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Autotrasporto, il sinistro costa

del 18/09/2010
di: di Stefano Manzelli ed Enrico Santi
Autotrasporto, il sinistro costa
Costa caro all'autotrasportatore rimanere coinvolto in un sinistro stradale anche senza feriti. In questo caso infatti arriveranno obbligatoriamente in sede gli ispettori per il controllo dei tempi di guida e di riposo dell'anno in corso. E attenzione agli abusivi, specialmente in materia di trasporto cose conto terzi e cabotaggio dove si applicano comunque nuove sanzioni e verifiche formali più puntuali a carico degli stranieri e in generale per tutta la filiera. Sono queste in sintesi alcune delle novità in materia di autotrasporto evidenziate dal ministero dell'interno e dei trasporti con la circolare congiunta n. 74491 del 15 settembre 2010 anticipata nel corso del convegno nazionale sulla polizia locale che si chiude oggi a Riccione.

Incidenti stradali con guai seri. Il nuovo comma 8-bis dell'art. 179 del codice della strada, dopo le modifiche introdotte dalla legge di riforma n. 120/2010, stabilisce che in caso di incidente con danno a persone o a cose provocato da un veicolo munito di cronotachigrafo, l'organo accertatore segnala il fatto all'autorità competente, che dispone la verifica presso la sede del titolare della licenza o dell'autorizzazione al trasporto o dell'iscrizione all'albo degli autotrasportatori di cose, ai fini dell'esame dei dati sui tempi di guida e di riposo relativi all'anno in corso. La circolare precisa che l'autorità competente a effettuare la verifica è la Direzione provinciale del lavoro in cui ha sede l'impresa di autotrasporto. La stessa legge n. 120/2010, peraltro, ha modificato anche l'art. 7 del decreto legislativo n. 286/2005 prevedendo che quando la violazione del codice della strada commessa alla guida di uno dei veicoli per i quali è richiesta la patente di guida di categoria C o C+E provoca la morte di persone o lesioni personali gravi o gravissime, viene disposta la verifica, presso il vettore, il committente, il caricatore e il proprietario della merce, del rispetto delle norme sulla sicurezza della circolazione stradale previste dallo stesso art. 7 del decreto legislativo n. 286/2005 e dall'art. 83-bis del decreto legge n. 112 del 25 giugno 2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 133 del 6 agosto 2008. In presenza di violazioni fiscali, finanziarie e previdenziali le sanzioni sono applicate dalle autorità competenti come individuate dal decreto ministeriale del 6 settembre 2009.

Abusivi e stranieri sorvegliati speciali. L'esercizio illegale dell'attività di trasporto di merce non prevede più il divieto di pagamento in misura ridotta delle violazioni, pertanto il trasgressore può ora pagare il doppio del minimo edittale entro 60 giorni. Se le stesse violazioni sono commesse durante l'attività di autotrasporto internazionale o di cabotaggio con un veicolo immatricolato all'estero, il nuovo comma 4 dell'art. 60 della legge n. 298/1974 prevede l'applicazione delle disposizioni dell'art. 207 del codice della strada ovvero il pagamento immediato della multa in strada. Qualora il trasgressore straniero non intenda versare la cauzione o pagare subito la sanzione scatterà il fermo amministrativo del veicolo finché il predetto onere non è stato adempiuto. Il veicolo non può essere affidato in custodia al trasgressore o ad altro obbligato in solido, ma deve essere consegnato a un custode-acquirente o, in mancanza, ad altro soggetto autorizzato. Per le violazioni degli artt. 26 e 46 della legge n. 298/1974 si applica anche il fermo amministrativo del veicolo per tre mesi o, in caso di reiterazione, la confisca amministrativa. Quindi, come precisato dalla circolare interministeriale, se il veicolo è stato sottoposto a fermo amministrativo per il mancato versamento della cauzione e successivamente (comunque entro 60 giorni) il trasgressore paga la sanzione in misura ridotta oppure versa la cauzione, il fermo amministrativo prosegue fino al termine dei tre mesi secondo le disposizioni dell'art. 214 del codice della strada.

Cabotaggio stradale. Dopo le recenti modifiche introdotte dal regolamento comunitario 1072/2009 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea n. L 300 del 14 novembre 2009 e sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – seconda serie speciale – Comunità europee – n. 4 del 14 gennaio 2010 il ministero dell'interno aveva diramato istruzioni datate 7 giugno 2010, già superate dalla riforma. Ora, con la nuova circolare del ministero dell'interno e del ministero delle infrastrutture e dei trasporti si precisa che dal 13 agosto, con l'entrata in vigore della legge di riforma stradale n. 120 del 29 luglio 2010, che ha introdotto il nuovo art. 46-bis della legge n. 298/1974, il cabotaggio effettuato senza osservare il regolamento Ce viene punito con la sanzione pecuniaria da 5 mila a 15 mila euro e con la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per tre mesi, ovvero, in caso di reiterazione nel triennio, per sei mesi. Anche per questo illecito si applicano le disposizioni dell'art. 207 del codice della strada con pagamento immediato in strada della multa. Tuttavia, per espressa previsione dell'art. 46-bis della legge n. 298/1974, sia nella fase in cui discende dal mancato pagamento della sanzione o dal mancato versamento della cauzione, sia nella fase di esecuzione della misura sanzionatoria, il fermo amministrativo deve essere eseguito sempre affidando il veicolo solo al custode-acquirente o, in mancanza, a un soggetto autorizzato. La nota interministeriale fornisce poi istruzioni ad hoc sul cabotaggio e sulle nuove disposizioni sanzionatorie.

Istruzioni scritte. L'art. 7, c. 4, del decreto legislativo n. 286/2005 prevede ora che quando il contratto di trasporto non è stato stipulato in forma scritta gli organi di polizia stradale che accertano la violazione dei limiti di velocità o la mancata osservanza dei tempi di guida e di riposo devono verificare la compatibilità delle istruzioni scritte fornite al vettore sull'esecuzione della specifica prestazione di trasporto con il rispetto della disposizione violata. Le istruzioni devono trovarsi a bordo del veicolo e possono essere contenute nella scheda di trasporto o nella documentazione equivalente ovvero allegate alla documentazione equipollente. Se a bordo del veicolo non ci sono le istruzioni oppure le istruzioni sono incompatibili con il rispetto delle norme di cui all'art. 174 del codice della strada, le stesse sanzioni amministrative pecuniarie per le violazioni contestate al conducente si applicano anche al vettore e al committente. Il nuovo testo dell'art. 7 del decreto legislativo n. 286/2005 stabilisce che il committente o un suo delegato alla compilazione deve riportare sulla scheda di trasporto o sulla documentazione equivalente di cui al successivo art. 7-bis il numero di iscrizione del vettore all'Albo nazionale degli autotrasportatori oppure allegare alla documentazione ad essa equipollente una dichiarazione scritta di aver preso visione della carta di circolazione del veicolo o di altra documentazione da cui risulti il numero di iscrizione del vettore all'Albo nazionale degli autotrasportatori. Le regole sulle istruzioni scritte come esplicitate dalla circolare interministeriale non trovano applicazione nell'autotrasporto internazionale svolto sia da imprese italiane che estere e, per queste ultime, anche quando svolgono trasporti interni di cabotaggio.

Sanzioni. Il committente ovvero chiunque non compila la scheda di trasporto, o la altera, o la compila in modo incompleto o non veritiero, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 600 a 1.800 euro. Chiunque, durante l'effettuazione di un trasporto, non porta a bordo del veicolo la scheda di trasporto ovvero, in alternativa, copia del contratto in forma scritta o altra documentazione equivalente, ovvero equipollente, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 40 a 120 euro e con la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo, con l'intimazione ai sensi dell'art. 180, c. 8, del codice della strada a esibire entro 15 giorni i documenti mancanti. Decorso tale termine, il veicolo viene comunque restituito all'avente titolo. Le predette sanzioni previste dai commi 4 e 5 dell'art. 7-bis del decreto legislativo n. 286/2005 si applicano, secondo le disposizioni dell'art. 207 del codice della strada, anche a chi circola alla guida di veicoli immatricolati all'estero nello svolgimento di trasporti internazionali o di cabotaggio, se a bordo non ci sono i documenti equipollenti oppure se non sono compilati correttamente.

Responsabilità di filiera. Il decreto legge n. 103/2010 ha modificato anche l'art. 8 del decreto legislativo n. 286/2005 sulla responsabilità per le violazioni commesse nell'attività dell'autotrasporto di cose per conto di terzi. L'accertamento della responsabilità dei soggetti della filiera di trasporto può essere effettuato contestualmente alla contestazione della violazione mediante esame del contratto di trasporto e di ogni altra prescritta documentazione di accompagnamento, compresa la scheda di trasporto e i documenti considerati ad essa equivalenti o equipollenti. In caso di mancata esibizione del contratto di trasporto in forma scritta da parte del conducente e qualora sia presente a bordo del veicolo una dichiarazione sottoscritta dal committente o dal vettore che ne attesti l'esistenza viene attivata una procedura di accertamento d'ufficio. Entro 15 giorni dalla contestazione della violazione, i soggetti della filiera ricevono un invito a presentare entro 30 giorni dalla notifica della richiesta la copia del contratto in forma scritta. Se dall'esame del contratto emerge la responsabilità dei soggetti della filiera, scattano le sanzioni, che si applicano anche in caso di mancata presentazione della documentazione entro il termine indicato.

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