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Professori, tirocinio obbligatorio

del 10/09/2010
di: di Alessandro Ricciardi
Professori, tirocinio obbligatorio
Niente prof senza tirocinio. Chi aspira in futuro a insegnare nella scuola italiana dovrà seguire nuovi corsi universitari, a decorrere dal 2011/2012, in cui la prova sul campo avrà un peso preponderante. E non solo. Anche chi è già laureato, ma non abilitato, dovrà passare attraverso i raggi x del tirocinio, rigorosamente a numero chiuso: un esercito che si stima essere costituito da circa 300 mila precari.

Le novità sulla formazione degli insegnanti saranno presentate oggi dal ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, in una conferenza stampa a viale Trastevere. Il relativo regolamento (di cui ItaliaOggi è in grado di anticipare la bozza), superato l'esame delle commissioni parlamentari e acquisiti i pareri del Consiglio di stato e del Cnpi, a breve sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Sono interessati i giovani che vogliono avviarsi ex novo alla carriera scolastica. E coloro che insegnando già con piccole supplenze nelle scuole, senza il titolo abilitativo, puntano ad abilitarsi per partecipare ai concorsi.

La nuova formazione scatterà a regime dal prossimo anno universitario. Un avvio molto atteso, che dovrebbe essere seguito a breve da un nuovo sistema di reclutamento, il secondo pilastro della grande riforma della professione docente a cui la Gelmini vorrebbe apporre la firma.

Per insegnare nella scuola dell'infanzia e nella primaria è previsto un corso di laurea magistrale di cinque anni, a ciclo unico, comprensivo del tirocinio a partire dal secondo anno di corso. L'attuale percorso è di 4 anni. Per insegnare alle medie e alle superiori, dopo una laurea triennale, ci sarà un corso di laurea magistrale di due anni e un successivo anno di tirocinio attivo: complessivamente 6 anni contro i 7 del vecchio ordinamento. Tutti, indistintamente dalla classe di concorso, dovranno saper parlare inglese (livello minimo B2), avere competenze informatiche e didattiche per il sostegno ai ragazzi con handicap. Le università, anche in rete, dovranno istituire i corsi previsti per un numero di posti che verrà deciso dal ministro dell'istruzione, sulla base della programmazione regionale del fabbisogno, maggiorato al massimo del 30%. Vincoli che dovrebbero servire, nelle intenzioni più volte annunciate dalla Gelmini, a evitare il formarsi di nuovo precariato. Tutti i corsi avranno dunque a monte una prova di accesso.

Le attività di tirocinio, tra indirette e dirette, hanno durata diversa a seconda del tipo di scuola e fanno maturate crediti che concorrono a definire il voto finale dell'abilitazione. La pratica si farà sotto la supervisione di tutor qualificati e scelti dalle università (l'incarico dura al massimo 4 anni e non è rinnovabile). Il tirocinio dovrebbe servire a selezionare chi non solo è competente in una disciplina ma la sa anche insegnare. Tanto che l'accesso all'esame finale di abilitazione è subordinato alla verifica della presenza ad almeno il 70% delle attività pratiche.

L'esame di tirocinio è superato se il candidato consegue una votazione minima di 50/70. La commissione aggiungerà a questo voto il punteggio della media ponderata degli esami della laurea, fino a un massimo di 30 punti.

Il regolamento disciplina anche la fase transitoria. Tutti coloro che stanno facendo già un percorso universitario che dà titolo all'abilitazione (scienza della formazione primaria, per esempio) potranno ultimarlo.

Chi si è già laureato e non ha l'abilitazione invece, vista anche la chiusura delle scuole superiori di specializzazione all'insegnamento, potrà conseguire il titolo accedendo, dopo aver superato un test d'ingresso, al solo tirocinio. L'eventuale servizio già prestato contribuirà a far maturare una quota dei crediti necessari a ultimare la prova. Coloro che invece hanno superato l'esame di ammissione alle scuole di specializzazione, che si sono iscritti e hanno poi sospeso la frequenza, potranno fare il tirocinio abilitativo senza dover sostenere l'esame di ammissione. Il tirocinio per chi è già laureato potrebbe partire già nei prossimi mesi. E si prevede un vero assalto, visto che, in attesa di futuri concorsi, l'abilitazione consentirà comunque agli aspiranti prof di salire di fascia nelle graduatorie d'istituto, quelle utilizzate direttamente dalle scuole per le supplenze brevi.

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