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Banca dati per il microcredito

del 11/09/2010
di: di Cristina Bartelli
Banca dati per il microcredito
Una banca dati per il microcredito. Sarà creato un database ad hoc destinato a raccogliere tutte le informazioni disponibili sul microcredito in Italia. Una banca dati disponibile agli utenti, pronta entro un anno e che consentirà la diffusione, in tempo reale, delle informazioni sugli strumenti di microcredito. La banca dati poi fornirà le informazioni sull'efficienza e l'efficacia degli stessi in termini di rapporto costi-benefici e anche sul grado di soddisfazione delle esigenze dei beneficiari finali. A curare il progetto e seguire il monitoraggio è il comitato nazionale italiano permanente per il microcredito. E non solo. Il comitato guidato da Mario Baccini diventa l'ente di riferimento del governo per la definizione del modello economico giuridico del microcredito e della microfinanza da promuovere sul territorio. A fissare le linee guida dell'attività di quella che è una vera e propria authority una direttiva della presidenza del consiglio dei ministri, in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. «La direttiva della presidenza del consiglio» ha spiegato a ItaliaOggi Mario Baccini, «rispetta l'indirizzo del parlamento italiano che si espresso in più occasioni sulla lotta alla povertà e per l'inclusione sociale. La direttiva è l'ulteriore atto per consentire la realizzazione della via italiana al microcredito e alla microfinanza mettendo in rete tutte le sinergie che sono attive nel nostro paese ma che finora erano presenti senza fare sistema», dichiara Baccini. «Il compito del comitato è sensibilizzare tutte le realtà e la direttiva dà un potere alla nostra istituzione che è il primo esempio, in Europa, di una struttura pubblica creata appositamente» ricorda Baccini «nel realizzare per le fasce più deboli del nostro paese delle opportunità».

Microcredito a due vie. Innalzare il livello di inclusione sociale e finanziaria delle persone in difficoltà e concedere incentivi mirati alle attività microimprenditoriali. Per questi scopi la direttiva fissa una tassonomia delle tipologie di microcredito diffuse in Italia e le suddivide in due campi: microcredito sociale e microcredito d'impresa.

Il microcredito sociale mira, come detto, a aumentare il livello di inclusione sociale e finanziaria delle persone in difficoltà. Con questo obiettivo le iniziative sono finalizzate a fornire un sostegno concreto per i bisogni primari e per l'avvio delle attività imprenditoriali. Il microcredito d'impresa invece ricomprende tutte le iniziative che prevedono la concessione di incentivi mirati a creare attività imprenditoriali. Lo start up e il consolidamento, in particolare, di microimprese il cui organico è inferiore a 10 persone e che presentano un fatturato/bilancio che non supera i 2 milioni di euro.

Le due forme di microcredito sono attualmente sostenute da diversi fondi di garanzia appositamente costituiti da parte di istituzioni pubbliche e investitori privati. Tra questi i Consorzi Fidi, il Fondo centrale di garanzia per il microcredito destinato alle piccole e medie imprese (fino a 75 mila euro); il Fondo di garanzia denominato «Prestito della speranza» istituito dalla Conferenza episcopale italiana d'intesa con l'Associazione bancaria italiana (Abi) e, infine, il Fondo di garanzia recentemente creato dalla Provincia di Palermo a sostegno di categorie svantaggiate (precari, giovani imprenditori, immigrati e chi ha denunciato tentativi di estorsione). Ora la direttiva precisa che il comitato avrà un ruolo chiave per la promozione delle iniziative di microcredito e delle misure etiche finalizzate all'inclusione sociale e consentirà ai diversi attori, banche, istituzioni finanziarie, pubbliche amministrazioni di fare sistema.

Banca dati e attività di monitoraggio. Monitoraggio e analisi costante per garantire la trasparenza delle attività e gli esiti delle iniziative. Per centrare questo obiettivo sarà realizzata una banca dati in cui confluiranno le informazioni messe a disposizioni sia dalle pubbliche amministrazioni sia dai soggetti privati. Con la banca dati gli attori di microcredito e microfinanza avranno a disposizione la diffusione in tempo reale delle informazioni proprio sugli strumenti esistenti, sull'efficacia e sull'efficienza degli stessi, con una sorta di indice del rapporto costi benefici e della soddisfazione delle esigenze dei beneficiari finali.

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