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Doppia tassazione in agguato al trust

del 01/09/2010
di: di Simona D'Alessio
Doppia tassazione in agguato al trust
In Italia è stato disciplinato fiscalmente prima con la Finanziaria approvata nel dicembre 2006 e poi con una circolare dell'Agenzia delle entrate (n. 48 del 6 agosto 2007), ma il suo trattamento tributario continua a creare dei problemi. Soprattutto a livello internazionale, dove ci si deve confrontare con legislazioni differenti. È il trust, un soggetto passivo dell'Imposta sul reddito delle società (Ires) con il quale può essere gestito un patrimonio che deve essere trasferito ad altri, agevolando il passaggio da una generazione all'altra (in altri termini si tratta della successione), che è ieri stato al centro dei lavori del 64° congresso dei fiscalisti che si sta svolgendo a Roma e che chiuderà i battenti il 3 settembre. I beni da destinare e i riceventi, infatti, possono trovarsi in ogni parte del mondo e, spiega Bruno Gangemi, segretario della sezione italiana dell'Ifa (International fiscal association), «si pone sempre più insistentemente la questione della tassazione» degli eredi. Esistono due tipologie di trust: quelli con beneficiari individuati, i cui redditi, qualificati come redditi da capitale, vengono imputati per trasparenza a loro stessi, e quelli senza destinatari individuati, i cui redditi vengono tassati direttamente in capo al trust. Nella circolare si sottolinea come «per individuare la residenza di un trust, si potrà fare utile riferimento alle convenzioni per evitare doppie imposizioni»; i trattati bilaterali, infatti, si applicano «alle persone residenti di uno o di entrambi gli stati contraenti che, in qualità di soggetti passivi d'imposta, subiscono» una duplice tassazione internazionale. Una circostanza che l'Ifa, un'associazione scientifica senza potere decisionale ma in grado di fornire spunti interessanti al legislatore, «ha voluto esaminare, proprio alla luce», va avanti Gangemi, delle disposizioni italiane, poiché già l'Agenzia delle entrate segnalava tre anni fa come fosse ipotizzabile che i trust dessero luogo «a problematiche di tassazione transfrontaliera con eventuali fenomeni di doppia imposizione o, all'opposto, di elusione fiscale». Nella giornata di oggi i riflettori saranno, invece, puntati su un tema di grande attualità: il trattamento fiscale degli artisti e degli sportivi che prestano la loro opera in varie parti del Pianeta (l'art. 17 del modello Ocse). Anche in questo caso è in agguato il pericolo di una doppia tassazione.

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