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Rimborso Iva anche ai non residenti identificati

del 25/09/2010
di: Franco Ricca
Rimborso Iva anche ai non residenti identificati
L'operatore comunitario senza stabile organizzazione nel territorio dello stato può richiedere il rimborso dell'Iva con la procedura dell'art. 38-bis2 del dpr 633/72 anche se è identificato in Italia direttamente oppure mediante rappresentante fiscale. La nuova norma interna, infatti, in conformità alla direttiva 9 del 2008, non considera più ostativa l'identificazione del soggetto estero nel territorio nazionale. Resta fermo il requisito della mancata effettuazione di operazioni attive in Italia, eccettuate quelle espressamente previste. Questo il parere espresso da Assonime nella circolare n. 29 del 24/9/2010, che illustra la nuova disciplina del rimborso dell'Iva in uno stato membro diverso da quello di stabilimento, come innovata dalla citata direttiva, recepita con il dlgs n. 18/2010.

Rimborso a soggetti passivi comunitari. Il nuovo art. 38-bis2, osserva la circolare, prevede che i soggetti passivi stabiliti in altri stati membri possono chiedere il rimborso dell'Iva sugli acquisti di beni e servizi effettuati in Italia, purché detraibile ai sensi degli artt. 19, 19-bis1 e 19-bis2, salvo che abbiano effettuato, nel periodo di riferimento, operazioni attive territorialmente rilevanti in Italia (eccettuate le prestazioni non imponibili di trasporto internazionale e relative prestazioni accessorie, nonché le operazioni sottoposte all'inversione contabile). La stessa disposizione prevede che non possono accedere al rimborso i soggetti che dispongono di una stabile organizzazione nel territorio nazionale; in tal caso, per il recupero dell'imposta occorre esercitare il diritto alla detrazione nella dichiarazione della stabile organizzazione.

Viene dunque evidenziato che il dlgs 18/2010 ha modificato la normativa interna, dettata dall'art. 38-ter nel testo in vigore fino al 2009, laddove impediva l'accesso alla procedura di rimborso non solo quando i soggetti comunitari avessero una stabile organizzazione, ma anche qualora si fossero identificati direttamente ai sensi dell'art. 35-ter, oppure avessero nominato un rappresentante fiscale ai sensi dell'art. 17. Conseguentemente, osserva l'associazione, nella nuova disciplina, la presenza in Italia di un rappresentante fiscale o di una posizione Iva del soggetto estero di per sé non dovrebbe più impedire al soggetto stesso la possibilità di ottenere il rimborso dell'Iva assolta sugli acquisti nazionali, beninteso alla condizione che egli non abbia effettuato nel territorio nazionale operazioni attive (diverse da quelle consentite dall'art.38-bis2). Su questo importante aspetto innovativo della disciplina, la posizione di Assonime è dunque in linea con quella espressa su queste colonne in sede di commento del diverso orientamento desumibile da una risposta dell'amministrazione finanziaria (si veda ItaliaOggi dell'11 settembre).

Tornando alla circolare, viene ribadito che non possono chiedere il rimborso i soggetti non residenti che, tramite il rappresentante fiscale o la propria posizione Iva in Italia, effettuino operazioni attive per le quali siano debitori d'imposta; in tali casi, pertanto, essi potranno detrarre il tributo relativo ai propri acquisti nazionali secondo i criteri ordinari, esercitando cioè la detrazione mediante la posizione accesa direttamente o attraverso il rappresentante fiscale.

Rimborso ad operatori extracomunitari. Il riformulato art. 38-ter, osserva la circolare, detta ora soltanto le disposizioni sui rimborsi in favore degli operatori stabiliti fuori dell'Ue che esercitano nel proprio stato un'attività d'impresa, arte o professione, relativamente all'Iva assolta in Italia sugli acquisti di beni (esclusi gli immobili) e servizi, purché detraibile. Il diritto è subordinato alla condizione di reciprocità, attualmente sussistente solo per Svizzera, Norvegia ed Israele.

Anche in questo caso sono richiesti i requisiti dell'assenza di una stabile organizzazione in Italia e della mancata effettuazione di operazioni rilevanti agli effetti dell'Iva, eccettuate quelle sopra richiamate. In ordine agli aspetti procedurali, Assonime rileva che, a differenza di quanto previsto per i soggetti comunitari, che devono inoltrare l'istanza di rimborso per via telematica attraverso l'amministrazione finanziaria del proprio paese, gli operatori extracomunitari devono continuare a presentare l'istanza direttamente in forma cartacea, utilizzando l'ultima versione del modello 79, approvata con provvedimento del 20 aprile 2010, al Centro Operativo di Pescara. Assonime mette poi in luce la differenza del trattamento sanzionatorio in caso di rimborso indebito: mentre infatti la sanzione per gli operatori comunitari è dal 100 al 200% dell'imposta indebitamente ottenuta, per quelli extracomunitari dal 200 al 400%.

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