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La Spagna deve restituire 5,1 mld

del 31/08/2010
di: di Gabriele Frontoni
La Spagna deve restituire 5,1 mld
Terremoto fiscale in Spagna. I giudici del Tribunale amministrativo centrale (Teac) hanno dichiarato nulle tutte le istanze di versamento dell'Iva inviate dall'Agenzia delle entrate di Madrid tra il 2006 e il 2008 imponendo la restituzione di 5,1 miliardi di euro ai legittimi proprietari. E questo, a causa della superficialità con cui gli agenti del Fisco hanno interpretato la legge tributaria spagnola, proprio quando la raccolta dell'Iva nel Paese ha fatto segnare un crollo senza precedenti (-30,1% nel 2009 a 33,5 miliardi di euro rispetto ai 48 miliardi raccolti nel 2008). Secondo quanto stabilito dal Teac, l'Agencia tributaria avrebbe compiuto un errore grossolano in fase di raccolta dell'imposta richiedendone il versamento sulla base di calcoli legati all'anno fiscale e non a cicli trimestrali o mensili come imposto dalla normativa in vigore. Una leggerezza che potrebbe però mettere in ginocchio le già disastrate finanze del Paese. In base alla sentenza del Teac, infatti, il ministero delle finanze sarebbe tenuto a restituire l'Iva versata da 480 mila soggetti nel corso del triennio 2006-2008 con un esborso di 3,5 miliardi di euro. A questo tesoretto, andrebbero ad aggiungersi altri 1.600 milioni di euro relativi a procedimenti legali pregressi intentati dall'amministrazione pubblica nei confronti di soggetti economici con l'intento di recuperare le imposte non versate. Numeri di tutto rispetto che contrastano, tuttavia, con l'analisi condotta dai tecnici del Gestha, il ministero delle finanze spagnolo, secondo cui sarebbero non più di 20 mila i soggetti interessati dalle disposizioni del tribunale amministrativo. In attesa di approfondire la questione mettendo a punto una strategia capace di contenere il deflusso di risorse pubbliche, il vicepresidente e ministro dell'economia, Elena Salgado, ha fatto sapere di aver interrotto i procedimenti di raccolta dell'Iva relativi al 2009 in attesa di mettere a punto un nuovo sistema informatico disegnato sulla scorta delle indicazioni del Teac. Il nuovo software, in altre parole, dovrà tenere conto delle disposizioni di legge spagnole prevedendo il calcolo dell'Iva solamente su base trimestrale o mensile e non su base annuale come effettuato tra il 2006 e il 2008. Ma come si è potuti arrivare a una situazione tanto paradossale? L'interpretazione della Gestha lascia davvero sbigottiti. Secondo la ricostruzione del ministero, alla fine del 2007 sarebbe stato sostituito il capo sezione Iva dell'Agenzia delle entrate a cui spetta il compito di avviare i procedimenti di verifica del sistema di riscossione dei tributi. E questo avrebbe comportato una situazione di anarchia interna all'ufficio, sanata soltanto un anno più tardi accorgendosi dell'anomalia e sanando il difetto. Non solo. Nello stesso anno, sarebbe avvenuta anche la ristrutturazione del personale di verifica all'interno dell'unità controllo Iva. E così, parte delle verifiche sarebbero state condotte da personale privo delle competenze necessarie che avrebbero firmato alla cieca le verifiche fiscali su 400 mila soggetti per un importo complessivo di 1.400 milioni di euro.
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