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Limiti all'autotrasporto notturno

del 03/08/2010
di: di Daniele Cirioli
Limiti all'autotrasporto notturno
Alla guida di notte per massimo quattro ore consecutive. È irregolare e sanzionata, infatti, la prestazione notturna degli autotrasportatori che si protragga per almeno quattro ore consecutive, tra la mezzanotte e le 7 del mattino, se l'attività di lavoro complessiva (la guida) superi le 10 ore nell'arco di una giornata (del periodo cioè di 24 ore). Lo precisa il ministero del lavoro nella nota protocollo n. 13587 di ieri con cui, inoltre, spiega che il calcolo della sanzione, a carico dei datori di lavoro, per le violazioni al codice della strada (da 78 a 311 euro) deve essere riferita a ogni dipendente interessato e a ciascuna violazione rilevata.

I quesiti. I chiarimenti fanno seguito alle richieste formulate dagli uffici del ministero del lavoro in materia di autotrasporto. Due i quesiti. Il primo chiede di sapere le modalità di calcolo delle sanzioni previste dal codice della strada (articolo 174, comma 9, dlgs n. 285/1992), a carico del datore di lavoro; il secondo quesito chiede precisazioni sulla nozione di lavoro notturno (in base all'art. 7, comma 1, del dlgs n. 234/2007).

Le sanzioni del codice della strada. Il primo quesito riguarda le sanzioni previste dall'articolo 174, comma 9, del codice della strada. La norma stabilisce che l'impresa che nell'esecuzione dei trasporti non osserva il regolamento Cee n. 3820/85 e non tiene i documenti prescritti o li tiene scaduti, incompleti o alterati è soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 78 a 311 euro per ciascun dipendente cui la violazione si riferisce, salva l'applicazione delle sanzioni previste dalla legge penale, ove il fatto costituisca reato. Si tratta, spiega il ministero, di una norma che introduce una responsabilità diretta del datore di lavoro per la violazione della normativa in materia di tempi di guida e di riposo, prevedendo la specifica sanzione amministrativa. In relazione a tale norma, gli uffici ispettivi del ministero del lavoro stanno seguendo due diverse interpretazioni a cui conseguono distinte modalità di calcolo della sanzione. In base al primo orientamento, la sanzione viene parametrata non soltanto in relazione al numero dei lavoratori coinvolti ma anche al numero delle sanzioni commesse da ciascuno di essi. La seconda tesi, invece, ritiene che la sanzione vada calcolata esclusivamente con riferimento al numero dei dipendenti, in quanto l'inciso della norma «cui la violazione si riferisce» andrebbe inteso in relazione alla sola tipologia di infrazione riscontrata (e non al numero stesso delle infrazioni per rientranti nella medesima tipologia d'illecito).

Il ministero del lavoro condivide la prima lettura interpretativa in quanto maggiormente in linea con il tenore letterale della norma: la sanzione amministrativa deve essere riferita ad ogni dipendente interessato e a ciascuna violazione rilevata, pur nell'ambito della medesima fattispecie di illecito. Peraltro, aggiunge il ministero, tale impostazione appare conforme all'apparato sanzionatorio che è previsto dallo stesso articolo 174 ai commi 4 e 5 per le violazioni commesse dai conducenti in materia di tempi di guida e di riposo, consentendo, pertanto, di evitare disparità di trattamento tra i soggetti responsabili di analoghe condotte illecite.

Lavoro notturno. Il secondo quesito concerne l'attività di lavoro notturno degli autotrasportatori, per i quali valgono le specifiche disposizioni del dlgs n. 234/2007. Chiede, in particolare, chiarimenti in ordine alla nozione di lavoro notturno e, quindi, al regime sanzionatorio. Il ministero spiega che l'articolo 7, comma 1, del predetto dlgs n. 234/2007, nel caso di lavoro notturno, introduce il limite di 10 ore giornaliere, il cui superamento è punito con la sanzione amministrativa da 300 a 900 euro per ogni lavoratore e per ciascuna giornata. La nozione di lavoro notturno, precisa il ministero, va ricavata dalle disposizioni relative alle definizioni di «notte» («periodo di almeno 4 ore consecutive tra le ore 00,00 e le ore 7,00») e di «lavoro notturno» («ogni prestazione espletata durante la notte»). Da cui deriva, conclude il ministero, che deve essere considerata irregolare la prestazione di lavoro che superi il limite delle 10 ore per ciascun periodo di 24 ore, qualora si protragga per almeno quattro ore consecutive nella fascia oraria tra le ore 24 e le ore 7.

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