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Accertamento, adesione snellita

del 24/09/2010
di: di Simona Canzonetta e Pamela Pennesi
Accertamento, adesione snellita
Gli uffici delle Entrate sono legittimati a ricevere il pagamento delle rate in caso di accertamento con adesione senza la presentazione di garanzia. Sempre che l'importo delle rate successive sia complessivamente inferiore a 50.000 euro. Non di meno sarà necessario avvertire il contribuente che tale garanzia la si potrà richiedere in seguito per perfezionare l'adesione. Anzi, in assenza della stessa, per i mancati pagamenti, si potrà procedere alla riscossione coattiva degli importi derivanti dall'avviso di accertamento. I chiarimenti agli uffici sono stati forniti dall'Agenzia delle entrate (si veda ItaliaOggi di ieri) con una nota interna nella giornata di mercoledì, prima che la novità di cui al dlgs. del 13 agosto 2010 n. 141 fosse sterilizzata mediante un emendamento approvato al dl Tirrenia (si veda sempre ItaliaOggi di ieri).

Il dlgs 141 ha apportato integrazioni e modifiche al Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia delineando le novità riguardanti i soggetti operanti nell'attività di concessione di garanzie; ed inoltre al c. 5 dell'art. 9 interviene a modificare il terzo periodo del c. 2 dell'art. 8 del dlgs. n. 218/1997, in tema di accertamento con adesione.

Proprio con tale ultima disposizione il legislatore prevedeva che “sull'importo delle rate successive sono dovuti gli interessi al saggio legale, calcolati dalla data di perfezionamento dell'atto di adesione, e per il versamento di tali somme il contribuente è tenuto a prestare idonea garanzia mediante polizza fideiussoria o fideiussione bancaria ovvero rilasciata da consorzi di garanzia collettiva dei fidi (Confidi) … per il periodo di rateazione del detto importo, aumentato di un anno”.

Una disposizione che avrebbe stravolto il rapporto tra Fisco – contribuente che il legislatore aveva cercato di alleggerire attraverso l'art. 3 del dl. 40/2010, il quale consentiva la rateizzazione del debito erariale, senza bisogno di idonea garanzia fideiussoria, se l'importo delle rate successive alla prima fosse stato inferiore a 50.000,00 euro.

Dal 19 settembre 2010, in assenza delle modifiche e dei chiarimenti, il contribuente si sarebbe trovato oberato dall'obbligo di ottenere una fideiussione bancaria a prescindere dalla somma rateizzata, anche se per gli atti di adesione sottoscritti precedentemente dall'entrata in vigore della disposizione in parola gli Uffici avrebbero potuto attenersi alla previgente regola considerando quindi perfezionata l'adesione anche in mancanza dei presupposti dettati dall'art. 3 del richiamato decreto n. 40/2010; e questo nel rispetto del principio di tutela dell'affidamento e della buona fede del contribuente previsto dallo Statuto del contribuente. L'Agenzia delle Entrate ha fatto capire che dalla disamina delle novità contenute all'art. 9 del dlgs. 141/2010 sembrerebbe che l'intervento del legislatore sia indirizzato al solo adeguamento delle disposizioni fiscali al mutato quadro normativo che ha interessato la regolamentazione dei consorzi di garanzia collettiva dei fidi. E dunque sembra che la volontà del legislatore sia stata esclusivamente quella di revisionare il testo dell'art. 8 del dlgs. 218/97 riguardante specifiche disposizioni contenute nel TUB, non certo di intervenire a modificare gli adempimenti richiesti per il perfezionamento dell'accertamento con adesione. La novità non riguarda la materia di conciliazione giudiziale e nemmeno l'acquiescenza, i quali istituti quindi devono rifarsi alla previgente disposizione. L'Agenzia delle Entrate ha posto la questione all'attenzione del Ministero dell'Economia e delle Finanze per chiedere conferma dell'esclusione della volontà di ripristinare l'obbligo di garantire la rateazione anche per importi inferiori a 50.000,00 euro. Nel frattempo (ma come detto è intervenuta ieri la modifica al testo del dlgs) gli uffici avrebbero potuto ricevere il pagamento della prima rata evitando di richiedere in ipotesi di rate successive di importo sotto 50.000,00 euro la presentazione della garanzia. L'altra innovazione introdotta con il nuovo art. 8 del richiamato dlgs. 218/97 si riferisce alla possibilità che la garanzia da prestare in caso di rateizzazione, può essere rilasciata anche dai Confidi “iscritti nell'albo previsto all'art. 106 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385”.

Tale possibilità concessa ai Confidi è condizionata, però, all'iscrizione in un apposito albo unico tenuto dalla Banca d'Italia, previa autorizzazione concessa in presenza di specifiche condizioni di adeguatezza patrimoniale, organizzativa e operativa; ed inoltre gli intermediari finanziari in questione sono sottoposti alla vigilanza della Banca d'Italia.

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