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Revisione dei conti, tutto da rifare

del 27/11/2009
di: di Andrea Fradeani
Revisione dei conti, tutto da rifare
Bocciato il decreto sulla revisione dei conti: disconosce il ruolo pubblicistico del collegio sindacale. L'Assonime, con una lettera recapitata ieri alle competenti Commissioni parlamentari, è intervenuta sul provvedimento adottato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri lo scorso 28 ottobre 2009. Che trascurerebbe, è questa la critica centrale, il profilo della semplificazione dei controlli contabili posti a carico delle società di capitali italiane.

Il presidente Luigi Abete chiede di cogliere l'occasione per ripensare complessivamente la materia, graduando l'attività di auditing su tre livelli (in funzione delle dimensioni aziendali): per gli enti di interesse pubblico e le società con bilancio in forma ordinaria si chiede una revisione esterna sulla base degli International standards on auditing (Isa); per le imprese che redigono il bilancio in forma abbreviata, ma che superano soglie dimensiona-li minimali, si punta su un revisore esterno o sul collegio sindacale con facoltà di applicare gli standard di revisione internazionali; esenzione da ogni forma di revisione, infine, per le micro società di capitali.

La partita di maggiore interesse è, però, quella sul sistema di controlli per le società a responsabilità limitata: lo schema di decreto riformula l'art. 2477 c.c. ampliando, in primo luogo, le ipotesi di nomina obbligatoria del collegio sindacale (si aggiungono le fattispecie della società tenuta alla redazione del bilancio consolidato e di quella che controlla società obbligate al controllo legale dei conti) e attribuendo, in secondo luogo, a qualsiasi interessato la legittimazione a richiedere al Tribunale, qualora l'assemblea non abbia provveduto, la nomina dell'organo di controllo. Maggiore spazio per il collegio sindacale, peraltro già ridotto rispetto alle prime indiscrezioni sul provvedimento normativo (è saltato l'obbligo sia per le società beneficiarie di finanziamenti pubblici che per quelle con significativo indebitamento), che Assonime chiede di cassare, non modificando la vigente normativa, per esigenze di semplificazione organizzativa e sulla base, questo aspetto farà indubbiamente discutere, del disconoscimento del suo ruolo pubblicistico.

Nelle osservazioni che accompagnano la lettera si sottolinea infatti, per contestare la norma sulla legittimazione diffusa a interessare il Tribunale della mancata istituzione, che «se dell'attività di controllo dei sindaci possono giovarsi in via di fatto anche soggetti estranei alla compagine sociale, i sindaci svolgono però fondamentalmente un ruolo di tutela degli interessi sociali»: fumo negli occhi per i professionisti contabili.

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