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Riabilitazione totale per il fallito

del 25/09/2010
di: di Valerio Stroppa e Gianni Macheda
Riabilitazione totale per il fallito
Completa riabilitazione per gli imprenditori dichiarati falliti in possesso dei requisiti necessari per l'esdebitazione. Velocizzazione delle procedure concorsuali (un anno). Pagamenti della p.a. tassativamente entro 60 giorni, ma anche possibilità di compensare i crediti non liquidati con i debiti maturati verso gli enti inadempimenti. E ancora: alleggerimento del sistema tributario e obbligo per il legislatore di valutare l'impatto dei provvedimenti che interessano le imprese, creazione di un'Agenzia per le pmi. Sono questi alcuni degli obiettivi più importanti della proposta di legge Ac 2754, primo firmatario il pdl Raffaello Vignali, recante il nuovo «Statuto delle imprese». Il provvedimento, che intende promuovere la piccola e media imprenditoria e dare attuazione allo Small business act varato in sede comunitaria, è al vaglio della 10ª commissione di Montecitorio, che in settimana ha votato gli emendamenti al testo (fino all'articolo 10). La pdl continuerà ora il proprio iter in commissione attività produttive: complessivamente, gli emendamenti presentati sono circa 180. Vediamone i principali contenuti.

Effetti nuove leggi. La proposta di legge obbliga Stato, regioni ed enti locali a valutare attentamente l'impatto delle iniziative legislative, regolamentari e amministrative (anche di natura fiscale) sulle imprese, prima della loro emanazione. A tale scopo, viene previsto il preventivo confronto con le associazioni più rappresentative del mondo dell'imprenditoria.

Tempi della burocrazia. Un emendamento approvato richiama gli enti statali e pubblici al rigoroso rispetto dei termini previsti per la conclusione dei procedimenti amministrativi conseguenti a istanze, auspicando la massima applicazione possibile del meccanismo del silenzio-assenso. Contestualmente, viene stabilito il divieto assoluto per tutte le p.a. di derogare «per via contrattuale o con atto unilaterale» al termine di pagamento di 60 giorni nei rapporti commerciali con le imprese (lo stesso termine individuato il 14 settembre scorso da Parlamento, Consiglio e Commissione e che confluirà nella nuova direttiva). Inoltre, viene introdotta dal 1° gennaio 2011 la facoltà, per le imprese creditrici nei confronti degli enti pubblici per forniture o appalti, decorsi i termini per la liquidazione dei corrispettivi prefissati, di compensare tali importi con i debiti eventualmente maturati nei confronti dello stesso ente (va segnalato, però, che la manovra correttiva ha previsto la possibilità di compensare detti crediti con i debiti erariali iscritti a ruolo).

Legge fallimentare. Un altro emendamento già approvato, all'articolo 10, stabilisce che lo Stato dovrà garantire la piena riabilitazione agli imprenditori dichiarati falliti in possesso dei requisiti necessari per l'esdebitazione, fatti salvi eventuali profili penali. Ciò attraverso la rimozione di ogni vincolo amministrativo che possa pregiudicare l'avvio di una nuova impresa, in particolare nei confronti di soggetti titolari di micro, piccole e medie imprese. Modifiche che il governo dovrebbe apportare mediante un dlgs, che riduca anche i tempi delle procedure fallimentari e concorsuali al massimo a un anno (eccezion fatta per i casi di bancarotta fraudolenta). In più, la proposta prevede una modifica alla disciplina delle conseguenze individuali del fallimento, mediante l'eliminazione delle sanzioni personali e l'estensione dell'istituto dell'esdebitazione anche ai familiari fideiussori e coobbligati del fallito.

Altre misure. Viene concessa all'esecutivo la delega ad adottare entro due anni uno o più dlgs che riscrivano in toto l'imposizione tributaria relativa alle imprese, prevedendo la detassazione degli utili reinvestiti nell'acquisto di nuovi macchinari, nell'attività di ricerca e sviluppo, nell'acquisizione di marchi e brevetti o nella formazione del personale. Inoltre, introducendo la deduzione del 50% delle somme investite da persone fisiche e persone giuridiche nel capitale. Per quanto riguarda l'Irap, il provvedimento mira a prevedere la progressiva esclusione dal valore della produzione del costo del lavoro. Lo Stato dovrà garantire vantaggi amministrativi e fiscali alle imprese avviate da giovani al di sotto dei 35 anni per i primi tre anni di attività. Le agevolazioni si estendono a cinque anni con riferimento alle nuove imprese tecnologiche, all'imprenditoria femminile e alle iniziative nelle aree svantaggiate.

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