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Costruzioni, normativa al restyling

del 10/09/2010
di: da Torino Gabriele Ventura
Costruzioni, normativa al restyling
Il restyling delle norme sulle costruzioni passerà dai professionisti tecnici. Lo ha assicurato il presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Francesco Karrer, intervenuto ieri la 55° congresso nazionale degli ingegneri, che si conclude oggi a Torino. «C'è un grande bisogno di rinormare i settori», ha detto, «propongo una rivisitazione delle norme ispirata ai principi del coinvolgimento e della sostenibilità, esattamente come accade in Francia, dove già dieci anni fa è stato approvato un plan de construction ispirato alla convergenza dei professionisti e dei soggetti e appena recentemente il ministro dell'ambiente ha proposto il Grenelle 4, un piano destinato al settore delle costruzioni ma estremamente attento all'ambiente». Un invito, quello di Karrer, raccolto con soddisfazione dai 1.000 ingegneri riuniti a Torino e dal presidente del Cni, Giovanni Rolando. «E' per noi una presenza molto importante quella del Consiglio superiore dei lavori pubblici», ha detto, «in quanto è da questo organismo che si emanano le direttive utili a tutti noi che operiamo nel mondo delle costruzioni. Sappiamo bene quanto sia importante il confronto comune: il nostro ordine lo ha fatto spesso con quello degli architetti, di cui Karrer fa parte, e viceversa». Nel corso della sessione di lavoro dal titolo «Costruire il futuro del sistema Italia: scenari di riferimento», Karrer ha infatti puntato il dito contro i personalismi di categoria. Perché i professionisti convergano verso obiettivi comuni. «Troppe separazioni», ha spiegato, «hanno impedito al nostro paese di cogliere opportunità importanti. Nella vicenda del nuovo ordinamento dei lavori pubblici è stato proprio questo panorama troppo articolato e troppo diviso che non ha permesso di procedere nel modo più adeguato. Invece dobbiamo trovare un punto di convergenza e di incontro, un punto di orientamento e di dialogo». Il presidente del Consiglio dei lavori pubblici ha assicurato poi agli ingegneri confronto e coinvolgimento, «come previsto nella proposta sul progetto del piano costruzioni, che vede inseriti tre gruppi di lavoro in rappresentanza dell'intera filiera: istituzioni, produttori (aziende e professionisti), fornitori di servizi, tra i quali anche i certificatori, oggi figura divenuta fondamentale nel settore». Durante il dibattito, poi, è stata sottolineata la necessità, per gli ingegneri, di puntare su preparazione e qualità. Per affrontare con i giusti criteri le sfide che pongono l'Italia del futuro e l'Europa. «Ci servono ingegneri di altissimo livello, non è importante il numero anzi direi proprio che non ne servono troppi», ha detto Rolando, «Noi non abbiamo un problema di pochi laureati, semmai quello di gestire un numero sempre in crescita a fronte delle contrazioni di un mercato che ha e avrà grandi difficoltà ad assorbirli. Dobbiamo preparare figure di profilo elevato che sappiano affrontare con i giusti criteri le sfide che l'Italia del futuro e la stessa Europa ci pongono concretamente. Abbiamo raddoppiato la quantità di laureati negli ultimi 14 anni ma quello su cui dobbiamo puntare è proprio la loro uscita dalle università con profili eccellenti». «Certo la crisi economica non aiuta», ha concluso il presidente del Cni, «gli ingegneri ne stanno ancora pienamente vivendo le conseguenze più negative». E ha posto un problema di qualità anche Mauro Moretti, amministratore delegato della Rete ferroviaria italiana, intervenuto alla sessione di lavoro. «All'Italia», ha detto, «servono ingegneri che abbiano capacità forti, in grado di dare risposte certe, di profilo elevato e competitive con l'Europa ed in tempi definiti. Oggi paghiamo la carenza di scuole tecniche di base. Un tempo con le lauree conseguite in cinque anni si poteva prevedere proprio quel tipo di capacità appena elencate». La sfida del futuro si gioca così, per Moretti, sulla capacità di far «coincidere qualità e innovazione anche e soprattutto nei trasporti e nelle reti infrastrutturali».

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