«Il problema legato alla direttiva qualifiche», spiega il presidente Giorgio Berloffa, «ci fa dimenticare che è ancora in giacenza alla camera il percorso per il riconoscimento delle non regolamentate. E, secondo quanto mi risulta, entro questa legislatura non sarà sbloccato. A mio parere, quindi, le associazioni non devono disperdere le forze sulle qualifiche, perché si tratta di un semplice e banale elenco, non di un riconoscimento». «Siamo chiaramente contrariati nei confronti del ministero della giustizia», continua Berloffa, «ma bisogna concentrarsi sulle battaglie più importanti. Per esempio, il 14 settembre Uni inizierà un percorso con Assoprofessioni per normare le professioni non regolamentate. Nel giro di un anno contiamo di avere già le prime norme a livello nazionale, per poi puntare all'Europa». Anche secondo il vicecoordinatore del Colap, Riccardo Alemanno (Int), la direttiva qualifiche non è l'obiettivo primario delle associazioni. «Mi preoccupa semmai», afferma, «che più passa il tempo più le associazioni perdono il loro scopo: aumentare sempre di più le garanzie verso l'utenza e la preparazione professionale degli iscritti. Certo, si sta palesando una forte discriminazione nei confronti dei soggetti che hanno deciso di riunirsi in associazioni e che non possono far sentire la loro voce a livello europeo. Questo è molto grave e, in veste di presidente dell'Int, sto preparando una lettera di chiarimenti rivolta agli uffici ministeriali». Sulla stessa linea l'Ancit. «L'attuale stallo è inspiegabile dal punto di vista normativo», dice il presidente Luigi Pessina, «i decreti dovrebbero già essere stati pubblicati. Può darsi che gli ordini stiano facendo lobby dato che il Tar ha dato loro torto. Non si tratta comunque dell'obiettivo primario delle associazioni, ma di un piccolo passo avanti. Detto questo, se entro fine anno i decreti non verranno pubblicati avvieremo un procedimento per inottemperanza nei confronti del ministero».
