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Black list senza particolarismi

del 22/09/2010
di: di Franco Ricca
Black list senza particolarismi
Black list senza particolarismi per il monitoraggio delle operazioni Iva: se il paese del cliente/fornitore è compreso nel dm del 4/5/1999 oppure in quello del 21/11/2001, si realizza il presupposto territoriale della comunicazione.

È quanto emerso nel corso di due convegni sulle novità fiscali promossi dalla direzione del Piemonte dell'agenzia delle entrate e dagli ordini dei commercialisti, che si sono svolti a Torino e a Novara il 19 e 20 settembre. Si profila inoltre la conferma del doppio adempimento, comunicazione e modello Intrastat, per le prestazioni di servizi c.d. «generiche» scambiate con operatori stabiliti in quei paesi black list in cui si applica l'Iva comunitaria (si veda anche ItaliaOggi di ieri).

L'ambito territoriale

L'art. 1 del dl 40/2010 ha istituito l'obbligo, per i soggetti passivi Iva, di comunicare telematicamente all'agenzia delle entrate le cessioni di beni e le prestazioni di servizi rese e ricevute, registrate o soggette a registrazione, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in paesi black list, elencati nei citati decreti. In base al dm ministeriale attuativo 30/3/2010, l'obbligo riguarda le operazioni effettuate a partire dal 1° luglio 2010. Il dm 5/8/2010 ha esteso l'obbligo anche alle prestazioni di servizi non territoriali in Italia, rese o ricevute, effettuate a partire dal 1° settembre.

La mappa dei paesi black list tracciata dai decreti del 1999 e del 2001 è stata modificata con decreto 27/7/2010, che ha cancellato dalla lista nera Cipro, Malta e Corea del Sud con effetto dal 1° luglio scorso.

In merito all'ambito territoriale del monitoraggio, era stata prospettata un'interpretazione volta a valorizzare talune specificità previste nel dm del 2001, in modo da limitare l'obbligo, in relazione ai rapporti con alcuni paesi, tenendo conto delle particolari circostanze dettate ai fini reddituali. L'amministrazione finanziaria pare però orientata a ritenere, in aderenza alla lettera ed alla peculiare finalità della norma, che la semplice menzione del paese in uno dei due elenchi sia sufficiente ad integrare il presupposto territoriale del monitoraggio. Pertanto, ad esempio, dovranno essere comunicate tutte le transazioni rilevanti ai fini Iva poste in essere con clienti/fornitori stabiliti in Lussemburgo, pur essendo tale paese considerato a regime fiscale privilegiato, ai sensi dell'art. 3 del dm del 2001, soltanto per le holding.

Doppio monitoraggio

per l'Iva comunitaria

Si è avuto modo di segnalare che il nuovo adempimento pare aggiungersi all'obbligo di dichiarazione Intrastat nel caso di prestazioni di servizi c.d. «generiche», regolate cioè dal criterio di territorialità Iva dettato dall'art. 7-ter del dpr 633/72, scambiate da operatori nazionali con clienti/fornitori stabiliti in paesi «black list» nei quali trovano applicazione le disposizioni Iva comunitarie, ossia Lussemburgo (paese aderente all'Ue), Principato di Monaco e Isola di Man (paesi che, pur non appartenendo all'Ue, si considerano, ai fini Iva, compresi rispettivamente nel territorio della Francia e del Regno Unito). Anche in questo caso, l'orientamento che l'amministrazione intenderebbe adottare, alla luce del quadro normativo, confermerebbe la sussistenza di entrambi gli adempimenti; pertanto, l'operatore nazionale che scambia prestazioni di servizi «generiche» con soggetti stabiliti in uno dei tre paesi prima citati, sarebbe tenuto a dichiarare l'operazione sia nel modello Intrastat sia nella comunicazione «black list». Il doppio adempimento interessa anche le cessioni di beni verso San Marino.

Primo appuntamento

con la comunicazione

In via transitoria, l'art. 4 del dm 5/8/2010 ha stabilito che, in deroga all'art. 3 del dm 30/3/2010, i modelli della comunicazione «black list» relativi ai periodi mensili di luglio e agosto 2010 dovranno essere presentati entro il 2 novembre 2010, anziché alle scadenze naturali del 31 agosto e del 30 settembre. Pertanto, entro il prossimo 2 novembre dovranno essere presentati:

- i modelli relativi ai mesi di luglio, agosto e settembre, da parte dei soggetti obbligati alla frequenza mensile

- i modelli relativi al trimestre luglio-settembre, da parte dei soggetti obbligati alla frequenza trimestrale.

Sulla frequenza della comunicazione, mensile o trimestrale a seconda dell'entità degli scambi con soggetti di paesi «black list» realizzati nei quattro trimestri precedenti, resta da chiarire se, in sede di prima applicazione, gli operatori possano «partire» come trimestrali (salvo il superamento della soglia di 50 mila euro nel corso del trimestre luglio-settembre), come consentito dalla circolare n. 14/2010 in relazione all'avvio dell'obbligo Intrastat per le prestazioni di servizi.

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