Microcredito a due vie. Innalzare il livello di inclusione sociale e finanziaria delle persone in difficoltà e concedere incentivi mirati alle attività microimprenditoriali. Per questi scopi la direttiva fissa una tassonomia delle tipologie di microcredito diffuse in Italia e le suddivide in due campi: microcredito sociale e microcredito d'impresa.
Il microcredito sociale mira, come detto, a aumentare il livello di inclusione sociale e finanziaria delle persone in difficoltà. Con questo obiettivo le iniziative sono finalizzate a fornire un sostegno concreto per i bisogni primari e per l'avvio delle attività imprenditoriali. Il microcredito d'impresa invece ricomprende tutte le iniziative che prevedono la concessione di incentivi mirati a creare attività imprenditoriali. Lo start up e il consolidamento, in particolare, di microimprese il cui organico è inferiore a 10 persone e che presentano un fatturato/bilancio che non supera i 2 milioni di euro.
Le due forme di microcredito sono attualmente sostenute da diversi fondi di garanzia appositamente costituiti da parte di istituzioni pubbliche e investitori privati. Tra questi i Consorzi Fidi, il Fondo centrale di garanzia per il microcredito destinato alle piccole e medie imprese (fino a 75 mila euro); il Fondo di garanzia denominato «Prestito della speranza» istituito dalla Conferenza episcopale italiana d'intesa con l'Associazione bancaria italiana (Abi) e, infine, il Fondo di garanzia recentemente creato dalla Provincia di Palermo a sostegno di categorie svantaggiate (precari, giovani imprenditori, immigrati e chi ha denunciato tentativi di estorsione). Ora la direttiva precisa che il comitato avrà un ruolo chiave per la promozione delle iniziative di microcredito e delle misure etiche finalizzate all'inclusione sociale e consentirà ai diversi attori, banche, istituzioni finanziarie, pubbliche amministrazioni di fare sistema.
Banca dati e attività di monitoraggio. Monitoraggio e analisi costante per garantire la trasparenza delle attività e gli esiti delle iniziative. Per centrare questo obiettivo sarà realizzata una banca dati in cui confluiranno le informazioni messe a disposizioni sia dalle pubbliche amministrazioni sia dai soggetti privati. Con la banca dati gli attori di microcredito e microfinanza avranno a disposizione la diffusione in tempo reale delle informazioni proprio sugli strumenti esistenti, sull'efficacia e sull'efficienza degli stessi, con una sorta di indice del rapporto costi benefici e della soddisfazione delle esigenze dei beneficiari finali.
