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Contributi a ruolo, decide il fisco

del 31/08/2010
di: di Gigi Leonardi
Contributi a ruolo, decide il fisco
Gli uffici periferici dell'Inps devono collaborare con l'Agenzia delle entrate per le verifiche delle dichiarazioni fiscali, essendo l'Agenzia un unico punto di interfacccia per il contribuente nel caso in cui l'attività di verifica comporti degli effetti sul piano degli obblighi previdenziali. Ciò al fine di mettere in grado l'amministrazione finanziaria di fornire al contribuente un efficace supporto nello svolgimento degli adempimenti richiesti. L'invito della sede centrale dell'Istituto di previdenza, rivolto alla propria struttura territoriale, è contenuto nel messaggio 21827/2010.

Base unica. Il dlgs. n. 462/1997, si legge nella nota, ha introdotto il principio dell'unificazione, ai fini fiscali e contributivi, delle procedure di liquidazione, riscossione e accertamento. L'art. 32-bis della legge n. 2/2009ha disposto, a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31/12/2006, che l'iscrizione a ruolo dei contributi e premi determinati ai sensi delle disposizioni del citato dlgs. n.462/1997, nonché gli interessi e le relative sanzioni per ritardato o omesso versamento, è effettuata direttamente dall'Agenzia delle entrate, fatte salve le vigenti disposizioni in materia di contenzioso. In sostanza, la norma ha individuato nell'Agenzia delle entrate, competente a effettuare le verifiche delle dichiarazioni fiscali, un unico punto di interfacccia per il contribuente nel caso in cui l'attività di verifica comporti degli effetti sul piano degli obblighi previdenziali.

Iscrizione a ruolo. Secondo quanto disposto dal richiamato art. 32-bis della legge n. 2/2009 i contributi dovuti (da artigiani e commercianti in particolare) sulla quota di reddito che eccede il minimale riferiti al periodo di imposta 2006 che, a seguito della notifica della comunicazione di irregolarità e degli atti di accertamento, non risultano versati all'amministrazione finanziaria, a partire dal mese di luglio, sono stati richiesti ai contribuenti con cartelle di pagamento emesse dall'Agenzia delle entrate. Per effetto del citato art. 32-bis viene meno, continua il messaggio, la competenza dell'Inps a procedere all'iscrizione a ruolo delle posizioni che, successivamente alle verifiche delle comunicazioni inviate dall'amministrazione finanziaria, sono risultate a debito.

Gestione cartella. Come riportato nelle avvertenze della cartella di pagamento, tenuto conto che l'ente impositore è l'amministrazione finanziaria, i chiarimenti sulle somme richieste potranno essere forniti ai contribuenti direttamente dagli uffici dell'Agenzia delle entrate che risultano indicati nella cartella, sezione «Dettaglio Addebiti». A tali uffici devono essere indirizzate tutte le eventuali contestazioni dirette a ottenere l'annullamento del ruolo, a seguito delle verifiche svolte dal medesimo ufficio, ovvero lo sgravio della cartella, nel caso in cui il pagamento della somma richiesta sia avvenuto anteriormente all'iscrizione a ruolo. Al riguardo, qualora il versamento sia stato già effettuato direttamente all'Inps, l'interessato dovrà richiedere al competente ufficio dell'Istituto il rilascio di apposita certificazione attestante l'intervenuta regolarizzazione sulla base del reddito verificato dall'Agenzia delle entrate. A tal fine gli uffici emetteranno un «estratto debitorio» che riporta il valore del reddito denunciato all'Inps e l'importo della contribuzione versata. Con tale documento, timbrato e sottoscritto, unitamente alla copia del modello F24, il contribuente potrà richiedere al competente ufficio dell'Agenzia delle entrate lo sgravio dell'importo della cartella di pagamento corrispondente al versamento della contribuzione effettuata. Le eventuali somme versate che, a seguito dell'adozione dei provvedimenti di sgravio, dovessero risultare a credito del contribuente saranno rimborsate dall'agente della riscossione. Resta ferma, comunque, la possibilità per il contribuente che propone opposizione al giudice del lavoro. Come disposto dall'art. 30, comma 10 della legge n. 122/2010, resta esclusa la possibilità da parte del contribuente, a seguito di ricorso amministrativo proposto alla sede Inps, di richiedere la sospensione, in via amministrativa, della cartella di pagamento. La nota conclude ricordando che il contribuente potrà provvedere al pagamento degli importi addebitati con la cartella, anche in forma dilazionata. La relativa domanda dovrà essere inoltrata al competente agente della riscossione al quale spetta la valutazione in ordine alla sua concessione.

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