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Cedolare secca, registro doppio

del 07/09/2010
di: di Norberto Villa
Cedolare secca, registro doppio
Doppia imposta di registro per i contratti di locazione a cavallo d'anno. La nuova cedolare secca del 20% sostituisce l'imposta di registro dovuta fino ad oggi sulle locazioni, ma esiste il rischio di una sovrapposizione tra le due per i contratti in essere alla data di entrata in vigore del nuovo regime.

Questo un effetto che si desume dallo schema di decreto legislativo sul federalismo fiscale nella versione fino ad oggi conosciuta.

Il comma 2 dell'art. 2 dello schema di decreto dopo aver sancito l'introduzione dal 2001 (in via facoltativa in seguito a scelta del locatore) della cedolare secca relativamente alle locazioni aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo e le relative pertinenze locate congiuntamente all'abitazione, dispone che la stessa è “sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali, nonché dell'imposta di registro e dell'imposta di bollo sul contratto di locazione”.

Il testo quindi esclude (per tale ipotesi) la debenza dell'imposta di cui al dpr 131/86 pur rimanendo fermo e obbligatorio l'adempimento della registrazione del contratto considerato che il successivo comma 3 sottolinea che permane tale obbligo ed anche:

· che la registrazione del contratto di locazione assorbe gli ulteriori obblighi di comunicazione, tra cui quello all'autorità di pubblica sicurezza;

· che nei casi di mancata registrazione si applica la sanzione prevista dall'art. 69 del testo unico registro.

Ricordiamo invece che fino ad oggi nei contratti che saranno interessati dalla possibilità di applicare la cedolare è dovuta un'imposta di registro parametrata sul canone di locazione pattuito tra le parti e nella misura del 2%. La stessa può essere versata annualmente o anche in un'unica soluzione in sede di registrazione del contratto (in tal caso ottenendo degli sconti sulla misura ordinaria).

Alla sostituzione della cedolare nei riguardi del registro sulle locazioni deve poi collegarsi quanto previsto al successivo comma 4 in cui dopo essersi genericamente stabilito che il termine di versamento della cedolare coincide con quello previsto per le imposte sul reddito delle persone fisiche esplicitamente prevede che «non si fa luogo al rimborso delle imposte già pagate».

L'ultima affermazione in assenza di interpretazioni difformi o meglio di modifiche che potranno intervenire nel corso mellite di approvazione del testo di legge parrebbe portare al rischio di una doppia tassazione del medesimo atto.

Si ipotizzi un contratto di locazione registrato il 1 settembre 2010 per il quale (in sede di registrazione) si è versata l'imposta di registro del 2% sul canone del periodo 1 settembre 2010-31 agosto 2011.

Dal 2011 il locatore è intenzionato a cogliere l'opzione della cedolare secca. Il dubbio è che fine farà l'imposta di registro che ha già assolto e che copre anche un periodo dal 1 gennaio al 31 agosto 2011 in cui optando per la cedolare tale imposta non dovrebbe più essere dovuta in quanto sostituita.

La previsione dell'impossibilità di un rimborso delle imposte già pagate nonché la mancata previsione di una calcolo particolare ad esempio della base imponibile e dell'aliquota della cedolare non permette fino ad ora di trovare una soluzione.

Per di più guardando al provvedimento del 1° marzo 2010 in tema di applicazione della cedolare per gli immobili della provincia dell'Aquila (che considerata l'identità della materia può essere fino ad oggi considerato un valido supporto interpretativo per iniziare ad ipotizzare il regime definitivo della cedolare) nulla viene detto sul tema.

È certo che la problematica deriva dalla diversa natura delle due imposte (cedolare e registro) e per di più dal fatto che la cedolare fa venir meno un obbligo che è già stato assolto dal contribuente e quindi prevedendo l'impossibilità del rimborso vengono meno le speranze di evitare la doppia tassazione sopra indicata. Più facile è per il legislatore regolamentare le ipotesi contrarie ovvero quei casi in cui è introdotta la necessità di registrare un atto fino a quel momento non prevista. In tal caso come avvenuto nel 2006 a fronte della riforma della fiscalità immobiliare contenuta nel decreto legge 223 è agevole introdurre l'imposizione dei rapporti già in essere parametrando la base imponibile alla durata residua dell'accordo. Ma questa volta la situazione è opposta e il doppio pagamento diventa una possibilità (purtroppo) più che concreta.

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