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Semaforo rosso per le associazioni

del 31/08/2010
di: di Ignazio Marino e Benedetta Pacelli
Semaforo rosso per le associazioni
Il riconoscimento dei senza albo sempre più nel pantano. Ci sono voluti oltre due anni e mezzo di attesa per istruire i decreti per ogni associazione che ha fatto richiesta di accreditamento alle piattaforme europee sulle professioni. Ma ora un nuovo fronte blocca tutto. Ci ha pensato, infatti, la direttiva servizi a complicare ancora di più le cose. Obbligando il ministero della giustizia ad avviare un supplemento dell'istruttoria e quindi ad allungare di fatto ancora di più i tempi. È quanto trapela dal ministero della giustizia. Da Via Arenula, tuttavia, rassicurano che «il riconoscimento va avanti e non c'è alcuna volontà istituzionale di bloccarlo». Anzi i tecnici del gabinetto ministeriale stanno continuando a lavorare il completamento dei decreti per tutte le associazioni non regolamentate che hanno già ricevuto parere positivo del Cnel. Perché allora tanta attesa? «Perché era necessario esaminare alcune questioni giuridiche controverse» e poi perché durante il lento iter di accreditamento è subentrata una successiva normativa che sembra destinata a complicare la storia per soprattutto per i tributaristi. Ma vediamo da vicino la questione.

La disciplina di riferimento

Tutto parte dall'articolo 26 del dlgs 206/07 di recepimento della direttiva qualifiche (2005/36/Ue). La norma prevede che le associazioni di professionisti possano partecipare alle piattaforme europee per armonizzare le diverse discipline di riferimento vigenti nei diversi paesi. Sta qui l'origine di tutti i dubbi. Le associazioni di cui si parla sono quelle di stampo anglosassone (simili agli ordini italiani) oppure sono i sindacati di categoria (di professionisti con o senza albo di riferimento)? Su questo terreno si scontrano da anni le rispettive rappresentanze. Un punto a favore dei senza albo, però, lo ha assegnato il Tar del Lazio che ha ritenuto legittimo il provvedimento (si veda ItaliaOggi del 31 marzo 2009). Forti di due sentenze le associazioni non regolamentate, che avevano già provveduto a depositare istanza di riconoscimento a Via Arenula, sono quindi ritornate alla carica spingendo affinché il Cnel, prima, e il ministero della giustizia, dopo, si pronunciassero sull'iter di accreditamento in corso.

Il nuovo scoglio

Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, gli uffici del ministero da qualche tempo sono stati costretti ad avviare un supplemento di indagine. La direttiva qualifiche, infatti, è stata completata da quella sui «servizi europei» a fine 2009. E quindi quei decreti di accreditamento alle piattaforme Ue per le associazioni di professionisti senza albo che sembravano essere in dirittura d'arrivo sono stati messi momentaneamente in stand by. Il decreto di recepimento (si veda ItaliaOggi del 18/12/2009) della ex Bolkestein inserisce nell'ordinamento il seguente principio: «nel settore delle professioni regolamentate, i cittadini degli stati membri sono equiparati ai cittadini italiani per quanto riguarda l'iscrizione in albi, elenchi o registri per l'esercizio della professione. Pertanto ogni cittadino dell'Unione europea che vuole esercitare una attività professionale deve ottenere il decreto di riconoscimento del titolo in base al vigente dlgs 206/07».

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