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Amministratori e soci sovrani

del 18/09/2010
di: di Luciano De Angelis
Amministratori e soci sovrani
I singoli amministratori o 1/3 dei soci sono sempre autorizzati nelle srl alla convocazione assembleare anche se l'atto costitutivo non lo prevede. È invece necessaria una specifica clausola statutaria per far sì che i soci disinformati possano chiedere il rinvio assembleare.

Nei conferimenti in natura in spa è ammissibile anticipare il momento dell'effetto traslativo rispetto a quello di efficacia della delibera di aumento del capitale. Nelle spa con sistema monistico sussiste un obbligo di nomina del collegio sindacale da parte dell'assemblea che pone in liquidazione la società.

Sono alcune delle numerose massime attraverso cui i notai del triveneto hanno aggiornato, per l'anno 2010, i loro orientamenti in materia di atti societari.

La convocazione

assembleare nelle srl

Il codice nulla dispone in merito ai soggetti legittimati nelle srl a convocare l'assemblea, il che fa ritenere che tale importante prerogativa venga demandata a quanto stabilito dal contratto sociale. Qualora, tuttavia, l'atto costitutivo nulla prevedesse, soprattutto nel caso di dissidio fra soci, potrebbe verificarsi il rischio che amministratori e soci di minoranza convochino l'assemblea contemporaneamente in due luoghi distinti. La massima I.B.27 chiarisce che, in questi casi, la competenza «...spetterà ai medesimi soggetti cui la legge attribuisce il potere di determinare gli argomenti da sottoporre ad approvazione dei soci (art. 2479,comma 1,c.c.) e cioè ai singoli amministratori e a una maggioranza dei soci che rappresenti almeno un terzo del capitale sociale». Situazione analoga vale per la legittimazione ad attuare il procedimento decisionale della consultazione o del consenso espresso per iscritto (I.B. 28). Da rilevare, inoltre, secondo la norma I.B.29, che l'atto costitutivo non può privare del potere di convocazione amministratori e soci, potendo, al contrario, abbassare la percentuale del capitale sociale autorizzato alla stessa o delegarla anche ad altri soggetti (ad esempio uno o più sindaci).

Nel caso in cui i soggetti a ciò delegati non provvedano alle «doverose» convocazioni assembleari o non si attivino ad attuare il procedimento decisionale mediante consenso o consultazione scritta o non provvedano a convocare l'assemblea su istanza di una minoranza di soci qualificati a richiederla, detti soci potranno rivolgersi al tribunale. Il notariato, infatti, nonostante il silenzio codicistico in tal senso, ritiene applicabile in via analogica il secondo comma dell'art. 2367, comma 2, c.c., che prevede in tali situazioni il rimedio giurisdizionale.

Rinvio

dell'assemblea (srl)

Mentre l'art. 2374 c.c. prevede espressamente, nelle spa, che i soci intervenuti che riuniscano almeno un terzo del capitale rappresentato in assemblea, possono chiederne il rinvio di non oltre 5 giorni qualora si dichiarino non sufficientemente aggiornati sugli argomenti all'ordine del giorno, tale previsione non è contemplata dal codice in tema di srl.

Il tema ha determinato, in questi anni, divergenti opinioni dottrinali. Il notariato, in relazione alla meritevolezza dell'interesse tutelato ritiene legittime clausole statutarie finalizzate a riconoscere anche ai soci «disinformati» di srl il rinvio fino a 5 giorni. In questi casi la nuova seduta rappresenterà una continuazione della precedente.

Relazione

sulle perdite (srl-spa)

Sia nelle srl che nelle spa, gli amministratori sono chiamati a depositare presso la sede sociale la situazione patrimoniale della società anteriormente all'assemblea chiamata a decidere in merito a perdite che hanno eroso il capitale di oltre un terzo. In questi casi (massime H.G.28 e I.G.42), fermo restando l'obbligo di redazione della situazione patrimoniale da parte degli amministratori (sulla quale è peraltro richiesto espresso parere dei sindaci nelle società dotate di tale organo), i soci potranno all'unanimità rinunciare al preventivo deposito della stessa nella sede sociale. Tale rinuncia, giustificata dal fatto che l'obbligo è posto ad esclusivo interesse dei soci, potrà avvenire anche in sede di assemblea.

Esclusione del diritto

di opzione (spa)

Nelle spa, l'art. 2441, commi 4 e 5 c.c., consente agli amministratori, quando l'interesse della società lo esiga, di escludere o limitare il diritto di opzione dei soci in caso di aumento di capitale a pagamento.

In questi casi, si legge nella massima H.G.29: «…lo statuto o la delibera che lo modifica, deve contenere, oltre che i criteri cui gli amministratori devono attenersi per la determinazione del prezzo, anche le ragioni dell'esclusione del diritto di opzione».

Prima dell'adozione della delibera delegata, nella loro relazione da presentare agli organi di controllo, gli amministratori sono chiamati da un lato a dimostrare «l'attualità» delle ragioni che escludono il diritto di opzione (cioè l'opportunità di tale esclusione in quel determinato momento della vita sociale), il prezzo di emissione ed il rispetto dei criteri fissati nella delibera di delega per la determinazione del prezzo. Non è richiesto il deposito della relazione degli amministratori e dei sindaci presso la sede della società.

Diritto di intervento

in assemblea (spa)

Le massime H.B.36 e H.B.38 sono dirette a chiarire le questioni in tema di diritto di intervento in assemblea nelle spa. Tale diritto può essere subordinato alla previsione statutaria della semplice esibizione dei titoli alla presidenza dell'assemblea, del deposito dei titoli, con divieto di ritiro prima dello svolgimento dell'assemblea o del deposito dei titoli, con facoltà di ritiro prima dello svolgimento dell'assemblea.

Nella prima ipotesi il diritto di intervento e di voto spetterà al titolare delle azioni al momento dello svolgimento dell'assemblea; nella seconda al titolare delle azioni alla data del deposito, anche nel caso in cui al momento dell'assemblea abbia perso tale titolarità; nella terza ipotesi al titolare delle azioni alla data del deposito, salvo che si presenti in assemblea un giratario successivo delle azioni ritirate dal depositante (in sostituzione del suo dante causa).

In base alle diverse tecniche di circolazione delle azioni e ai conseguenti momenti di acquisto del diritto di intervento in assemblea, i documenti da produrre o depositare alla società sono:

a) nel caso di mancata emissione dei titoli azionari: la sola iscrizione nel libro dei soci;

b) nel caso di girata di titoli nominativi: le azioni o i certificati azionari girati al soggetto che intende legittimarsi;

c) nel caso di trasferimento di titoli nominativi con mezzi diversi dalla girata (c.d. transfert): le azioni o i certificati azionari annotati del trasferimento a favore del soggetto che intende legittimarsi, o ad esso direttamente intestati in seguito all'annullamento dei precedenti.

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