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Certificazioni, patto col Welfare

del 27/11/2009
di: di Andrea G. Lovelock
Certificazioni, patto col Welfare
Protocollo d'intesa firmato dal ministro del lavoro Maurizio Sacconi con i consulenti del lavoro per la costituzione delle commissioni di certificazioni che saranno anche di Conciliazione e di arbitrato.

L'intesa prevede anche interventi ispettivi del ministero per contrastare l'abusivismo professionale, l'impegno del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro ad esaminare sempre le opportunità per l'attivazione della procedura di interpello e l'attivazione di percorsi formativi congiunti.

Tutto questo in nome della semplificazione che è alla base del rilancio del sistema-paese.

Semplificare per tornare a far crescere imprese e lavoratori, anche attraverso il sostanziale contributo dei consulenti del lavoro è stata infatti la linea tracciata dal ministro del lavoro, Maurizio Sacconi che intervenendo al congresso ha esordito evidenziando

«Questa intesa viene siglata alla vigilia di un nuovo grande cambiamento della nostra società, con la migrazione dal settore secondario a quello terziario e quindi dalla trasformazione stessa delle imprese e dei lavoratori. Questo protocollo contribuirà anche a risolvere anticipatamente il contenzioso: perché quello esasperato al quale abbiamo assistito fino ad oggi, non produce né l'interesse del lavoratore, né quello dell'impresa. Le Commissioni di Certificazioni, infatti, saranno decisive per scongiurare quanto possibile il ricorso al magistrato».

Sacconi ha poi ribadito che nell'immediato futuro «le funzioni ispettive svolgeranno la propria attività solo in relazione alle violazioni sostanziali, evitando formalismi esasperati che troppo spesso hanno danneggiato le persone e le imprese».

Attraverso questo documento, inoltre, sarà possibile anche contrastare il fenomeno dell'abusivismo professionale che colpisce la vostra categoria. Sarà un passo decisivo proprio nel momento di maggior bisogno di certificate professionalità».

«Nel volgere di pochi anni», ha infatti ricordato Sacconi, «avremo bisogno di ridurre al 20% le professionalità basse, mentre saliranno al 50% le professionalità intermedie e al 30% le alte.

Questa svolta epocale riguarderà tutte le forme d'impresa ed è per questo che avremo bisogno dell'intelligenza di professionisti come i consulenti del lavoro che oltre ad essere rispettosi della legge, anche quando non viene condivisa hanno sempre accompagnato il cambiamento gestendo le trasformazioni dei rapporti di lavoro.

A tal proposito il Senato ha approvato proprio in queste ore, in seconda lettura, la legge 1177 che cambierà la metodologia per la soluzione dei contenziosi del lavoro».

Per completare il percorso, ha poi proseguito Sacconi, daremo forma a una nuova qualificazione del rapporto di lavoro, con la certezza delle norme in tutto il territorio nazionale.

E sempre la semplificazione, secondo Sacconi, è la premessa di una nuova dimensione, che già vede impegnati i consulenti del lavoro nella collocazione e nella contrattazione individuale.

«Questo perché», ha precisato il Ministro, «nello scenario futuro la contrattazione collettiva non potrà più risolvere tutto: sarà soltanto una cornice all'interno della quale si dovrà convogliare tanta contrattazione individuale. Una evoluzione che servirà sia al lavoratore che all'imprese. Ed in tali ambiti la assistenza intelligente del consulente del lavoro nelle risorse umane sarà determinante».

«Stiamo poi lavorando, proprio in questi giorni, alla bozza della circolare della conciliazione monocratica per dare seguito alla fine dei contenziosi con l'amministrazione, così come stiamo lavorando al nuovo Statuto dei lavori, ispirato ai principi di Marco Biagi».

Il ministro Sacconi ha inoltre chiamato i consulenti del lavoro a svolgere il ruolo di collocatori

«Nella crisi, siete stati impegnati nella organizzazione di quegli ammortizzatori sociali che corrispondevano alla primaria protezione del reddito: ma sappiamo che nel 2010 il problema non sarà solo quello di proteggere il reddito dei lavoratori. Si apre infatti la stagione dove le imprese non si limiteranno ad attendere la ripresa della domanda, ma potranno già leggere i nuovi andamenti della domanda, procedendo a ristrutturazioni e riorganizzazioni. Ed è proprio in questi ambiti che si pongono problemi complessi di protezione “attiva” dei lavoratori. Difficoltà che richiedono l'accompagnamento a un'altra forma di attività lavorativa e formativa che serva davvero alle imprese. In altre parole abbiamo bisogno di tanti “collocatori” e uscire dall'idea sacrale di incontro tra Offerta e Domanda che non da più grandi risultati.

Abbiamo dunque bisogno di collocatori trasparenti e voi stessi vi siete candidati a svolgere questa funzione e credo che sia una legittima candidatura».

E Sacconi ha annunciato che aprirà un tavolo con le regioni e le parti sociali per impostare questa nuova linea.

Infine, un preciso riferimento del ministro ai percorsi formativi:

«Intendo rovesciare come un calzino la formazione nel nostro paese, perché non possiamo più permetterci il lusso che la formazione professionale si risolva solo nella “festa dei formatori”.

Dobbiamo cambiare radicalmente i paradigmi della formazione perchè il lavoro deve essere concepito come aspetto fondamentale nel processo formativo, e ancora perchè l'impresa deve essere l'ambiente lavorativo, luogo più idoneo per lo sviluppo delle competenze. Bisogna anche passare da una certificazione formale ad una funzione valutativa delle effettive competenze e conoscenze della persona. Dunque, abbiamo bisogno di valutatori indipendenti delle competenze e so che tra i consulenti del lavoro ci sono le professionalità giuste per assolvere a questo compito».

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