Consulenza o Preventivo Gratuito

I ricercatori da Napolitano

del 06/08/2010
di: di Benedetta Pacelli
I ricercatori da Napolitano
Sono saliti fin sul Colle del Quirinale per esprimere il loro dissenso sul disegno di legge universitario appena licenziato dai senatori di Palazzo Madama. Sono i ricercatori universitari della «Rete 29 Aprile, Ricercatori per un' Università Pubblica Libera Aperta» che, in una lettera inviata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, hanno espresso tutta la loro «preoccupazione» sul ddl in discussione. E la riposta del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non si è fatta attendere. Senza per questo sgonfiare i numeri della protesta che continuano a lievitare: secondo gli ultimi dati proprio del coordinamento lo sciopero dalla cattedra riguarda quasi 10 mila ricercatori (erano 7 mila circa un mese fa) su 44 università (erano 29) sul totale di 298 facoltà sparse in tutta Italia. Una mobilitazione come si legge nella lettera inviata a Napolitano fatta «per difendere il presente e il futuro dell'università pubblica» e «non influenzata da nessuna particolare ideologia politica, se non quella che vede nell'università e nella ricerca uno dei cardini dello sviluppo del paese». Principi cari allo stesso Napolitano che nella sua risposta pubblicata sul sito del Quirinale auspica che sul settore dell'università e della ricerca si avvii un «confronto costruttivo» perché l'esigenza di una riforma e «una dotazione adeguata delle risorse», sono «due facce della stessa medaglia». Il capo dello Stato sottolinea infatti come non si possa negare l'esigenza di una riforma del settore pur sottolineando che ci debba essere un adeguato stanziamento di risorse: «Ribadivo, a ulteriore chiarimento del mio pensiero, la necessità di salvaguardare la spesa pubblica per investimenti, in modo particolare quelli per la ricerca e per l'alta formazione, apprezzando l'impegno del Ministero dell'economia ad affrontare seriamente il problema del fondo di finanziamento dell'università». E sulle criticità sollevate, dice Napolitano, «non posso che auspicare un costruttivo confronto che guardi al merito delle questioni e all'interesse di lungo periodo del nostro paese, specie in questa fase di gravi difficoltà dove a ognuno è richiesto di fare la sua parte». Ecco perché, chiude il capo dello Stato, «ho provveduto a inviare al ministro Gelmini copia della vostra lettera, che affronta materie di competenza del governo, confidando che essa riceverà l'attenzione che merita».
vota