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Bonus cucine, negozi in attesa

del 04/08/2010
di: di Gabriele Frontoni
Bonus cucine, negozi in attesa
Dovranno attendere almeno fino a settembre i negozianti che hanno anticipato i contributi statali previsti dal decreto 40/2010. Secondo il ministero dello sviluppo economico, fino a oggi non è stato possibile dare il via alla restituzione degli incentivi a causa del fatto che non è stata messa a disposizione di via XX Settembre la disponibilità di cassa dei 300 milioni di euro stanziati dal governo per agevolare i consumi nei settori dei ciclomotori, cucine, elettrodomestici, abbonamenti a internet, gru, rimorchi e macchine agricole, tanto per citare i più diffusi. Non si tratterebbe, dunque, di una mancanza di denaro ma soltanto di una questione di contabilità interna che, assicurano dal ministero, dovrebbe essere risolta nel corso dei prossimi giorni così da avviare i rimborsi per l'inizio di settembre. Ma come avverrà, nello specifico, il processo di restituzione dei soldi ai negozianti? In base a una convenzione siglata con Poste italiane, una volta effettuati i controlli sulla regolarità della documentazione inviata dai negozianti al ministero, saranno le stesse Poste a inviare i rimborsi, a fronte di un costo per la gestione delle pratiche fissato all'1% del totale dei contributi richiesti da ogni singolo rivenditore, totalmente a carico dello stesso negoziante. In base ai dati diffusi dal ministero dello sviluppo economico, intanto, nei primi tre mesi dal lancio dell'iniziativa governativa di sostegno ai consumi, sono stati distribuiti circa 171,8 milioni di euro pari al 57% dei 300 milioni stanziati dal decreto. Tra questi, alcune voci di spesa sono andate completamente esaurite come i sussidi erogati per la banda larga e quelli per l'acquisto di macchine agricole. Quasi del tutto inutilizzati, invece, i 10 milioni di euro messi a disposizione dal governo per l'efficienza energetica industriale, tra cui figura l'acquisto di batterie di condensatori, inverter, motori ad alta efficienza o Ups. In questo caso, i sussidi erogati non sono andati oltre lo 0,35% delle disponibilità totali. Cosa ne sarà di questo denaro rimasto inutilizzato, sarà il ministro dello sviluppo economico a doverlo dire.

Per il momento, intanto, un milione di euro è tornato a disposizione di chi volesse acquistare una cucina o un elettrodomestico. Dai primi controlli effettuati dalle Poste italiane, infatti, una parte delle domande di incentivo, per un valore di un milione di euro, è stata rifiutata a causa di un errore nella documentazione inviata dai negozianti o per incentivi prenotati relativi ad acquisti mai più finalizzati.

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