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L'ingegnere non perde lo smalto

del 09/09/2010
di: da Torino Gabriele Ventura
L'ingegnere non perde lo smalto
Fiducia e prestigio sociale elevati, figura adeguatamente retribuita e in grado sostanzialmente di apportare il proprio contributo nei settori più innovativi dell'economia italiana. Questa la fotografia della professione di ingegnere fotografata da Nando Pagnoncelli, direttore Abacus, nella relazione presentata ieri in occasione della giornata inaugurale del 55° congresso del consiglio nazionale degli ingegneri, in svolgimento a Torino fino a domani al teatro Carignano e finalizzata a restituire la percezione della società civile verso la categoria nel suo complesso. L'indagine realizzata da Ipsos è stata realizzata attraverso 1.000 interviste su un campione della popolazione di età compresa tra i 18 e i 70 anni. Ed è emerso che il professionista tecnico «gode indubbiamente di buona reputazione», pari a quella dei medici: in un coefficiente che va da 1 a 10 la sua figura riscuote infatti 7,6 punti (nel 2001 7,5) quasi parallelamente a quella dei medici (da 7,1 del 2001 al 7,5 del 2010). A seguire gli insegnanti (6,9) e poi gli architetti (6,8). Chi ha già stabilito un rapporto di collaborazione con gli ingegneri dimostra di avere un maggiore livello di fiducia nella categoria, si legge inoltre nella ricerca. Alto pure il prestigio: anche se un po' meno rispetto al passato (coefficiente 7,8 rispetto all'8 del 2001). Si tratta di una reputazione seconda solo ai medici e ai notai, frutto di «un percorso di studi seri che richiede costanza». Particolare rilevanza è attribuita «alla dimensione internazionale della categoria» che non è immune da una sorta di «soggezione provata dal cittadino nei sui confronti che ritiene l'ingegnere in grado di trovare soluzioni a problemi la cui complessità è fuori dalla portata delle persone comuni», si legge sempre nel testo. Non solo, resta alta la percezione che gli ingegneri lavorino in settori più innovativi dell'economia (57% rispetto al 40% di quelli tradizionali), mentre la stragrande maggioranza ritiene adeguato il compenso ricevuto dalla categoria, a fronte dello squilibrio rilevato per i notai (troppo pagati) o degli insegnanti invece sottopagati. Il 58% del campione pensa che gli ingegneri guadagnino quanto meritano. Questo per quanto attiene alla figura dell'ingegnere laureato. Per i laureandi, il sondaggio mette in evidenza che quella di ingegneria è una facoltà piuttosto difficile (coefficiente 8,6, in crescita rispetto all'8,5 del 2001), seconda a quella di medicina ma meno facile di giurisprudenza (7,3), architettura (7,2) ed economia e commercio (6,8). Ingegneria resta comunque la facoltà che secondo la percezione del campione intervistato offre maggiori garanzie di carriera (7,7 di pari passo a medicina) più di giurisprudenza (6,4), architettura (6,1) ed economa e commercio (6,7). Per quanto attiene agli sbocchi professionali nel loro complesso «sembra aumentato il numero, recita la ricerca, degli ingegneri che lavorano come dipendenti di aziende pubbliche, in questo quadro la libera professione rappresenta spesso un numero di arrivo cui aspirare solo dopo aver maturato esperienza e reputazione». Scrupolosi responsabili ma non particolarmente idealisti, sono altre caratteristiche definite dalla relazione dove agli ingegneri viene anche riconosciuto di porsi a garanzia per la sicurezza dei beni immobili e impianti ed un ruolo nel miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Infine: consigliereste la facoltà di ingegneria? Sì al 79%. Quale indirizzo? Informatica (16%), edile (13%), meccanica (12%), elettronica 11%, civile ancora 11%.
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