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Fisco e lavoro, ora parta il confronto

del 22/09/2010
di: di Marco Paolo Nigi segretario generale Confsal
Fisco e lavoro, ora parta il confronto
La recessione economica globale ha lasciato il posto a una ripresa della crescita dell'economia mondiale disomogenea e a più velocità. L'economia italiana ha superato la fase recessiva ed è entrata in una fase «critica» che va dalla stagnazione a una ripresa incerta e lieve. Gli indici della crescita italiana segnalano una capacità di sviluppo più debole rispetto all'Eurozona, con particolare riferimento ai maggiori paesi membri e all'Unione Europea. La situazione economica e finanziaria italiana e le sue prospettive nel contesto mondiale ed europeo sono state «certificate» con un'alta concordanza dai maggiori organismi internazionali, quali il Fondo monetario internazionale e l'Ocse, e dalle agenzie italiane ed estere più accreditate. Intanto, la politica economica e finanziaria del governo è colpevolmente ferma alle manovre anti-recessione, finalizzate ad affrontare le emergenze produttive e occupazionali, e alla manovra «estiva» di correzione dei conti pubblici, obbligata nell'entità dalla situazione economica, finanziaria e monetaria dell'Eurozona. In seguito, la politica economica governativa, che avrebbe dovuto sostenere la ripresa, è andata «in ferie» e ha lasciato spazio alle irresponsabili e sterili diaspore da solleone.

In questi giorni le forze sociali, le confederazioni sindacali, la Confindustria e le altre associazioni del mondo della produzione, del lavoro e delle professioni, hanno fornito un aggiornamento preoccupante del quadro delle proiezioni macro-economiche italiane in comparazione con quelle dell'Eurozona. Il pil italiano è fermo all'1,1-1,2%, contro il 3,4% della Germania e l'1,7% dell'Eurozona, e la previsione per il 2011 non va oltre il valore dell'1,3%. Il sommerso nel 2009 ha raggiunto il 20% del pil e l'evasione fiscale annuale ha sfondato la cifra assurda di 125 miliardi di euro. Anche prima della grande recessione, la Confsal ha sempre sostenuto che lo sviluppo in Italia era frenato da «nodi» strutturali, superabili soltanto con grandi e mirate riforme basate sull'affermazione della centralità del lavoro e dell'impresa e interagenti in un contesto legale e competitivo. Ecco quelle che per la Confsal costituiscono insieme la chiave di volta dello sviluppo economico e occupazionale: l'emersione dell'economia irregolare e del lavoro sommerso, una vera e autentica lotta all'evasione fiscale, la riforma del fisco informata all'equità contributiva e sociale, l'aumento degli investimenti in formazione, ricerca, tecnologie avanzate e infrastrutture, l'innalzamento della produttività dei fattori primari del lavoro e dell'innovazione tecnologica e organizzativa, nonché la premialità del lavoro. Si tratta di riforme irrinunciabili e urgenti senza le quali il nostro sistema economico difficilmente potrà recuperare competitività e crescere, anche in termini occupazionali. In effetti, il trend negativo della disoccupazione segnato dall'8,7% di fine 2010 e da una attendibile stima del 9,3% per il 2011 costituisce la vera questione economica e sociale del Paese. L'Italia rischia di raggiungere in breve tempo un tasso di disoccupazione a due cifre, che a sua volta trascinerebbe con sé disgregazione sociale e un possibile conflitto generazionale. Se non è una priorità politica questa!

Secondo noi, il governo, pur essendo in grave ritardo sul fronte delle riforme strutturali socio-economiche e finanziarie e pur non avendo ancora aggiornato le previsioni «ufficiali» macro-economiche e di finanza pubblica, potrebbe in tempi utili mettere a frutto, in materia economica, l'analisi e le soluzioni prospettate dal «laboratorio» del ministero dell'Economia e delle finanze, e, in materia di lavoro, il piano triennale del ministero di Sacconi. Intanto, la Confsal ha preso atto della preannunciata apertura di tavoli di confronto da parte del ministro Tremonti per la riforma del fisco e del ministro Sacconi per quella del lavoro. Si potrebbe aprire così una fattiva stagione di riforme largamente condivise su fisco, lavoro e welfare.

La Confsal, in merito alla prima riforma, rilancerà la propria piattaforma incentrata sulla lotta all'evasione e al sommerso, sulla detassazione dei redditi da lavoro dipendente e da pensione, sulle deducibilità a favore della famiglia, nonché su una mirata fiscalità di vantaggio per le imprese virtuose per innovazione e occupazione, con particolare attenzione per quelle del Mezzogiorno e delle aree deboli del Paese.

Riguardo alla riforma del lavoro, la Confsal presenterà un «manifesto» sulle nuove tutele riguardanti gli ammortizzatori sociali e la sicurezza, nonché su un corretto esercizio dei diritti inviolabili dei lavoratori al fine di realizzare un sistema di sana flessibilità contro ogni forma di precarietà e un welfare di livello Eurozona. Su tutto questo, in primis su fisco e lavoro, la Confsal è pronta a un proficuo confronto con il governo, con il parlamento e con le altre parti sociali.

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