua e, quindi, inutile.

Incamera una grossa parte dei contributi versati dalle aziende per le prestazioni assistenziali e integrative (cui la categoria potrebbe accedere per la cessazione delle attività o per sostegno al reddito) per finanziare invece il fondo previdenza. Rifiuta di dare risposte a chi, come la Federagenti, chiede di esaminare le delibere e gli atti di spesa e di fare chiarezza sulla gestione del Firr (fondo indennità risoluzione del rapporto) che dovrebbe essere completamente separata da quella dei fondi della previdenza e dell'assistenza come suggerito dalla relazione dell'ex commissario Giovanni Pollastrini a tutela di chi deposita presso l'Enasarco i propri soldi e vorrebbe capirne il rendimento senza correre il rischio di fare anche qui da stampella ad una previdenza in crisi. Il quadro che esce dall'esame obiettivo della situazione fa ritenere i tempi più che maturi per verificare, dati alla mano, la possibilità di far confluire in un'unica gestione tutti i contributi versati obbligatoriamente presso l'Enasarco e l'Inps con il duplice risultato di garantire immediate e consistenti riduzioni di spese e di uniformare e migliorare le prestazioni previdenziali.

Le conclusioni della Federagenti alla Commissione. «Allo stato la gestione non può che essere affidata all'Inps che, per la sua natura pubblica e per la normativa pensionistica più equa, sarebbe in grado di offrire maggiori certezze alla categoria. Da quanto sopra discende che la vendita degli immobili andrebbe comunque bloccata in attesa di poter effettuare le verifiche indispensabili a dare garanzie agli iscritti all'Enasarco giustamente preoccupati del futuro dei contributi forzosamente accantonati». Infatti», precisa il presidente della Federagenti, Manfredo Cornaro, «vendere il mattone per cimentarsi in borsa e nei mercati finanziari non appare una grande idea visto che l'Enasarco non ha certamente dato il meglio di sé in queste operazioni finanziarie, tant'è vero lo stesso presidente della commissione parlamentare degli enti gestori, l'on. Giorgio Jannone, ha definito questi investimenti rischiosi ed errati (vicenda Anthracite-Lehman brothers, ndr)». Da segnalare, infine che anche l'on. Carmen Motta, che ha presieduto l'incontro della commissione con la delegazione di Federagenti, come del resto numerosi parlamentari, aveva chiesto di non dismettere gli immobili in attesa di fare chiarezza sulle procedure di vendita a salvaguardia del futuro dell'Enasarco e a tutela degli inquilini. Ciò senza dimenticare la posizione dell'on. Giuliano Cazzola, anch'egli membro della commissione de qua, che si è chiaramente espresso contro la doppia contribuzione obbligatoria e a favore dell'unificazione nell'Inps.

vota