«Il congresso nazionale», ha spiegato Claudio Siciliotti, presidente della categoria, «vuole essere la testimonianza tangibile dell'impegno dei commercialisti per il paese. Intendiamo mettere le nostre competenze al servizio della collettività, e per questo abbiamo approntato quattro proposte che intendiamo sottoporre alle forze politiche».
Primo punto è l'upgrade costituzionale dello Statuto del contribuente, in modo da generare un rapporto tributario tra stato e cittadino finalmente certo, corretto e inderogabile, e creare «quel motore di fiducia che finora è mancato».
Ma dai commercialisti c'è attenzione anche alla certificazione della capacità di credito delle piccole e medie imprese, per un nuovo rapporto, accessibile e di fiducia, con le banche; alla ristrutturazione dei debiti anche per i soggetti «non fallibili», per dare agli onesti una seconda possibilità; e alle società di lavoro professionale, allo scopo di mettere i liberi professionisti italiani nella condizione di aggregarsi per competere.
»È facile dire cosa non va in Italia», sottolinea ancora Siciliotti. «Ma è molto più difficile agire per far funzionare meglio il paese: i commercialisti italiani cercano di dire la loro proprio su questo secondo punto, elaborando quattro proposte che non sono “pro categoria”, ma che mirano a tutelare l'imprenditoria, che rappresenta il cuore pulsante del nostro sistema economico».
«Lo stato estremamente preoccupante dei conti pubblici, la situazione di stallo in cui da troppo tempo versa il nostro sistema di relazioni sociali, la necessità di riformare radicalmente il sistema fiscale: sono tutti temi che impongono alle componenti responsabili del paese un nuovo patto di cittadinanza. I commercialisti», ha concluso il presidente del Cndcec, «sono pronti a fornire il loro contributo in questa direzione».
A soffermarsi sul contributo dei professionisti al rilancio del sistema-paese è anche Achille Coppola, presidente dell'ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli: «È indispensabile che dal mondo delle professioni provengano proposte per un paese migliore: vogliamo essere protagonisti di un cambiamento che smuova un'Italia ferma da ormai troppo tempo. Per questo», evidenzia Coppola, «il congresso nazionale si soffermerà anche sulle esperienze che i professionisti hanno accumulato in questi anni: il mio pensiero va in primo luogo a uno strumento prezioso come l'azionariato critico, che è in grado di garantire una democrazia economica, la cui mancanza è ad oggi il male più grande della finanza mondiale».
All'incontro hanno partecipato anche Armando Cascio e Michele Saggese, assessori al bilancio rispettivamente della provincia e del comune di Napoli. Saggese, in particolare, ha manifestato la soddisfazione e l'impegno della giunta per l'organizzazione dell'evento nella città partenopea.
