Consulenza o Preventivo Gratuito

Affitti, multe fino al quadruplo dell'imposta evasa al fisco

del 05/08/2010
di: Fabrizio G. Poggiani
Affitti, multe fino al quadruplo dell'imposta evasa al fisco
Con l'arrivo della cedolare secca sulle locazioni si assiste a un forte inasprimento delle sanzioni per i contratti in nero e per quelli nei quali il canone di locazione risulta inferiore a quanto effettivamente incassato: nel primo caso è prevista l'applicazione della sanzione fino a 2.065,86 euro, mentre nel secondo la sanzione raggiungerà il quadruplo dell'imposta evasa.

Ecco cosa emerge, sotto il profilo sanzionatorio, dallo schema di dlgs attuativo del federalismo fiscale che porta in dote la cedolare secca facoltativa sugli affitti, nella misura del 20% del canone di locazione. Le disposizioni relative alla cedolare secca non si applicano per le locazioni di unità esercitate nell'ambito delle attività di impresa, di arti e professioni o da enti non commerciali, dovendo far riferimento, in tal caso, ai valori delle tariffe d'estimo o a quelli di stima, ai sensi del comma 1, dell'art. 37, dpr n. 917/1986 (Tuir).

Con il chiaro obiettivo di far emergere base imponibile e castigare i furbetti, la cedolare secca sugli affitti prevede una parte dedicata interamente alle sanzioni, prendendo a riferimento, soprattutto, il comma 1 e il comma 2, dell'art. 1, del dlgs n. 471 del 1997.

Di conseguenza, se il contribuente non dichiara totalmente il reddito da locazione si rende applicabile la sanzione fino a 2.065,86 euro, mentre in presenza di contratto simulato, con l'indicazione di un canone diverso da quello effettivamente incassato, la sanzione disposta dal comma 2, dlgs n. 471/1997 (dal 100 al 200%) è raddoppiata raggiungendo il quadruplo dell'imposta evasa.

Per quanto concerne i contratti di locazione di unità abitative stipulati, ma non registrati si rende applicabile una nuova e specifica disciplina concernente l'applicazione ex lege di condizioni contrattuali, quali la durata fissata in quattro anni a decorrere dalla data di registrazione, sia essa effettuata d'ufficio o volontariamente dal contribuente, la disciplina prevista dal comma 1, dell'art. 2 della legge n. 431/1998 e, soprattutto, la determinazione d'ufficio del canone in misura pari a tre volte la rendita catastale, oltre all'adeguamento dal secondo anno all'indice dei prezzi al consumo, come fissato periodicamente dall'Istat.

In tale ultimo caso, in presenza di un contratto concordato tra le parti con un ammontare della locazione inferiore rispetto a quanto appena indicato, l'amministrazione terrà conto di detto ultimo valore, come terrà conto, per l'applicazione della disciplina appena enunciata, delle locazioni con canoni inferiori a quelli effettivi o dei comodati fittizi.

Infine, il provvedimento apre alla possibilità di effettuare una sanatoria con la disapplicazione delle sanzioni appena indicate, nel caso di registrazione volontaria entro il prossimo 31 dicembre.

vota