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Dall'avvocatura la proposta di riforma della giustizia

del 04/09/2010
di: La Redazione
Dall'avvocatura la proposta di riforma della giustizia
Avvocatura in campo per la riforma della giustizia. Con interventi immediati, a costo zero, e azioni di sistema ponderate: su tutte l'istituzione dell'ufficio del giudice e la creazione di una segreteria tecnica di assistenza affidata a stagisti qualificati. Queste alcune delle proposte di intervento del gruppo di lavoro su riforma giustizia, creato dal consiglio nazionale forense per rimettere in moto il sistema. In attesa di riunirsi a Roma il prossimo 18 settembre con l'intera categoria. L'Oua, invece, ha messo a punto dieci proposte per far ripartire la macchina giudiziaria. Ma vediamo nel dettaglio le strategie dell'avvocatura per uscire dalla crisi.

Il gruppo di lavoro

Le soluzioni più immediate al vaglio del gruppo di lavoro, guidato da Guido Alpa, potrebbero essere quella di istituire «l'ufficio del giudice», riorganizzando le cancellerie a supporto dell'attività giurisdizionale, e quella di creare una sorta di «segreteria tecnica» di assistenza del giudice per la ricerca dei precedenti, affidata a stagisti qualificati. «Soluzioni che in alcune sedi sono già sperimentate con successo pur a risorse invariate», si legge nella nota diramata ieri dal Cnf. «La segreteria tecnica funziona per esempio a Milano, Verona e Firenze, dove l'impegno nell'ufficio giudiziario da parte di praticanti avvocati o laureandi in giurisprudenza viene compensato con il riconoscimento di sei-nove mesi di pratica forense (Milano e Firenze) e con il riconoscimento di crediti formativi universitari (in tutte e tre le sedi)». Soluzioni a cui si aggiungono l'inserimento di un manager nella pianta organica nelle sedi più complesse per la riorganizzazione degli uffici, proposte di soluzione arbitrali presso camere arbitrali appositamente istituite presso gli ordini forensi e rimedi in ordine alla cause seriali. Il gruppo di lavoro è stato istituito in vista del XXX congresso forense che si terrà a Genova a fine novembre. Del gruppo fanno parte anche il presidente Oua Maurizio de Tilla, Claudio Consolo, Giorgio Costantino, Giuseppe Miccolis, Giuseppe Ruffini, Bruno Sassani e Sergio Paparo. L'obiettivo è predisporre un documento articolato che contenga la proposte dell'avvocatura per la giustizia civile, definendo gli interventi «immediati» e quelli «di sistema». «Alla ripresa dei lavori parlamentari», recita infine la nota, «l'avvocatura aspetta ancora risposte sulla riforma della professione, ferma in aula al senato ormai da mesi. Proprio prima della pause estiva, il Cnf aveva pubblicato una lettera aperta indirizzata ai presidenti delle camere e al presidente del consiglio per chiedere di invertire la rotta sulla giustizia».

Il decalogo Oua

L'Organismo unitario dell'avvocatura ha indicato invece un decalogo per la riforma della giustizia. A partire, tra l'altro, dalla necessità di investire più consistenti risorse economiche e materiali da gestire senza sprechi negli apparati amministrativi delle sedi giudiziarie; assunzione di uno o più manager in ciascuno dei medi e grandi uffici giudiziari per gestire con efficienza «l'azienda giustizia»; applicazione generalizzata del «metodo Barbuto», «che ha dato positivi risultati negli uffici giudiziari dove è stato applicato»; l'incremento della produttività del lavoro dei giudici, accompagnato da un numero maggiore di magistrati togati e dall'istituzione della figura dell'assistente del giudice; e il recupero dei magistrati sottratti al proprio ruolo eliminando così i distaccamenti presso ministeri o enti.

Gabriele Ventura

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