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Dall'Inps una richiesta illegittima

del 27/11/2009
di: La Redazione
Dall'Inps una richiesta illegittima
Dopo le cartelle pazze ecco le raccomandate ingiustificabili. L'Inps sta premendo, con uno stile piuttosto assertivo, i periti industriali liberi professionisti ad iscriversi alla Gestione Separata ed a versare i contributi previdenziali. Come può pretendere l'Inps di avere diritto a chiedere contributi previdenziali sui redditi da attività libero professionale? Perché l'Eppi ha una norma, ufficiale e regolamentare, per cui un professionista iscritto può optare di continuare a lavorare e di non versare più il contributo soggettivo dopo che abbia compiuto 65 anni. La tesi sostenuta dall'ufficio legale Inps, d'altro canto, afferma che ogni forma di reddito deve essere soggetta a contribuzione e, dato che ai lavoratori 65enni periti industriali non è richiesta dal'Eppi, ci penserebbe l'Istituto di previdenza pubblica a ritirarla. In mezzo ci sono i professionisti: perché l'Inps mi chiede di versare quanto il mio ente mi legittima a non versare più?

Il ministero del lavoro, interpellato sull'argomento, non si è ancora espresso definitivamente. L'articolo del Regolamento di previdenza con il quale l'Eppi permette agli iscritti 65enni la facoltà di non versare più il contributo soggettivo è una norma (articolo 3, comma 9) che è stata approvata con il recepimento di un Decreto interministeriale (8 agosto 1997). Se questo testo fosse stato contrario alle previsioni di legge, il Ministero non avrebbe potuto recepirlo nell'esercizio del suo potere di vigilanza e controllo. Mentre la norma è vigente e operante, viva e vegeta.

Inoltre, da che mondo è mondo, per il legislatore è la natura del reddito professionale che determina immediatamente verso quale Istituto o Ente previdenziale il lavoratore debba versare la sua contribuzione. Non potendo però modificare la qualificazione della natura del reddito conseguito, l'Inps resterebbe impossibilitato ad acquisire i contributi previdenziali basati sul reddito professionale da perito industriale che, come tali, dovrebbero comunque essere versati all'Ente di previdenza.

Ma dato che l'Eppi permette di non versarli, la Gestione separata dell'Inps con una propria Circolare avrebbe annullato di fatto l'efficacia di una norma primaria e di una norma regolamentare dell'Ente di previdenza. Un colpo di mano. Un ginepraio giuridico e anche un atto forse un po' velleitario nei confronti dell'Ente che tutela la previdenza di tutti i periti industriali che esercitano la libera professione.

Come devono comportarsi i destinatari della comunicazione? La posizione dell'Eppi è di dichiarare la richiesta dell'Inps illegittima, posizione espressa in modo formale attraverso una comunicazione scritta, e l'invito è quello di fare immediatamente istanza di ricorso. Sul sito www.eppi.it è disponibile un fac-simile per ricorrere al Comitato amministratore della gestione separata, redatto sulla base di un verbale di accertamento tipo. Ovviamente, il fac-simile dovrà essere implementato o personalizzato in ragione anche della specificità della contestazione indicata sull'avviso di accertamento.

Ma questa è solo una prima fase. L'Eppi si muoverà per richiedere un nuovo incontro con la dirigenza Inps e spiegherà le sue ragioni di nuovo in modo fermo. Inoltre, intende sostenere tutte le iniziative di ricorso presentate dai singoli iscritti, adottandone una come caso pilota poiché ritiene di poter sostenere la bontà del verdetto favorevole in tutte le sedi competenti.

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