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Autorizzazione paesaggistica light

del 11/09/2010
di: di Antonio Ciccia
Autorizzazione paesaggistica light
Diventa operativa l'autorizzazione paesaggistica light. È entrato in vigore il 10 settembre 2010 il dpr 9 luglio 2010, n. 139, e cioè il regolamento sul procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità.

Il provvedimento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 agosto 2010, ha immediata efficacia per le regioni a statuto ordinario; le regioni a statuto speciale devono adeguare la propria normativa.

Certo si tratta di piccoli interventi, ma molto frequenti. Si pensi agli interventi sui prospetti degli edifici esistenti (aperture di porte e finestre o modifica delle aperture esistenti per dimensione e posizione, chiusura di terrazze o di balconi chiusi su tre lati mediante installazione di infissi, realizzazione, modifica o sostituzione di scale esterne), oppure a interventi sulle coperture degli edifici esistenti (rifacimento del manto del tetto e delle lattonerie), agli impianti tecnologici ecc.

Si può attivare il procedimento semplificato e accelerato anche per ampliamento con incrementi di volume, ma non superiori al 10% della volumetria della costruzione originaria e comunque non superiore a 100 mc, e anche le demolizioni e ricostruzioni con stessa volumetria e sagoma preesistenti.

Insomma un notevole numero di interventi (circa il 75% del totale) è interessato dalle semplificazioni di procedura e organizzative.

Vediamo perché si allegerisce la disciplina dello speciale nulla osta necessario per realizzare piccoli interventi edilizi in aree sottoposte a vincoli.

Quanto alle semplificazioni di procedura vanno segnalati da una semplificazione del fascicolo del procedimento, con un coinvolgimento della responsabilità del progettista, che deve attestare la conformità dell'intervento.

La semplificazione significa riduzione dei tempi massimi di conclusione del procedimento: sono previsti sessanta giorni, contro i vecchi 105. Se, poi, il provvedimento è negativo, addirittura ci si ferma a trenta giorni (salvo che via siano istanze di riesame al soprintendente).

In effetti può dirsi che la pratica non arrivi nemmeno al soprintendente, se non supera alcuni passaggi iniziali in cui si verificano rispettivamente la conformità edilizia e poi quella paesaggistica: se l'amministrazione competente (comune o, in qualche caso, provincia o regione) esprime valutazione negativa la domanda viene direttamente rigettata, senza investire del procedimento la soprintendenza competente per territorio).

La palla passa al soprintendente in caso di valutazione positiva della conformità, o della compatibilità paesaggistica. Se la valutazione del soprintendente conferma la valutazione del comune o comunque dell'ente preposto, allora formula un parere vincolante favorevole e l'ente stesso provvede a rilasciare l'autorizzazione. L'amministrazione competente al rilascio dell'autorizzazione deve adottare il provvedimento conforme al parere vincolante favorevole entro cinque giorni successivi alla ricezione del parere e contestualmente, se ne ha la competenza, rilascia anche il permesso di costruire e comunque il titolo legittimante l'edificazione. Inoltre non c'è bisogno di motivare l'autorizzazione se non con un rinvio al parere della soprintendenza, che va allegato.

Se la valutazione del soprintendente è negativa (e quindi in contrasto con quella positiva dell'amministrazione locale) il soprintendente rigetta direttamente l'istanza, senza investire nuovamente l'ente della pratica.

Tra l'altro non è detto che il soprintendente debba pronunciarsi per forza: una volta ricevuta la pratica, se il soprintendente rimane inerte e non formula il suo parere, l'amministrazione competente deve andare avanti lo stesso e rilasciare l'autorizzazione, senza indire la conferenza di servizi (come sarebbe previsto, invece, dall'articolo 146, comma 9, del codice sull'ambiente.

Altro elemento acceleratorio consiste nel fatto che l'autorizzazione paesaggistica è immediatamente efficace, senza alcun periodo di moratoria.

Sempre da un punto di vista del procedimento un'altra spinta alla semplificazione e allo snellimento dovrebbe arrivare dalla tecnologia della comunicazione: se possibile l'istanza si presenta per via telematica.

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