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Avvocati, tariffe verso il restyling

del 09/09/2010
di: di Simona D'Alessio
Avvocati, tariffe verso il restyling
Avvocati pronti al restyling delle tariffe. Che saranno calcolate per fasi procedimentali, quindi per stato di avanzamento della causa, anziché in relazione al numero delle udienze o alla durata del processo. La proposta portata avanti dal Consiglio nazionale forense è stata illustrata ieri e valutata con grande interesse da Angelino Alfano nel corso dell'incontro che il Guardasigilli ha avuto con il presidente del Cnf, Guido Alpa. Un vertice «franco e proficuo», cui hanno preso parte anche il capo dell'ufficio legislativo, Augusta Iannini, e il capo dipartimento dell'amministrazione giudiziaria, del personale e dei servizi, Luigi Birritteri, nel corso del quale «sono stati affrontati tutti i dossier che stanno a cuore all'avvocatura». Per ciò che concerne la revisione delle parcelle «all'insegna della semplificazione e della trasparenza», ha detto il presidente, il ministro «pur avendo preso atto delle obiezioni dalle rappresentanze imprenditoriali, ci ha assicurato che terrà conto della necessità di contemperarle con le esigenze di qualità della prestazione e di adeguato compenso degli avvocati». Il Guardasigilli, ha riferito Alpa, ha detto anche di condividere l'impianto del disegno di legge per riformare la professione (gli ultimi interventi risalgono alla prima metà degli anni 30, ndr), che prevede, fra l'altro, l'obbligo di aggiornamento per tutti i legali, la necessità di dimostrare l'esercizio continuativo della professione per mantenere il nome nell'albo e il principio che il patrocinio in Cassazione non si ottenga più automaticamente per anzianità, come avviene ora, ma dopo un esame. Da parte di Alfano è arrivato, inoltre, un impegno a condurre in porto la riforma dell'avvocatura, che attende d'essere calendarizzata in Aula al Senato, sollecitandone l'accelerazione al presidente dell'Assemblea, Renato Schifani. Altro capitolo vagliato è stato quello della legge sulla mediazione, su cui il Cnf chiede da tempo uno slittamento dell'entrata in vigore (attualmente è fissata al marzo del 2011) funzionale ad una revisione del testo e della obbligatorietà, ma anche alla preparazione di avvocati-conciliatori e alla istituzione di organismi di conciliazione da parte degli ordini forensi; la risposta di Alfano non è stata negativa, poiché si è dichiarato pronto a valutare la questione, garantendo ai vertici dell'organismo che vigilerà affinché gli enti formatori svolgano il loro ruolo in maniera rigorosa e affidabile. Enti, è bene ricordarlo, fra i quali Alpa ha anticipato al responsabile di via Arenula di voler inserire proprio il Cnf e la Scuola superiore dell'avvocatura. Un tema che non poteva essere accantonato, infine, era quello della riforma della giustizia: le proposte dell'avvocatura, ha promesso l'esponente governativo, verranno tenute in seria considerazione, a partire dall'istituzione di un ufficio del giudice, così come, ha riferito ancora Alpa, è ferma intenzione del ministro risolvere quanto prima il problema dell'arretrato. Il Cnf, dal canto suo, ha fatto sapere ad Alfano che proporrà, insieme agli uffici del ministero, iniziative efficaci ma alternative alla contestata figura dell'ausiliario del giudice (originariamente inserita nella manovra estiva, poi soppressa), sulla quale il ministro ha preso atto delle critiche avanzate dai legali.

Nella stessa giornata, intanto, Luca Palamara, presidente dell'Associazione nazionale dei magistrati, ha espresso una sostanziale convergenza con il decalogo per cambiare la macchina giudiziaria dell'Oua, l'Organismo unitario dell'avvocatura, decalogo presentato ieri anche al ministro Alfano. «Insieme all'Oua», ha premesso Palamara a ItaliaOggi, «abbiamo sottoscritto un patto per la giustizia (nel novembre 2009, ndr), da cui emerge la volontà di magistrati ed avvocati di sottolineare le criticità del settore». «Non possiamo che condividere l'intenzione di destinare maggiori risorse alla gestione degli apparati amministrativi delle sedi giudiziarie», come recita il primo punto. Sul recupero dei magistrati distaccati presso enti e ministeri, Palamara ha sostenuto che «bisogna valutare caso per caso». Prudenza, ma interesse a «riflettere con l'Oua» su altri “comandamenti”, da quello sull'incremento della produttività del lavoro dei giudici e sull'istituzione dell'assistente del giudice («va inserito in una più ampia organizzazione dell'attività») a quello sull'individuazione della figura di giudice laico («si trovi», ha detto, «una soluzione che tenga conto della magistratura onoraria, che riveste un ruolo importante»). Quanto al 10° punto sulla modifica delle regole processuali, il presidente dell'Anm ha rimandato il discorso a «una più organica riforma del processo civile».

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