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Al mercato con un voucher

del 14/09/2010
di: di Daniele Cirioli
Al mercato con un voucher
I voucher sono utilizzabili anche nei farmer's market. Infatti, le aziende agricole possono ricorrere al lavoro accessorio anche in relazione all'attività di vendita diretta dei prodotti agricoli nei cosiddetti mercati di campagna amica (farmer's market), a patto che tale attività sia connessa a quella principale. Lo precisa il ministero del lavoro nell'interpello n. 32/2010.

Il quesito. I chiarimenti arrivano in risposta all'interpello presentato dalla Coldiretti. L'associazione dei coltivatori ha chiesto, in particolare, di conoscere il parere del ministero del lavoro circa la legittimità di utilizzo del lavoro occasionale accessorio «nell'ambito delle attività connesse svolte dalle imprese agricole con specifico riferimento alla vendita diretta nei farmer's market (cosiddetti mercati di campagna amica)».

I chiarimenti. Il lavoro occasionale di tipo accessorio (questo il nome tecnico) rappresenta un tipo di occupazione non contrattualizzata, che non dà vita cioè a un rapporto di lavoro vero e proprio. Sua finalità è quella di regolamentare quei rapporti di lavoro che soddisfano esigenze occasionali a carattere saltuario, nonché di far emergere attività confinate generalmente nel lavoro nero. Il pagamento della prestazione avviene attraverso i voucher (buoni lavoro) che garantiscono, oltre alla retribuzione, una piccola copertura previdenziale Inps e una assicurativa Inail.

In ambito agricolo, spiega l'interpello, l'utilizzo del lavoro occasionale accessorio è ammesso per le aziende non rientranti nelle previsioni di cui al comma 6 dell'articolo 34 del dpr n. 633/1972 (datori di lavoro con volume di affari annuo non superiore a 7.000 euro), esclusivamente mediante l'utilizzo di specifiche figure di prestatori, ovvero pensionati, casalinghe e studenti (platea ulteriormente estesa ai percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito). Per quanto attiene le attività oggetto di prestazione, aggiunge l'interpello, queste sono circoscritte all'esclusivo ambito delle attività aventi natura stagionale. Tale prerogativa, che rappresenta una specifica peculiarità della generalità delle attività agricole, secondo il ministero del lavoro deve ritenersi propria tanto dell'attività agricola principale svolta dall'imprenditore, quanto delle relative attività connesse (articolo 2135, comma 3, del codice civile) svolte dallo stesso, che evidentemente (in quanto appunto «connesse») necessariamente seguono tempi e modelli produttivi dell'attività principale connotata dalla stagionalità. Anche l'aspetto relativo a tempi e modi attraverso i quali si esplica l'attività di vendita diretta nell'ambito dei farmer's market, che non si connota certamente per continuità temporale come potrebbe essere invece l'attività di vendita esercitata in un normale esercizio commerciale, consente di ricondurre/mantenere nell'alveo dell'occasionalità l'attività. Sulla base di tali argomentazioni, dunque, il ministero del lavoro ritiene corretto ricorrere al lavoro accessorio anche in relazione al sistema dei farmer's market, laddove detta attività sia connessa a quella principale svolta dall'imprenditore agricolo. L'interpretazione, del resto, non osta al dettato normativo che individua genericamente le «attività agricole di carattere stagionale» quale ambito di utilizzo dei voucher, e appare in linea con la volontà del legislatore che è quella di estendere quanto più possibile lo strumento dei voucher nell'ambito di attività che risultano maggiormente a rischio sotto il profilo del ricorso al lavoro nero.

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