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Un'impresa al giorno chiede aiuto

del 03/09/2010
di: di Roberto Lenzi
Un'impresa al giorno chiede aiuto
Grande successo del Fondo per il salvataggio e ristrutturazione delle imprese in difficoltà, istituito dal ministero dello Sviluppo economico. Sono 20 mila le pagine viste da parte delle imprese interessate e 3 mila i documenti scaricati nell'apposita sezione sul sito web www.invitalia.it. Invitalia, ente gestore dello strumento finanziario ha reso noto che a partire dal 5 luglio, primo giorno utile per presentare le richieste, e fino al 23 luglio sono state presentate 16 domande, con una media di quasi una domanda al giorno. Le richieste di finanziamento provengono da tutta Italia, dalla Lombardia alla Basilicata, dall'Emilia Romagna alla Puglia. Al centro delle richieste di finanziamento sono per lo più le imprese dei settori metalmeccanico e dei materiali da costruzioni. Oltre l'80% delle richieste pervenute riguardano un piano di ristrutturazione aziendale, a conferma del fatto che nonostante la recessione economica, le imprese riescono comunque a elaborare progetti di ristrutturazione e rilancio produttivo finalizzati anche alla conservazione dei posti di lavoro. È stato stabilito che possano accedere al Fondo, le società di capitale ubicate sul territorio italiano che, alla data di presentazione della domanda, si trovino in difficoltà e che siano di media o grande dimensione, ovvero abbiano almeno 50 dipendenti e realizzino un fatturato o un totale di bilancio annuo superiore ai 10 milioni di euro. Non sono ammesse agli aiuti le imprese che operano nei settori del carbone, dell'acciaio, della pesca, dell'acquacoltura e nel settore agricolo e le imprese che hanno avviato l'attività da meno di tre anni dalla data di presentazione della domanda di aiuto. Il Fondo per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà vanta una dotazione finanziaria di circa 70 milioni di euro e interviene esclusivamente sotto forma di garanzia statale su finanziamenti bancari contratti dall'impresa. La garanzia assiste il credito maturato a favore della banca che ha concesso il finanziamento in termini di capitale, interessi e ogni altro costo e onere connesso con l'operazione garantita. È stato previsto che il tasso di interesse gravante sui prestiti per i quali è concessa la garanzia statale dovrà essere almeno equivalente ai tassi praticati sui prestiti concessi a imprese sane e non superiore a quello previsto per i mutui con oneri a carico dello Stato. Lo strumento interviene a favore delle imprese in crisi attraverso due specifiche forme di sostegno: un aiuto per il salvataggio e un aiuto per la ristrutturazione. L'aiuto per il salvataggio delle imprese consiste in un sostegno finanziario reversibile della durata massima di sei mesi, finalizzato a mantenere in attività l'impresa per il tempo necessario ad elaborare un piano di ristrutturazione o di liquidazione. L'aiuto deve essere limitato all'importo necessario per mantenere l'impresa in attività nel periodo per il quale l'aiuto è stato autorizzato. L'importo dell'aiuto concesso deve pertanto basarsi sul fabbisogno di liquidità dell'impresa imputabile alle perdite, e non può superare i 5 milioni di euro per intervento. La garanzia ha validità massima di sei mesi. Entro quattro mesi dall'erogazione del prestito oggetto della garanzia statale i soggetti beneficiari dell'aiuto sono tenuti a presentare il piano di ristrutturazione o di liquidazione dell'impresa, pena la restituzione del prestito garantito alla scadenza. Gli aiuti per la ristrutturazione invece sono concessi a fronte della presentazione di un piano industriale della durata massima di 36 mesi finalizzato a ripristinare entro lo stesso termine la redditività a lungo termine dell'impresa. Il piano di ristrutturazione può riguardare la riorganizzazione e la razionalizzazione delle attività aziendali su una base di maggiore efficacia, che implica, in genere, l'abbandono delle attività non più redditizie, la ristrutturazione delle attività che possono essere riportate a livelli competitivi nonché la diversificazione verso nuove attività redditizie. Il piano deve essere corredato da tutte le informazioni utili, tra le quali in particolare l'analisi del mercato di riferimento dell'impresa in difficoltà e il piano di ristrutturazione dei debiti. Deve inoltre prevedere l'abbandono delle attività che, anche dopo la ristrutturazione, resterebbero strutturalmente deficitarie. La ristrutturazione deve essere accompagnata da una ristrutturazione finanziaria realizzata mediante apporto di capitali e riduzione dell'indebitamento, che preveda il contributo dei beneficiari in misura di almeno il 40% del costo totale della ristrutturazione nel caso di medie imprese e di almeno il 50% nel caso di grandi imprese. Sia gli aiuti per il salvataggio sia gli aiuti per la ristrutturazione devono avere carattere straordinario e possono essere concessi una tantum, ovvero una sola volta nell'arco di dieci anni. Le domande per gli aiuti al salvataggio ed alla ristrutturazione vanno indirizzate a Invitalia (in originale più una copia) e devono essere necessariamente accompagnate tra i vari documenti anche dall'attestazione dell'avvenuta richiesta della certificazione antimafia. I tempi di istruttoria delle richieste di finanziamento sono celeri: 30 giorni per valutare le richieste di salvataggio, 60 giorni per quelle di ristrutturazione.
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