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Conciliazione, nuovo ruolo per le parti sociali

del 24/09/2010
di: Pierangelo Raineri, segretario generale Fisascat Cisl
Conciliazione, nuovo ruolo per le parti sociali
Cogliere le opportunità offerte dall'applicazione del ddl 1167-bis, meglio conosciuto come Collegato al disegno di legge lavoro, in fase di discussione al Senato proprio in questi giorni. Questo lo scopo del seminario di approfondimento promosso dalla Fisascat, la federazione nazionale del terziario, turismo e servizi della Cisl, al Centro Studi confederale di Fiesole. Un appuntamento fortemente voluto dalla categoria rappresentativa di quei lavoratori dei cosiddetti settori polverizzati del terziario privato, più suscettibili alle variazioni sulle tematiche del lavoro. Non a caso la Fisascat, che stipula e rinnova 33 contratti collettivi nazionali di lavoro, ha inserito la normativa sulla conciliazione e l'arbitrato in oltre 17 ccnl, per oltre l'80% dei 6 milioni di lavoratori interessati.

Alla luce delle nuove norme in itinere, è stato ulteriormente rafforzato il ruolo della contrattazione che, attraverso la bilateralità, potrà dare una risposta più veloce ai lavoratori che potranno così scegliere, in caso di controversia di lavoro, a chi affidare la risoluzione della vertenza, evitando il ricorso all'Ufficio provinciale del lavoro e velocizzando di pari passo il tempo di recupero delle eventuali spettanze.

In questo percorso la Fisascat ha voluto coinvolgere l'Ancl – S.U., l'Associazione nazionale dei consulenti del lavoro, siglando con essa un protocollo di intesa sulle possibili sinergie in ordine alle materie del lavoro, della bilateralità e alle procedure di conciliazione e arbitrato. Nel merito l'intesa prevede lo svolgimento di seminari ed approfondimenti destinati agli operatori sindacali ed ai consulenti del lavoro che potranno così, in qualità di parti coinvolte nella risoluzione delle controversie, sviluppare utili sistemi di collaborazione. Per la Fisascat, i diversi aspetti di carattere tecnico contenuti nel Collegato Lavoro assegnano un compito di grande responsabilità alla contrattazione collettiva ed alle parti sociali coinvolte.

A partire dalla certificazione dei contratti di lavoro, si tratterà intanto di valorizzare e rendere attuali le normative contrattuali in essere sulla conciliazione e l'arbitrato, con l'obiettivo di ridurre il numero dei contenziosi e di proporre meccanismi di composizione degli stessi, prima di tutto nell'interesse dei lavoratori coinvolti ma anche per accrescere la competitività delle imprese che ora più che mai necessitano di politiche partecipative per uscire fuori dalla crisi congiunturale che ha colpito i mercati internazionali. Una sfida tutta cislina, quella della partecipazione da sempre al centro dell'attività sindacale che, non solo ha contribuito in prima linea alle modifiche intervenute al testo del Collegato lavoro, ma ha voluto rimarcare l'impegno in questo particolare disegno di legge mediante la sottoscrizione dell'avviso comune relativamente alla riforma dell'arbitrato.

Un'intesa, quella siglata dalla Cisl e da tutte le parti sociali (non sottoscritto solo dalla Cgil), che conferma l'utilità e la libera scelta di utilizzare l'arbitrato come soluzione delle controversie di lavoro e che impegna tutti i sottoscrittori alla realizzazione, nei 12 mesi successivi alla definitiva approvazione del provvedimento, di un accordo interconfederale per regolare l'intera materia, escludendo che le clausole compromissorie all'atto dell'assunzione possano riguardare i licenziamenti, evitando così facili strumentalizzazioni sull'applicazione dell'art. 18 dello Statuto dei lavoratori.

Significativo anche il ruolo del ministero del Lavoro, che ha assunto ufficialmente l'impegno a recepire integralmente gli accordi in materia di regolazione dell'arbitrato. Come da sempre richiesto dalla Cisl si assiste dunque a una valorizzazione del ruolo delle parti sociali che, all'indomani dell'approvazione definitiva del Collegato lavoro, dovranno garantire il massimo impegno per la realizzazione degli accordi contrattuali in materia.

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